Delegazione umbra della Cisal per la manifestazione di piazza del primo maggio
Una delegazione della Cisal– Confederazione sindacati utonomi dei lavoratori – Unione regionale Umbria si è recata martedì a Cosenza per partecipare alla manifestazione di piazza che ha visto riuniti gli iscritti al sindacato autonomo.
La nota «In tanti – è scritto sulla nota del sindacato – hanno accolto il discorso del Segretario generale Francesco Cavallaro, che ha evidenziato come l’attuale governo abbia finora attuato, attraverso le sue manovre, solo il ‘rigore’, e non anche ‘l’equità e la crescita’ promesse. Un governo di tecnici quello attuale che ha scaricato sui più deboli (lavoratori e pensionati) il peso di una crisi le cui responsabilità sono da ascrivere altrove. Un esecutivo che, ignorando le più elementari regole della democrazia, si è scelto i propri interlocutori escludendo dai tavoli il sindacato autonomo e le sue proposte.
Il segretario umbro «Il problema è che al governo non ci sono veri rappresentanti della gente comune – dichiara il segretario generale della CISAL Umbria Elena Tiracorrendo, intervenuta a Cosenza – ad essere rappresentati sono gli industriali, gli avvocati, i farmacisti, i medici, i notai, i banchieri i quali, quando vengono toccati i loro interessi, immediatamente ‘alzano gli scudi’, minacciando di togliere il proprio sostegno al governo, mentre non si fanno scrupoli, a parte qualche lacrimuccia di circostanza, ad accanirsi su lavoratori e pensionati. Tutta gente questa che non ha mai vissuto sulla propria pelle i problemi quotidiani dell’italiano medio, che non sa cosa significhi sbarcare il lunario con sempre meno euro al mese, perché aumenta tutto e il lavoro non c’è».
«Troppe tasse» Prosegue Vincenzo Filice, altro componente della delegazione CISAL Umbria a Cosenza: «In questo momento storico l’introduzione dell’Imu rischia di compromettere un equilibrio già duramente provato dall’aumento spropositato della pressione fiscale. La gente è esasperata, troppe tasse, le famiglie non ce la fanno più. Anche gli amministratori locali dovrebbero pensarci bene prima di decidere se e in che misura utilizzare leve come questa che, se da una parte danno ‘ossigeno’ alle loro casse, dall’altra ostacolano la ripresa dell’economia, aumentando il carico fiscale che è al limite della sopportazione e andando a toccare un bene prezioso per gli italiani quale la casa».
Il momento difficile «E’ proprio nei momenti più difficili che si deve trovare la forza di reagire – prosegue Tiracorrendo – dobbiamo ritrovare il coraggio che hanno avuto i nostri genitori e nonni nell’affrontare la guerra. Abbattersi non serve, bisogna tirarsi su le maniche, darsi da fare, inventare soluzioni nuove, vedere le opportunità, evolversi, facendo leva sulle proprie risorse».





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