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7 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:47

Dall’attrice Laura Antonelli all’ex pornostar Brigitta: tutti i casi eclatanti di giustizia sbagliata in Umbria

Rassegna delle ingiuste detenzioni. Nell'archivio di 'Errori giudiziari' c'è un partigiano scagionato con mezzo secolo di ritardo dall'omicidio di un prete. E Patrick Lumumba

Dall’attrice Laura Antonelli all’ex pornostar Brigitta: tutti i casi eclatanti di giustizia sbagliata in Umbria
Brigitta Kocsis, innocente

di Enzo Beretta

L’ex pornostar Brigitta Kocsis e l’attrice Laura Antonelli. Ancora: Patrick Lumumba, finito ingiustamente in carcere con l’accusa di aver ucciso la studentessa inglese Meredith Kercher e l’ex partigiano Germano Nicolini scagionato 47 anni dopo il delitto della canonica del 18 giugno 1946. Sono soltanto alcune storie di giustizia sbagliata raccolte nell’archivio del sito Errorigiudiziari.com. Il database, curato dai giornalisti Valentino Maimone e Benedetto Lattanzi, raccoglie casi di errori tribunaleschi e di ingiuste detenzioni. Abbiamo selezionato alcune odissee raccontate nel portale. Alcune liquidate in Umbria per errori commessi in altri distretti giudiziari.

GLI ERRORI COSTANO MILLE EURO AL GIORNO

Il maxi-risarcimento Con l’accusa di aver ucciso 22 anni fa a Somma Vesuviana il boss Antonio Ferrara e del tentato omicidio di Domenico Ferrara venne ingiustamente condannato nel 1997 Maurizio Bova. Al quale, però, la Corte d’appello di Perugia ha riconosciuto un indennizzo record di due milioni e 149 mila euro a titolo di risarcimento. «Con tutta probabilità il risarcimento per errore giudiziario più elevato del 2015». Bova, 64 anni, condannato all’ergastolo, ha scontato 19 anni, 7 mesi e 20 giorni di reclusione. Il fascicolo napoletano è passato a Roma prima di sbarcare in Umbria.

Il giallo di via della Pergola Quello di Meredith è stato uno dei casi di cronaca nera più seguiti negli ultimi anni dalla stampa internazionale. La Cassazione ha annullato senza rinvio le condanne ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito per l’uccisione della studentessa di Leeds, confermando i tre anni di condanna per calunnia ad Amanda nei confronti di Patrick Lumumba (un periodo già scontato durante il periodo di carcerazione preventiva tra il 2007 e il 2011). Patrick – è spiegato nel sito – è stato risarcito con 8 mila euro. A Firenze i legali di Raffaele Sollecito hanno chiesto 516 mila euro.

Spettacolo-hard Assolta e risarcita per 11 giorni di carcere l’ex pornostar Brigitta Kocsis: circa 3.500 euro per essere stata ingiustamente detenuta 11 giorni per uno spettacolo a luci rosse in una discoteca di Fossato di Vico. Il suo legale ha chiesto 200 mila euro, Perugia inizialmente ha conteggiato 71 giorni perché la data 23.5.2010 si era trasformata per sbaglio in 25.3.2010, ponendo poi rimedio all’errore. Secondo il gup Alberto Avenoso che ha prosciolto Brigitta la giovane ungherese «non era a conoscenza della presenza di minori» nella disco e «per via dell’intensa luce dei riflettori non poteva accorgersi se alcuni spettatori stessero filmando o fotografando l’esibizione». Ora Brigitta ha annunciato di aprire un locale a Narni Scalo.

Peccato veniale Laura Antonelli, uno dei sex symbol italiani degli anni Settanta per aver interpretato film come Malizia e Peccato veniale, finì in cella d’isolamento a Rebibbia nell’estate 1991 quando nella sua villa di Cerveteri, a 50 chilometri da Roma, vennero trovati 24 grammi di cocaina. Il processo è durato nove anni e alla fine l’attrice è stata assolta. «Ha vinto la sua causa contro la lentezza della giustizia e sarà risarcita con 108 mila euro per i danni di salute e di immagine patiti a causa dell’irragionevole durata del procedimento a suo carico». Il collegio civile, presieduto da Sergio Matteini Chiari, ha liquidato una somma superiore rispetto ai diecimila euro assegnati in precedenza alla Antonelli. Troppo pochi anche per la Cassazione.

Il delitto della canonica E’ stata la Corte d’assise di Perugia a mettere la parola fine su uno dei più efferati delitti dalla fine della guerra: l’omicidio di don Umberto Pessina, parroco di San Martino Piccolo di Correggio, ucciso con un colpo di pistola il 18 giugno 1946. Subito dopo il referendum istituzionale. Germano Nicolini, ex partigiano conosciuto con il nome di battaglia di Comandante Diavolo, personaggio emergente del partito comunista, era stato arrestato nel maggio 1947 quando all’età di 27 anni era diventato sindaco di Correggio. Soltanto nel 1991 William Gaiti è entrato nell’ufficio del procuratore di Reggio Emilia e ha confessato: «Ho commesso io quell’omicidio, non volevo ucciderlo, insieme ad altre due persone eravamo andati per una ronda vicino casa sua. Don Pessina ci scoprì, ne nacque una colluttazione e dalla pistola che impugnavo partì un colpo che lo ferì a morte». Dopo vari passaggi Nicolini è stato assolto a Perugia per «non aver commesso il fatto». «I danni materiali e morali patiti in dieci anni di detenzione e in 50 anni di battaglie per scrollarsi di dosso l’onta di un omicidio vengono quantificati in due miliardi e mezzo».

Muore prima di essere risarcito Scagionato da ogni accusa Fabrizio Reali Roscini ha comunque subìto 20 giorni tra carcere ed arresti domiciliari. Fabrizio è morto e 6.800 euro di indennizzo sono stati riconosciuti alla famiglia. L’operazione Brushwood della procura di Perugia ipotizzava nei confronti degli indagati accuse pesantissime: banda armata, associazione sediziosa, danneggiamento, minacce, detenzione di armi. Secondo la procura – è spiegato nel sito – anarchici ed ecoterroristi preparavano un salto di qualità con riunioni nei boschi dell’Umbria per pianificare il passaggio alla lotta armata. «Prima ancora di finire a processo Reali Roscini verrà scagionato da ogni accusa». In ogni modo nel 2007 «la sua reputazione e quella della sua famiglia vengono rovinate».

I dollari dello zingaro Nel 1992 Kuze Radulovic entra alla Cassa di Risparmio di Perugia per cambiare 2.180 dollari americani. Il cassiere chiama i carabinieri che arrestano il nomade perché, secondo loro, quelle banconote sono false. Lo slavo prova a difendersi («Me li ha dati mio zio») ma alla fine patteggia la pena a 16 mesi. Scrivono Maimone e Lattanzi nel libro Cento volte ingiustizia: «Pur di uscire al più presto e nel migliore dei modi possibili dal circuito penale preferisce ammettere una colpa non sua». Infatti secondo le analisi dell’Interpol quei soldi sono autentici. Dopo 32 giorni in carcere Radulovic viene assolto. La Corte d’appello gli concede 150 euro per ogni giorno di detenzione. In tutto quattro milioni e 800 mila lire.

La pozione magica Giulia, contabile di Genova, finisce in carcere nel 2005 su richiesta della magistratura perugina che nell’ambito di un’operazione antidroga indagava sull’utilizzo di una bevanda considerata sacra ma contenente, seppur in minima parte, il dmt (dimeltiltriptamina), sostanza presente nella tabella degli stupefacenti. La bevanda – è spiegato nella rassegna di Errori Giudiziari – veniva consumata durante i riti religiosi di un movimento. Sono una ventina le persone fermate. Alla ragioniera viene concessa l’archiviazione e la Corte perugina le assegna un indennizzo di 1.650 euro per i sette giorni i carcere subìti e 10.061 euro per i 90 giorni di arresti domiciliari a titolo di riparazione per ingiusta detenzione.

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