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28 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:28

Da Kleiber a Zappa, da Bernstein a Stratos: alla Galleria le foto da ascoltare di Lelli e Masotti

Sarà inaugurata giovedì a Perugia «Musiche»: in mostra fino al 25 settembre 80 scatti di Silvia Lelli e Roberto Masotti. «Incontri ravvicinati con espressività, teatralità e scena»

Da Kleiber a Zappa, da Bernstein a Stratos: alla Galleria le foto da ascoltare di Lelli e Masotti
Demetrio Stratos (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Un viaggio che parte negli anni Settanta e arriva fino a oggi; in tutto 80 scatti in bianco e nero che immortalano grandi protagonisti della musica, dal jazz alla classica fino al rock e molto altro ancora. Tutto questo è «Musiche», la mostra con gli scatti di Silvia Lelli e Roberto Masotti che sarà inaugurata giovedì alla Galleria nazionale dell’Umbria. L’esposizione, che sarà visitabile fino al 25 settembre, è stata presentata martedì nella sala conferenze della Galleria da Marco Pierini, direttore del museo e per l’occasione curatore della mostra, dai due fotografi e dal direttore artistico di Umbria Jazz Carlo Pagnotta; l’esposizione infatti è organizzata in collaborazione con UJ e con il Trasimeno music festival.

La mostra Quelli di Lelli e Masotti sono nomi che di certo non lasciano indifferenti gli appassionati di fotografia, così come quelli di musica. Per 17 anni sono stati i fotografi ufficiali della Scala di Milano e il loro sodalizio umano e artistico va avanti ormai da lunghissimo tempo. «Abbiamo uno studio insieme – racconta Lelli – da quando avevamo 16 anni credo. Io, andando dove porta la passione, mi sono dedicata più alla musica classica, alla danza e alle performance. Con Roberto siamo molto generosi l’uno con l’altro e non ci sono gelosie, tanto che quando facciamo progetti insieme non firmiamo mai singolarmente le foto». «Fin dai loro esordi – è stato detto durante la presentazione – hanno avuto un occhio attento alla performance musicale, bloccando sulle immagini l’intensità dell’azione, la sua espressività, la forza del gesto che si esplica dal palco».

FOTOGALLERY: LA MOSTRA

I musicisti «Non più musica alta e bassa – osservano i due – seria, leggera o pesante, ma compresenza attiva nel paesaggio musicale che vive attorno a noi. Non c’è volontà di catalogazione, di elenco o di tassonomia bensì c’è una serie che si compone e si scompone, un percorso personale ed evocativo che ricorda momenti inesorabilmente fissati». A sceglierle è stato il curatore Pierini, «uno che – gli rende merito Lelli – non si intende solo di arte ma anche di musica. Questo è un lavoro molto ampio che ci permette di riprendere il filo tra i generi». Come ha ricordato lo stesso Pierini un’intera parete è dedicata al cantante degli Area Demetrio Stratos, mentre altre fotografie hanno come protagonisti Keith Jarrett, Jan Garbarek, Astor Piazzolla, Miles Davis, Lou Reed, Frank Zappa oppure giganti della musica classica come Maurizio Pollini, Mitislav Rostropovich, Riccardo Muti, Claudio Abbado, Sergiu Celibidache, Leonard Bernstein (che campeggia sulla copertina del catalogo edito da Silvana Editoriale) e anche un celeberrimo scatto in cui è immortalato Carlos Kleiber; una foto che molto racconta della personalità del direttore d’orchestra.

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Vedere e sentire Scatti che sono «incontri ravvicinati con l’espressività, la teatralità, la scena», una serie sottotitolata «vedere come sentire». «Le foto che esponiamo – spiega Pierini – sono uno spaccato trasversale di generi, ambienti e situazioni. Ogni loro scatto assume in sé quel carattere di atemporalità e universalità che trascende il mero fenomeno. Abbiamo il pathos di Bernstein che dirige l’Orchestra filarmonica del Teatro alla Scala, il rigore scontroso di Celibidache, la solenne e autorevole gestualità di Pierre Boulez, l’assorta partecipazione di Giuseppe Sinopoli che sembra cantare insieme agli strumenti, l’enfasi espressiva di Lorin Maazel». Per quanto riguarda Roberto Masotti, non è la prima volta che i suoi scatti finiscono a palazzo dei Priori. Durante la prima edizione di Umbria Jazz infatti, nel 1973, una mostra ospitava sue fotografie.

Il precedente Tra queste anche quella di Sun Ra, che volle a tutti i costi vedere una foto che lo ritraeva deviando così la ‘processione’, con tanto di abiti ‘galattici’, inscenata lungo corso Vannucci con la sua band. Il tutto per la disperazione di Pagnotta, che martedì ha invece mostrato fiero un cimelio che «conservo gelosamente» a casa, ovvero una foto di Masotti che ha come soggetto Art Blakey, ritratto in un concerto a Bologna nei primi anni Settanta, con tanto di doppia dedica del batterista. «Per questa occasione con Pierini – dice Pagnotta – ci siamo messi d’accordo in cinque minuti. Come Umbria Jazz ci fa molto piacere tornare qui con una mostra di due maestri della fotografia». Un Pagnotta che si prepara a celebrare in grande stile il centenario della nascita di Thelonious Monk, nato nel 1917, e che mercoledì in una conferenza stampa convocata a Orvieto dirà la sua sui problemi che ruotano intorno all’edizione invernale del festival.

Twitter @DanieleBovi

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