mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:50
5 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:47

Da Auschwitz ad Assisi il Papa tra silenzio e perdono: «Mondo ne ha bisogno». Incontro con l’imam

Bergoglio per tredici minuti in meditazione nella Porziuncola, poi il fuoriprogramma quando ha voluto confessare 19 persone: «Ci ha spiegato di non dire bugie. Fa anche battute»

Da Auschwitz ad Assisi il Papa tra silenzio e perdono: «Mondo ne ha bisogno». Incontro con l’imam

di Daniele Bovi

Da Auschwitz ad Assisi sul filo del silenzio e del perdono. Quando le campane della basilica segnano le quattro in punto, finisce il momento più intenso di questa seconda, breve visita di Papa Francesco in Umbria, ad Assisi. Bergoglio alza gli occhi dopo 13 minuti di meditazione e riflessione silenziosa all’interno della Porziuncola, seduto su una sedia bianca. In silenzio come sulla panchina di Auschwitz dove ha chiesto a Dio di «perdonare tanta crudeltà». E nell’ottavo centenario del Perdono di Assisi, Bergoglio a chi lo ha ascoltato ha detto che «il mondo ha bisogno di perdono, perché c’è troppo odio e troppo rancore». Le prime parole che sceglie sono quelle di San Fancesco: «Voglio portarvi tutti in paradiso» dice citando quelle che, secondo la tradizione, sono state le parole del Poverello. «In questo Anno Santo della Misericordia diventa ancora più evidente come la strada del perdono – ha aggiunto – possa davvero rinnovare la Chiesa e il mondo. Offrire la testimonianza della misericordia nel mondo di oggi è un compito a cui nessuno di noi può sottrarsi. Ripeto: nessuno di noi può sottrarsi. Il mondo ha bisogno di perdono; troppe persone vivono rinchiuse nel rancore e covano odio, perché incapaci di perdono, rovinando la vita propria e altrui piuttosto che trovare la gioia della serenità e della pace».

VIDEORIASSUNTO: PAPA AD ASSISI

LA DIRETTA DELLA GIORNATA

Il discorso E perché, si chiede Francesco, dovremmo perdonare chi ci ha fatto del male? «perché noi per primi siamo stati perdonati, e infinitamente di più». Il perdono dunque, e non «la nostra pretesa di giustizia» è la via maestra da seguire e «qui alla Porziuncola tutto parla di perdono!». «Che grande regalo – ha voluto sottolineare il Pontefice – ci ha fatto il Signore insegnandoci a perdonare per farci toccare con mano la misericordia del Padre»; un Dio il cui perdono «non conosce limiti va oltre ogni nostra immaginazione e raggiunge chiunque, nell’intimo del cuore, riconosce di avere sbagliato e vuole ritornare a Lui. Dio guarda al cuore che chiede di essere perdonato. Il problema, purtroppo, nasce quando noi ci troviamo a confrontarci con un nostro fratello che ci ha fatto un piccolo torto». Ad Assisi il Pontefice è arrivato intorno alle 15.20, con venti minuti di anticipo rispetto alla tabella di marcia. Fuori, in un caldo feroce, i circa quattromila fedeli (la piazza è un po’ vuota) alzano la testa al cielo e gioiscono salutando l’elicottero bianco. Su una Golf blu Bergoglio attraversa la piazza, saluta, ammira i 150 metri quadrati di infiorata preparata dai maestri di Spello ed entra.

Fotogallery: Papa Francesco ad Assisi: fotogallery
Fotogallery: zona rossa blindata
Una quindicina di malori per il solleone

Le confessioni All’ingresso ci sono il ministro generale dell’ordine francescano dei Frati Minori, Michael Anthony Perry, il ministro provinciale, Claudio Durighetto, e il Custode della Porziuncola, Rosario Gugliotta. Presente anche il cardinale di Perugia Gualtiero Bassetti e tutti i vescovi umbri, oltre alla presidente della Regione Catiuscia Marini, il sindaco Stefania Proietti, gli onorevoli dem Gianpiero Bocci, Marina Sereni e Anna Ascani, l’assessore Antonio Bartolini e pure il segretario Giacomo Leonelli. Bergoglio attraversando la navata centrale ha stretto le mani ai fedeli, ha salutato e poi si è chiuso nella sua meditazione silenziosa. Alla fine il fuoriprogramma: «Invito i frati e i vescovi ad andare nei confessionali come io farò, per essere a disposizione del perdono»; un invito non generico bensì, nello stile Bergoglio, molto concreto tanto che, non previsto, per oltre un’ora il Pontefice si chiude in un confessionale come faranno vescovi e frati. In piazza la sicurezza seleziona due donne e due uomini e in tutto saranno confessate 19 persone: un frate francescano, due sacerdoti, quattro scout, una signora in sedia a rotelle e undici volontari del servizio della Basilica. La stola con la quale Bergoglio ha confessato i fedeli, viene presa subito dopo da un frate.

Sicurezza ok, il questore: «C’erano timori per azioni imprevedibili»
Francesco bacia e abbraccia i bimbi: video
Video: intervista a frate Perry

Fa battute «Fa battute e fa ridere» diranno poi alcuni di quelli che sono stati confessati dal Papa, molti dei quali in lacrime per l’emozione. «Ci ha detto di mantenere la calma di fronte ai torti subiti – hanno spiegato gli scout -, di non dire le bugie perché fanno crescere il naso come a Pinocchio e di aiutare il prossimo». I ragazzi parlano a Tv2000, la tv della Cei, e raccontano la loro «emozione grandissima». «Quando ci hanno domandato – dicono – se volevamo essere confessati dal Papa abbiamo subito accettato. È stata una bella confessione breve e concisa diversa dalle altre. È stata veramente bravo. Ci ha anche regalato un Rosario. Non ci sono aggettivi per raccontare tutto questo». «Gli ho chiesto se poteva pregare per la mia famiglia – racconta un altro – e mi ha detto di pregare per lui e per la Madonna. Durante la confessione ci ha fatto anche delle battute divertenti». «Appena iniziata la confessione – ha spiegato un’altra bambina – mi ha baciato la fronte e mi sono emozionata ma il Papa mi ha subito detto di non piangere perché era tutto tranquillo».

Francesco cammina sull’Infiorata: video

L’imam In chiesa c’è anche l’imam di Perugia Abdel Qader, che ha avuto modo di avvicinare il Pontefice qualche giorno dopo il gesto di solidarietà fatto dalla comunità musulmana domenica scorsa, in seguito all’uccisione di padre Jacques Hamel. «Ho salutato il Papa con tanta gioia – racconta – e ho voluto ringraziarlo personalmente per la posizione che ha assunto sull’Islam, quando ha detto che l’Islam non c’entra niente con il terrorismo e non è terrorismo. Ho voluto dirgli – dice ancora Qader – che quello che ha detto ha colpito tutti i veri musulmani e che, la sua frase, è importantissima per noi. Poi Sua Santità ha voluto regalarmi una medaglia di cristallo con scritto ‘misericordia’ che terrò gelosamente. Sono molto contento di averlo conosciuto e anche lui mi ha ringraziato per le mie parole».

Twitter @DanieleBovi

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250