sabato 23 settembre - Aggiornato alle 14:50

Valnerina tra arte e memoria storica, Fai a Papigno e Tomio: «Stop aberrazioni»

‘Scorci’ a Villa Graziani, a Scheggino  la mostra ‘Da Leonardo a San Benedetto’

Papigno - Terni

di M. R.

Al via il prossimo fine settimana la 25esima edizione delle ‘Giornate Fai di primavera’. Residenze storiche aperte, a Terni villa Mattioni-Giubilei, palazzo Mariani e la Camera di commercio, oltre a palazzo Cansacchi di Amelia. Sabato 25 e domenica 26 marzo, nell’ambito dell’evento griffato Fondo Ambiente Italiano lo storico dell’arte milanese Luca Tomio sarà in prima linea per promuovere le terre di Leonardo e spiegare la centralità della Valnerina.

Dai Castelli alla famiglia Luzzi di Terni A Papigno in particolare presenterà la mostra di ‘Scorci’ (con grafiche di Maurizio Folletti) a Villa Graziani, oggi di proprietà della famiglia Luzzi e un tempo probabilmente denominata Villa Castelli. Il vernissage è fissato alle 18 di venerdì 24. «Riscoprire a Papigno i paesaggi disegnati da Leonardo da Vinci il 5 agosto del 1473 – racconta Tomio – ha significato misurarsi con un territorio sfigurato dal progresso. I viaggiatori europei di 18esimo e 19esimo secolo definivano questi scorsi il ‘Paradiso terrestre’, e quello che è giunto sino a noi non sono invece altro che aberrazioni che abbiamo il compito di correggere». Il riferimento alla situazione di Papigno stretta fra i ruderi dell’industria e gli Studios in attesa di un futuro è presto servita. Insieme all’artista ternano Maurizio Folletti, il prof milanese nel mese di maggio sarà a Scheggino per una nuova mostra ‘La Valnerina, da Leonardo da Vinci a San Benedetto».

Cascata di Leonardo Il lavoro dello storico d’arte sul territorio prosegue, gli appelli alla politica perché faccia tesoro del suo passato e del suo patrimonio anche. Dalla scoperta della Cascata delle Marmore nel disegno di Leonardo, il prof non si è più fermato. Ha individuato il salto d’acqua  più alto d’Europa in un affresco a San Pietro in Valle dove il georadar ha anche rivelato un complesso monumentale nel sottosuolo e le sue intuizioni lo hanno condotto a pensare che proprio lì all’Abbadia, a Ferentillo, passasse la via Flaminia: «Mi hanno portato qui Leonardo e Dante» ha spiegato il giorno della riapertura della chiesa. Ora spetta al territorio fare la propria parte per attrarre turisti da tutto il mondo. Tomio avverte: «Ora o mai più, io ho già le valigie pronte per le Grigne lombarde».

@martarosati28

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