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domenica 11 aprile - Aggiornato alle 23:10

Urne funerarie e armi di epoca pre romana: i reperti tornano a Terni

La comunicazione dal vicesindaco Andrea Giuli «Diverse decine di casse direttamente dalla Sovrintendenza al Museo Giontella»

Tornano a casa diverse decide di cassette contenenti reperti di epoca romana e pre-romana rivenuti nel corso degli anni in vari scavi e cantieri di Terni e, fino ad oggi, conservati e catalogati nei depositi della Soprintendenza umbra. Sono stati trasferiti nei giorni scorsi con l’aiuto del personale dell’ufficio Cultura del Comune di Terni, accompagnato da un furgone della Protezione civile comunale.

Il Comune «Si tratta di reperti in buona parte provenienti dalle necropoli pre-romane di San Pietro in Campo e delle Acciaierie – comunica in una nota il vicesindaco nonché assessore a Cultura e turismo, Andrea Giuli – I più preziosi e significativi sono già stati collocati in questi giorni nelle teche appositamente preparate all’interno del museo archeologico di Terni ‘Claudia Giontella’, al Caos, e potranno essere ammirati non appena i musei riapriranno. In particolare, il materiale già allestito al museo Giontella riguarda fibule, vasellame, corredi funerari, armi,  materiale che non aveva fatto più ritorno a Terni dopo una mostra tenutasi nel 2014. Il resto dei reperti prelevati dai magazzini della Soprintendenza è stato al momento sistemato nel deposito dello stesso museo Giontella e in altri depositi della città; potrà essere disponibile in possibili rotazioni espositive in futuro. Naturalmente, il rientro di questi reperti è stato possibile anche grazie alla disponibilità della Soprintendenza umbra e al lavoro dei tecnici e archeologi della stessa che, insieme all’amministrazione, da tempo hanno lavorato per rendere possibile questa operazione».

Una marcia in più per i musei cittadini «Dopo il ritorno del Telamone – continua l’assessore – siamo ad un’altra tappa importante di quella valorizzazione possibile dei musei cittadini e della nostra lunga storia cittadina per cui mi ero impegnato sin dai primi mesi del mio mandato. Anche in questo caso si è trattato di un lavoro lungo e impegnativo, non facilitato dalla pandemìa, che è stato possibile grazie al prezioso lavoro degli uffici dell’assessorato alla Cultura in sinergia con gli archeologi della Soprintendenza. Parliamo di materiale, non tutto di eguale valore ed importanza, che in parte potrà essere goduto già alla riapertura dei musei. Altro è oggetto di studio e potrà, se ve ne saranno le condizioni, essere esposto a rotazione nei tempi e nei modi opportuni. Credo sia un momento importante per ricostruire una parte significativa della nostra storia e una identità cittadina che forse finora non è stata adeguatamente considerata. Forse già nel corso dell’estate, Covid permettendo, potremo, organizzare, di concerto con la Soprintendenza, delle iniziative dedicate».

Michele Rossi «Esprimo grande soddisfazione – spiega Michele Rossi, consigliere comunale della lista Terni civica – per il ritorno a Terni di alcuni reperti della necropoli dell’acciaieria e di San Pietro in campo lontani da Terni da molti anni. Si tratta una piccolissima parte di quanto ritrovato in momenti diversi a corredo delle tombe nell’area dell’acciaieria e delle circa 60 tombe rinvenute nell’area di San Pietro in campo. Dopo il ritorno del Telamone è sicuramente un nuovo ed importante passo in quel difficile e complicato impegno che continuando cosi porterà un giorno la nostra città ad esporre gran parte di quel vasto patrimonio archeologico qui ritrovato e che è testimonianza dell’eccezionalità della nostra storia e delle nostre radici. Questi nuovi ritorni, frutto di lunghe interlocuzioni, seguono la volontà del Consiglio Comunale e quindi della città tutta. Si sta attuando con l’impegno di questa amministrazione che su questo fronte dimostra determinazione senza precedenti, questo va riconosciuto ed apprezzato, quanto deliberato dalla massima assise cittadina che approvò nel maggio del 2019 un mio atto di indirizzo. I ritorni di oggi hanno un grande valore simbolico. Voglio pensare che in maniera inarrestabile questa città ha sempre più consapevolezza del valore della sua storia. Un eccezionale passato di cui giustamente ed orgogliosamente poter andare fieri».

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