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lunedì 16 maggio - Aggiornato alle 19:39

Un viaggio nel tempo alla riscoperta dell’antica città: ecco ‘Ocriculum Ad 168’

Otricoli ospita la nona edizione dell’evento tra rievocazioni e archeologia: appuntamento 27, 28 e 29 maggio

I fasti dell’antica città al tempo dell’imperatore Marco Aurelio, nell’anno 168 d.C., sotto il cui regno la tradizione fa
risalire il martirio a Damasco del santo patrono di Otricoli, il giovane tribuno ocriculano Vittore. Un viaggio nel tempo e nello spazio a Otricoli il 27,28 e 29 maggio con la manifestazione ‘Ocriculum Ad 168’. L’area archeologica torna a vivere.

Ocriculum Ad 168 Quest’anno per la nona edizione dell’evento promosso dell’associazione culturale ‘Ocriculum’ per un intero fine settimana all’interno dell’area archeologica circolano persone abbigliate secondo il costume romano di II secolo, si ricreano spazi perduti e, cosa più importante, si riabitano gli edifici monumentali dell’antica città. Per un intero fine settimana l’area archeologica torna a vivere attraverso la ricostruzione «della Porta Romana in cui scambiare la valuta moderna con gli antichi aurei, sesterzii e asses da scambiare con i vari beni e servizi offerti all’interno della manifestazione; dell’ampio e affollato castrum militare della XVI Legio Flavia, la stessa in cui doveva servire Vittore e che all’epoca era di stanza in Siria; del mercato ricco di artigiani, farmacisti, fornai; delle tabernae, delle popinae e delle cauponae in cui gustare antichi sapori; della caserma dei vigiles urbani, curatori dell’ordine pubblico e pronti ad ogni emergenza» e attraverso «l’esecuzione di musiche, danze ed esercizi ginnici in un edificio termale unico nel panorama architettonico antico;  la rievocazione della vita frenetica che animava uno dei maggiori porti sul Tevere, attivo fino alla metà del 1800; l’impegno personale di oltre 200 figuranti locali e numerosi altri provenienti da altre parti d’Italia che mettono in campo le loro competenze, acquisite durante gli anni, per migliorare costantemente l’accuratezza dell’aspetto storico».

Area archeologica al centro Durante quelle giornate l’area archeologica viene ripopolata da oltre 300 figuranti
dell’associazione e di altri enti rievocativi provenienti da tutt’Italia, ma anche e soprattutto da oltre 5.000 visitatori. I vari banchi didattici di cui si compone la manifestazione sono realizzati tenendo presente la sfera emotivo-sensoriale. Per questo essi hanno la capacità di rendere il visitatore attivo protagonista di un particolare esempio di rievocazione, che è anche archeologia sperimentale proposta al grande pubblico e, in particolare, a specifiche categorie turistiche più sensibili, come il turismo scolastico-giovanile, le famiglie, le fasce deboli. La dislocazione
delle varie attività rievocative presso tutti i principali monumenti della città antica permette infatti il pieno godimento tanto di questi, quanto di quelle grazie all’abbattimento delle poche barriere architettoniche presenti in un’area archeologica che è anche parco naturalistico. Gli eventi di promozione territoriale aiutano a costruire l’identità del territorio, a renderlo noto non solo nell’area di riferimento, ma anche nel panorama regionale prima, nazionale e straniero poi. Secondo alcuni dati, gli eventi di rievocazione che diventano una sorta di edutainment, concorrono alla promozione e alla valorizzazione del territorio attraverso un’esperienza diretta, che permette al fruitore non solo di immaginare, ma anche di vivere e toccare con mano il modo in cui vivevano i Romani.

Giornata di studi Nel 2022, inoltre, all’interno dell’evento ‘Ocriculum Ad 168’ si svolgerà una delle due giornate di
studi promosse dall’associazione nell’ambito del progetto ‘Carsulae e Ocriculum, tra archeologia e rievocazione’ finanziato della Fondazione Carit. Il progetto ha come scopo principale quello di illustrare gli aspetti della vita quotidiana e istituzionale del II secolo nell’Impero romano e, in particolare, nelle due cittadine dell’Umbria meridionale. Unitamente agli interventi teorici curati da esperti del settore, i partecipanti potranno godere di un’esperienza immersiva e coinvolgente attraverso cui calarsi di persona in uno spaccato di vita fermo alla piena
età imperiale romana.

Otricoli Alla valorizzazione dell’area archeologica di Otricoli contribuisce dal 2012, come costola della locale ProLoco, e poi dal 2015, con una propria struttura, l’associazione culturale Ocriculum attraverso alcuni eventi di rievocazione storica romana tra i più conosciuti e ammirati nel panorama nazionale. Obiettivo fondativo dell’associazione è quindi quello di valorizzare, promuovere, divulgare la storia e trovare i fondi per il mantenimento e lo studio dell’area archeologica attorno alla quale si è costituita attraverso eventi culturali di rievocazione storica che mettano i partecipanti nelle condizioni di vivere un’esperienza a trecentosessanta gradi, garantendo da una parte una caratteristica visita al sito, costantemente manutenuto, e dall’altra, attraverso eventi e manifestazioni, un viaggio nel tempo e nello spazio con sempre maggiore attendibilità filologica e storica. «L’area archeologica dell’antica città di Ocriculum (Otricoli, Tr) – spiegano dall’associazione – è una delle più estese dell’Italia centrale (36 ettari) e uno dei più importanti attrattori turistici dell’Umbria meridionale. I resti della città, attraversata dalla Via Flaminia e lambita da un’ansa del Tevere, sono inseriti in un paesaggio naturale di notevole bellezza, perfetta sintesi di archeologia e natura rimasta immutata nei secoli. Della città, visitabile con percorsi pedonali, sono attualmente ben visibili i principali edifici dell’antico abitato romano: l’imponente complesso delle “Grandi Sostruzioni”, il teatro, le terme, un maestoso pilone d’ingresso, un grande ninfeo, un tratto basolato di antica Via Flaminia su cui si affacciano due notevoli monumenti funerari e una fontana pubblica, l’anfiteatro, numerosi altri monumenti funerari e, a est della città romana, lungo la SS3 Flaminia, la necropoli preromana (VII sec. a.C.)».

 

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