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domenica 13 giugno - Aggiornato alle 22:25

Umbria Jazz, trovarsi a sorpresa a Cantaloupe Island con Hancock e Corea. Blackout della biglietteria

Hancock e Corea ieri sera all'Arena (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Un duo che si trasforma alla fine in un trio grazie all’apporto del pubblico che ‘diretto’ da Herbie Hancock e Chick Corea canta sulle note di una dilatata «Spain», unico bis concesso e alla fine tutti in piedi ad applaudire. Quella di martedì a Umbria Jazz è stata la notte dei due pianisti americani che hanno suonato di fronte a oltre tremila persone in un’Arena che, in questa prima metà del festival, è stata sempre affollata. «Questa sera improvviseremo per voi» ha promesso Hancock dal palco e così per buona parte del concerto è stato. Sia Hancock che Corea di fronte a loro avevano un pianoforte, il cui suono è stato ottimizzato attraverso l’elettronica, e una tastiera elettrica che tanta gloria in passato ha dato alla coppia di musicisti: basti pensare a lavori come Headhunters di Hancock o a molta produzione dei Return to forever di Corea oltre che ad alcuni album con Miles Davis.

FOTOGALLERY: IL CONCERTO

Il concerto Due degli «alumni» del trombettista che il loro «former leader», come hanno detto dal palco, hanno voluto omaggiare attraverso una rilettura di «Solar» presa come pretesto per improvvisare. Il concerto invece era iniziato con i due impegnati a tessere con le tastiere un tappeto musicale liquido; tastiere che nel corso della serata verranno usate per realizzare quasi degli interludi, a volte pure ricerche sul suono (Hancock si mette anche a ‘suonare’ il microfono) prima di passare al pianoforte. E così, senza sapere bene da dove si è partiti, a un certo punto per la gioia del pubblico l’Arena si ritrova a Cantaloupe Island, cavallo di battaglia senza età scritto negli anni ’60 da Herbie Hancock: «It’s Herbie’s anthem», «è l’inno di Herbie» scherza Corea, che insieme all’amico e collega ha dato vita a un concerto più costruito rispetto a quello di due anni fa, quando i due regalarono al quarantennale un evento unico e meno preparato.

VIDEO: IL CONCERTO
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Blackout I due si cercano con lo sguardo continuamente e durante una serata che scorre via tra improvvisazione, temi noti, interludi elettrici, jazz e swing, compaiono brani come Easy to love di Cole Porter, Mayden Voyage di Hancock e una bella versione del Concierto de Aranjuez di Rodrigo. Il tutto, molto spesso, caratterizzato da una certa freddezza. Sul fronte dell’organizzazione invece è da registrare il blackout della rete informatica che ha creato molti problemi alla gestione della biglietteria dell’Arena. Uno stop andato avanti dalle 19 circa fin poco prima dell’inizio del concerto di Corea e Hancock. In particolare problemi ci sono stati per quanto riguarda i sistemi di controllo dei biglietti (con i loro codici a barre stampati su carta o che appaiono sugli schermi di tablet e smartphone). L’organizzazione del festival sta facendo verifiche con autorità e probabilmente anche con Arpa per capire quanto successo.

Twitter @DanieleBovi

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