domenica 23 febbraio - Aggiornato alle 01:23

Umbria Jazz torna in Cina, tra aprile e maggio per 15 giorni, e conferma la sua vocazione internazionale

Le città interessate saranno Xi’an, Nanjing, Chongqing con un evento anche a Pechino. Tra gli artisti confermati ci sono i Funk Off e il progetto di Mauro Ottolini e Fabrizio Bosso ‘Storyville Story’

I Funk Off in concerto in Cina

di D.N.

Umbria Jazz conferma la sua vocazione internazionale annunciando anche per il 2020 la presenza del festival in Cina, mantenendo così il rapporto di interscambio iniziato nel 2016. Le città interessate saranno, dal 29 aprile al 12 maggio, Xi’an, Nanjing e Chongqing e tra gli artisti confermati ci sono i Funk Off e il progetto di Mauro Ottolini e Fabrizio Bosso “Storyville Story”, che il pubblico di UJ ha apprezzato nelle edizioni estive ed invernali del festival.

Un evento anche a Pechino Il progetto è in collaborazione con Chic Investments, società che segue la pianificazione, la gestione e l’operatività, nonché lo sviluppo del business, di molte aziende in Cina. L’Ambasciata d’Italia in Cina sta collaborando con il gruppo Chic per la realizzazione di un evento anche a Pechino. Particolare curioso è la data di nascita del gruppo Chic: il 1973, anno di nascita anche di Umbria Jazz. A conferma dell’importanza dell’iniziativa è da segnalare il suo inserimento nel programma ufficiale degli eventi per la celebrazione del cinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina e in quello dell’anno e del turismo Italia-Cina.

Interscambio fruttuoso La sfida che si propone proponendo un brand forte come Umbria jazz è quella di confermare, e rendere più stabile e duraturo, il dialogo da anni intrapreso con la realtà culturale e imprenditoriale, e con le profonde trasformazioni, della società cinese. Queste realtà possono incontrare nel messaggio libero del Jazz una interlocuzione vitale e virtuosa. L’idea, in definitiva, è quella di creare un interscambio sempre più fruttuoso tra la cultura contemporanea italiana e cinese, e il jazz italiano, una delle eccellenze culturali del nostro paese sulla scena internazionale, è senza dubbio un veicolo efficace e di prestigio. Questo, soprattutto da quando il microcosmo del jazz italiano ha cominciato ad esplorare una via autenticamente nazionale al jazz con l’apertura ad un repertorio originale che più che ai tradizionali filoni americani guardasse alle secolari tradizioni della musica popolare italiana, alla canzone, al melodramma. Una svolta resa possibile dalla convinzione che il jazz è davvero il linguaggio universale dell’ultimo secolo, capace di esprimere e unificare storie culture identità diverse. E di questo Umbria Jazz si è fatta promotrice e divulgatrice.

Protocollo d’intesa La sfida lanciata con la firma ufficiale del protocollo d’intesa avvenuta oggi a Palazzo Donini tra la Fondazione Umbria Jazz, con il suo vicepresidente Stefano Mazzoni, la Xi’an Gaoke e la Chic Group, cui ha presenziato l’assessore regionale ai Rapporti Internazionali Michele Fioroni, è quella di confermare, e rendere più stabile e duraturo, il dialogo da anni intrapreso con le realtà culturali e imprenditoriali cinesi. «La Regione Umbria – ha detto alla delegazione cinese l’assessore Fioroni – è orgogliosa di avere un ponte del prestigio di Umbria Jazz verso una realtà così importante dal punto di vista storico e turistico come il territorio di Xi’an. Le note del jazz ci permetteranno di stabilire un interscambio pieno di sfumature e sempre più fruttuoso tra la cultura contemporanea italiana e cinese, e il jazz italiano, una delle eccellenze culturali del nostro paese sulla scena internazionale». Nell’incontro di oggi è stato inoltre siglato un accordo di collaborazione con il progetto di Città della Cultura e della Moda in corso di realizzazione nella città cinese da parte del gruppo Gaoke, dal 2013 impegnato nella realizzazione di strutture per il tempo libero, gli affari e la cultura nell’area di Xi’an, prima tappa del tour.

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