di Massimo Colonna
Presentata martedì mattina nella sede della Fondazione Carit l’edizione zero di Umbria jazz spring in programma a Terni per la prossima Pasqua. Quattro giorni di musica jazz italiano e americano, condito da soul e gospel, animeranno la città dell’amore in uno dei periodi di massima spiritualità della fede cristiana, abbinando al ritorno dell’evento nella Conca il simbolo di una rinascita dell’intera Umbria, a partire da un territorio che dal sisma è stato appena sfiorato. La quattro giorni terrà in festa la città di San valentino dal venerdì santo a Pasquetta, quindi dal 14 a 17 aprile, con un programma tutto da gustare. Il filo rosso che lega gli eventi, previsti anche ad Assisi, Norcia e Perugia – garantiscono gli organizzatori – è la qualità.
Via all’evento A presentare il nuovo evento i rappresentanti delle istituzioni coinvolte in una conferenza stampa organizzata nella sala ‘Cascata delle Marmore’ della Fondazione Carit. Al tavolo il vice presidente della Fondazione Umbria Jazz, Stefano Mazzoni, il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, il vice presidente della giunta regionale con delega al Turismo, Fabio Paparelli, l’assessore regionale ai Grandi eventi, Fernanda Cecchini, il vescovo di Terni monsignor Giuseppe Piemontese, il vice presidente della Fondazione Carit, Ulrico Dragoni, il responsabile delle relazioni esterne di Erg, Giuseppe Cosentino e il direttore artistico di Umbria Jazz, Carlo Pagnotta.
Parla il sindaco Per Terni si tratta dunque di un ritorno visto che il primo evento di Umbra Jazz andò in scena a Villalago il 23 agosto 1973. «Pensiamo di riprendere una strada – ha spiegato il sindaco Di Girolamo – che si è interrotta anni fa, visto che Umbria Jazz iniziò con la prima edizione proprio nel territorio ternano. Ora scommettiamo su questo evento per farne una tappa di un circuito più ampio, e dopo questo anno di presentazione puntiamo a far diventare questo evento un punto di riferimento nel circuito internazionale per i tanti appassionati di musica ma non solo. Per questo voglio ringraziare tutte le istituzioni presenti per l’impegno mosso in questi giorni per l’organizzazione».
Turismo e musica Umbria Jazz si inserisce anche in un contesto di rilancio del territorio umbro, colpito fortemente dal terremoto. «Dagli anni Settanta ad oggi – ha spiegato il vicepresidente Paparelli – sono cambiate molte cose: in questi ultimi due anni la Regione, insieme alle altre istituzioni, sempre con maggiore intensità ha cercato di fare di Umbria Jazz uno degli elementi legati anche alla promozione turistica del territorio». «Negli anni passati – ha spiegato il direttore Pagnotta – ci sono state delle incomprensioni con le amministrazioni comunali per cui l’evento non è stato più organizzato a Terni. Ma adesso bisogna lasciare da parte le polemiche e guardare all’importanza di questa nuova realtà. E’ importante che negli anni Novanta c’erano tre festival e adesso torniamo a farne tre. Lasciamo perdere le polemiche e lavoriamo». «Questo evento – ha spiegato poi il vescovo Piemontese – si inserisce in un momento particolare per la cristianità, come la Pasqua. All’inizio ho avuto delle perplessità ma poi ho capito che Umbria Jazz non tratta cose leggere, e dunque può aiutare ad elevare il pensiero verso forme di arte e questo porta alla spiritualità».
Il programma Pagnotta ha poi esposto le linee guida del programma. Diversi gli artisti che si esibiranno sui diversi palcoscenici, dalla chiesa di San Francesca al teatro Secci, fino al centro Multimediale. Paolo Fresu che rilegge il Laudario di Cortona, testo che affonda le radici nella tradizione più profonda della religiosità popolare dell’Umbria e in generale dell’Italia centrale. Poi il London Community Gospel Choir, Incognito, ormai diventato una pietra miliare della scena dell’acid jazz inglese e mondiale, Gino Paoli e Danilo Rea, Piero Odorici Connection, Chico Freeman Plus+Tet, Sammy Miller and the congregation, i Funk off, la band toscana diventata popolarissima con una formula originale e riconoscibile: superare il concetto di marching band della tradizione di New Orleans proponendo una musica trascinante e spettacolare, moderna e coinvolgente.
La Cina Intanto Umbria Jazz suonerà anche in Cina, dove terrà un concerto in onore del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della sua visita di Stato. Rita Marcotulli suonerà infatti il 25 febbraio nel Museo d’arte contemporanea di Chongqing, in un evento organizzato da Umbria Jazz in collaborazione con l’ambasciata d’Italia e il consolato di Chongqing. La scelta del festival umbro da parte delle autorità italiane è da collegare alla positiva esperienza dello scorso anno, con oltre 60 concerti in diverse città della Cina e un vero e proprio festival con il marchio Umbria Jazz a Chengdu.
@tulhaidetto
