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domenica 13 giugno - Aggiornato alle 21:36

Umbria Jazz, la Billie Holiday riletta in modo radicale e anticonformista da Cassandra Wilson

Cassandra Wilson ieri sera all'Arena (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Una reinterpretazione radicale e priva di conformismo dell’eredità musicale lasciata al mondo da Billie Holiday, eseguita da un’ottima band e cantata dalla voce eccezionale di Cassandra Wilson. In sintesi, quello andato in scena giovedì sera è stato uno dei migliori set visti all’Arena in questa edizione 2015 di Umbria Jazz. Il 7 aprile scorso, giorno in cui Lady Day avrebbe compiuto cento anni, la 59enne cantante americana ha dato alle stampe “Coming forth by Day”, un album composto da undici brani tratti dal repertorio di Billie Holiday (altri più noti, altri meno) più l’originale “Last Song (for Lester)”, composta per ricordare la triste storia d’amore tra Lady Day e Lester Young.

FOTO: IL CONCERTO DI CASSANDRA WILSON

Il concerto Ad accompagnare sul palco la cantante americana la band che vede al suo interno Kevin Breit alla chitarra, Jon Cowherd al piano e tastiere, Charles Burnham al violino, Robby Marshall ai fiati, Davide Direnzo alla batteria e Lonnie Luvell Plaxico al basso. Il tappeto sonoro intrecciato dalla band ha privilegiato i toni scuri e le tonalità profonde, come nella splendida rilettura di “Crazy he calls me”, un’alleanza sorta di blues downtempo. In scaletta anche You go to my head, What a little moonlight can do, All of me, What a little moonlight can do e altre ancora. Il tutto caratterizzato dalla voce suadente, duttile, a tratti abissale della cantante americana. Oltre un’ora di grande musica, a parte un fuori programma come “O sole mio” che non rimarrà esattamente nella storia del festival.

FOTO: IL CONCERTO DI ROBERT GLASPER
VIDEO: IL CONCERTO DI ROBERT GLASPER
GUIDA ALLE JAM SESSION NOTTURNE

Il trio di Robert Glasper Prima, sempre sul palco dell’Arena, è stata la volta del trio del pianista Robert Glasper, che al pubblico ha presentato alcuni brani tratti dall’ultimo album pubblicato poche settimane fa, ovvero Covered, registrato live al Capitol Studios. Dopo un inizio di carriera più propriamente jazz e gli album R&B come Black Radio e Black Radio 2 Glasper è tornato al classico trio piano-batteria-contrabbasso che tratteggia atmosfere maggiormente jazz. Con il contrabbassista Vicente Archer e il batterista Damion Reid, Glasper dà vita a quello che è un dialogo jazz a tre molto venato da ritmi r&b e hip-hop. Il risultato finale è un sound piacevole e originale, apprezzato anche da alcuni fan che lungo corso Vannucci, a tarda notte, scattano selfie con il pianista. In scaletta alcune cover, brani come I don’t even care e So Beautiful.

Twitter @DanieleBovi

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