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domenica 13 giugno - Aggiornato alle 22:37

Umbria Jazz, in 4mila «sotto le stelle del jazz» con Paolo Conte: «Piazzoli, amico che non dimenticherò»

Paolo Conte ieri sera all'Arena (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Per amare e per suonare», come nella sua verde milonga, ma anche per ricordare, con poche parole a parte quelle della sua musica. Paolo Conte è tornato a Umbria Jazz aprendo venerdì sera l’edizione numero 42 del festival di fronte a tantissimo pubblico (l’Arena Santa Giuliana era sostanzialmente sold out) che alla fine si è raccolto sotto al palco per applaudire i due set del cantautore astigiano. Le uniche parole rivolte al pubblico sono state quelle per Sergio Piazzoli, il promoter perugino morto un anno fa al quale la serata d’apertura di UJ è stata dedicata: «Siamo tutti qui per Sergio – ha detto Conte – che era un mio grandissimo amico e che non dimenticherò mai. Non dimenticherò mai la sua enorme simpatia e la sua risata leggendaria».

FOTOGALLERY: IL CONCERTO

Il concerto Ai quattromila dell’Arena «l’avvocato col vizio del jazz» ha presentato un mix di vecchi successi e nuovi brani («Argentina», «Tropical» e «Snob») del suo ultimo, non indimenticabile, album. In tutto 19 pezzi, da «Ratafià» a «Le chic et le charme», un brano che coglie una delle anime di Conte, ovvero quella di elegante cantastorie e chansonnier à la Jacque Brel. «Sotto le stelle del jazz» è il secondo pezzo di una serata davvero splendida anche dal punto di vista atmosferico. All’atmosfera musicale invece ci pensa Conte, tra i cantautori italiani probabilmente quello più a suo agio nel mondo e nelle sonorità del jazz. Non mancano i successi come «via con me», «Una giornata al mare», «Diavolo rosso» (con cui è stato chiuso il concerto con lunghi assoli di clarinetto, violino e bandoneon), «Gioco d’azzardo» e altri ancora.

VIDEO: IL CONCERTO

Tanti colori Per i tantissimi appassionati dell’avvocato astigiano il concerto è un percorso lungo le storie erudite, ricche d’ironia, di mistero e di malinconia cantate da Conte col suo sguardo sghembo e beffardo, anti-retorico. Un concerto dai tanti colori musicali grazie alla band di dieci persone (tutti in rigoroso abito da grand soirée) che affianca Conte tra swing, jazz, canzone popolare e ritmi esotici come in «Tropical», e non solo. Sabato invece i due appuntamenti principali del festival sono molto diversi tra di loro. Da una parte alle 21, all’Arena, saranno di scena i Subsonica con un progetto ad hoc pensato per Umbria jazz: sul palco ci saranno il sax di Emanuele Ceri, la tromba di Flavio Boltro e il trombone di Mauro Ottolini, ovvero tre nomi che il pubblico di UJ conosce molto bene. Insomma, una serata musicalmente tutta da scoprire.

La notte di Mehldau Poi, a mezzanotte, quello che è di fatto uno dei concerti più attesi, ovvero il ritorno di Brad Mehldau con il suo trio ‘storico’ formato da Jeff Ballard alla batteria e Larry Grenadier al contrabbasso. Qui, negli anni ’90, Mehldau mosse i suoi primi passi che lo porteranno a essere uno dei pianisti più importanti della sua generazione. Per gli appassionati della formula del trio jazz ‘classico’, quello formato da pianoforte, batteria e contrabbasso, un appuntamento da non perdere.

Twitter @DanieleBovi

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