martedì 23 luglio - Aggiornato alle 20:06

Umbria Jazz, è già boom di prevendite. E il festival porta jam session e bambini in via della Viola

Presentata l’edizione estiva, Pagnotta: «All’Arena più di 4 mila persone ogni sera». L’ambiente sarà tra i fili conduttori

Al centro il nuovo manifesto (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

A due mesi dall’apertura dell’edizione numero 46 una cosa è certa: l’Arena Santa Giuliana, uno dei cuori di Umbria Jazz, sarà sempre molto affollata. Lunedì mattina a Perugia i vertici della Fondazione Umbria Jazz (Stefano Mazzini e Giampiero Rasimelli), quelli delle istituzioni (l’assessore regionale Fernanda Cecchini e il sindaco Andrea Romizi) e il direttore artistico Carlo Pagnotta hanno alzato il velo sul programma di UJ. Per quanto riguarda l’Arena le prevendite, in corso già da mesi, sono di quelle che fanno prefigurare un’edizione da record sotto questo punto di vista: «Supereremo una media – ha detto Pagnotta – di quattromila persone ogni sera». Il direttore artistico parla di «numeri molto molto importanti», arrivati grazie ai nomi che daranno vita alle notti dell’Arena, da Thom Yorke a Lauryn Hill, dall’ex Pink Floyd Nick Mason, da Chick Corea a Diana Kroll, da George Benson a Paolo Conte fino a Kamasi Washington e tanti altri.

FOTO: IL MANIFESTO E LA PRESENTAZIONE

Via della Viola Ovviamente quello dell’Arena è solo una parte del cartellone (di cui parleremo più diffusamente in un altro articolo) in cui finalmente torna protagonista, dopo tanti anni di lavori, San Francesco al prato con il suo nuovo auditorium, il teatro Morlacchi, la Galleria nazionale dove i concerti quest’anno saranno due e non uno, i consueti palchi in piazza IV Novembre e ai giardini Carducci, le Clinics Berklee con oltre 200 ragazzi impegnati a studiare, il Conad Jazz contest rivolto ai giovani e la mini-rassegna al Conservatorio. Accanto a tutto questo arriva una delle grandi novità dell’edizione 2019, cioè lo sbarco del festival in via della Viola, quartiere del centro storico che da anni sta rifiorendo. Al cinema Méliès fino a notte fonda ci saranno le jam session con una resident band alla quale notte dopo notte si unirà chi avrà voglia di suonare; dalle 19.30 in poi invece, in programma dj set e anche lezioni di ballo swing nello splendido chiostro di San Fiorenzo.

VIDEO – PAGNOTTA PARLA DEL PROGRAMMA

I bambini Nei giorni di festival via della Viola sarà anche il luogo dedicato ai più piccoli. UJ infatti in collaborazione con la Regione e con l’Istituto comprensivo 2 Montessori-Ciabatti darà vita a «Uj 4 kids» nell’ambito di un percorso didattico sperimentale partito già da qualche tempo. I bambini allo spazio di Fiorivano le viole (l’ex Balù) e nel chiostro potranno partecipare a lezioni di swing, laboratori ritmici e vocali, fattorie della musica, fiabe e laboratori di avvicinamento al jazz. «È il contributo che Umbria jazz – è stato detto lunedì – offre al primo punto programmatico fissato dalla neonata Federazione italiana del jazz, che è quello di compiere azioni strutturali per introdurre il jazz nelle scuole di ogni ordine e grado». «Saranno spazi – ha detto Rasimelli – dove i bambini potranno esprimere la loro creatività; faccio un appello a tutte le scuole: cogliete questa occasione e sperimentate».

L’ambiente Altro filo conduttore di questa edizione come delle prossime sarà quello dell’ambiente. «Umbria jazz – hanno spiegato gli organizzatori – si schiera a fianco di chi ha a cuore la salute della Terra e vuole a contribuire a difendere l’ambiente da inquinamento e cambiamenti climatici». Prima del concerto del 20 luglio di Thom Yorke, anche lui molto attivo su questi temi, padre Enzo Fortunato (direttore della sala stampa del Sacro convento di Assisi) insieme a un rappresentante di Greenpeace lancerà un messaggio in questa direzione. «Un’iniziativa – assicura UJ – che non resterà isolata. Questo tema sarà un filo conduttore del festival dei prossimi anni e accompagnerà Umbria Jazz verso l’edizione del 2023», quella del cinquantenario. Lo scopo dichiarato è quello di adottare buone pratiche in materia di sostenibilità ambientale e di «aprire dentro il festival uno spazio di riflessione e sensibilizzazione».

Il generale della musica L’immagine simbolo della manifestazione di quest’anno è opera dell’artista perugino, «e fanatico del jazz», Massimiliano Donnari. Un «generale della musica» con tanto di cuffie, note tra il fumo prodotto dal sigaro, medaglia di UJ al petto, allacciature della giacca che sembrano i tasti di un pianoforte e un messaggio chiaro: «Wake up! Music will save the planet». «L’idea – racconta Donnari a Umbria24 – nasce da un mio precedente “generale della musica”, riadattato appositamente per Umbria jazz. Potrebbe rappresentare un po’ il nostro ‘generale’ Pagnotta». «Sarà un’edizione effervescente – ha assicurato Romizi – e tornare a San Francesco rappresenta un qualcosa di prezioso». «UJ – ha commentato Cecchini – è la carta più forte che l’Umbria può giocare sul piano della promozione e della cultura. Sarà una grande edizione e per il futuro la Regione confermerà le risorse investite, non scontate».

Twitter @DanieleBovi

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