Quantcast
lunedì 6 dicembre - Aggiornato alle 01:36

Umbria Jazz, edizione record: 36 mila spettatori e 1,5 mln di incasso. Bennett-Gaga, cachet da 350 mila dollari

di Daniele Bovi

«Un’edizione memorabile, da record» quella di Umbria Jazz che si chiude domenica. Organizzatori e istituzioni in mattinata all’hotel Brufani hanno fatto il punto sull’edizione 2015 del festival che si è chiusa con oltre 36 mila spettatori paganti, 1,5 milioni di euro di incasso, oltre 450 mila persone che hanno affollato Perugia durante i dieci giorni e circa 100 mila euro ottenuti attraverso la vendita del merchandising ufficiale. Numeri anche più alti dell’edizione 2013, quella del quarantennale. Visto che il festival può contare, come spiegato prima del via dal direttore generale della Fondazione Luciano Linzi, su un budget di circa tre milioni, con gli oltre 1,6 milioni versati dal pubblico quest’ultimo ha coperto oltre la metà dei costi.

Numeri Numeri positivi anche per quanto riguarda i social network: oltre un milione gli utenti raggiunti attraverso Facebook, 100 mila interazioni tra like e condivisioni, oltre 250 mila visualizzazioni video, 4 mila commenti e retweet. Un’edizione quindi fortunata sotto diversi punti di vista: il maltempo, a differenza dell’anno scorso, ha risparmiato tutte e dieci le giornate e le prevendite sono schizzate in alto già da gennaio grazie alla notizia dell’arrivo del duo Bennett-Gaga (350 mila dollari il cachet complessivo garantito ai due, mentre a seguire ci sono i 100 mila euro circa di Veloso e Gil), tanto che prima del festival era già stato sfondato il muro del milione di euro.

LO SPECIALE UMBRIA JAZZ DI UMBRIA24

La musica Poi ovviamente c’è il lato musicale. Di fronte a un’Arena e a un Morlacchi in molti casi sold out (Bennett-Gaga e Veloso-Gil le serate più affollate con circa 5 mila presenze), è andato in scena un festival senza ‘stecche’, ovvero senza concerti da dimenticare come invece è capitato in alcune occasioni negli anni scorsi. Insomma, una qualità complessiva medio-alta: basti pensare ai duetti Bahrami-Rea, Corea-Hancock, Bennett-Gaga che ha fatto ricredere anche qualcuno di quelli che storcevano il naso, il concerto di Brad Mehldau e Bill Frisell, le regine della voce Cassandra Wilson e Dianne Reeves, l’ottimo Vijay Iyer, le emozioni regalate da Paolo Conte, i concerti di Giovanni Guidi e Paolo Fresu e altri ancora da tenere nella mente.

Soddisfazione «Quella che si chiude oggi – ha commentato il direttore generale della Fondazione Luciano Linzi – è stata un’edizione memorabile, con un cast stellare. Devo dire che il direttore artistico Carlo Pagnotta ha superato sé stesso. In più abbiamo cercato di migliorare dal punto di vista della comunicazione, dei social media e non solo. Un successo che è sotto gli occhi di tutti». «Alla faccia – commenta un raggiante Pagnotta – che quella del 2015 sarebbe stata un’edizione di transizione». E infatti tra lo staff del festival c’è molta soddisfazione, anche per quel pizzico di fortuna, dal meteo alla disponibilità di date degli artisti, che non guasta mai. Da lunedì si penserà già all’edizione invernale, in programma come di consueto a Orvieto dal 30 dicembre al 3 gennaio, e a quella estiva, a Perugia dal 9 al 17 luglio.

Twitter @DanieleBovi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.