domenica 25 ottobre - Aggiornato alle 21:07

‘Umbria film commission’ e ‘Mestieri del cinema umbri’: richiesta per valorizzazione e sinergia

Il capogruppo regionale del Pd Bori: «Commission diventi strumento di promozione dell’immagine della regione». La consigliera Porzi: «Riconoscere l’associazione»

Il set del film 'Blessed virgin' di Verhoeven girato anche a Perugia

di Danilo Nardoni

Da alcuni esponenti del Pd in consiglio regionale nei giorni scorsi sono partite mozioni e note a favore dell’Umbria film commissione e dell’Associazione ‘Mestieri del cinema umbri’, compresa una loro auspicabile integrazione. Il capogruppo regionale del Partito Democratico, Tommaso Bori ha annunciato così la presentazione di una mozione per chiedere alla Giunta di «fare dell’Umbria Film Commission il principale strumento di promozione dell’immagine dell’Umbria nel Mondo». Soprattutto dopo l’emergenza sanitaria e la crisi economica e turistica che ha colpito anche la nostra regione. La consigliera del Pd, Donatella Porzi, chiede invece con una nota il «riconoscimento ufficiale per l’Associazione dei ‘Mestieri del Cinema Umbri’, un movimento che deve essere utilizzato come energia positiva, anche all’interno della Film Commission».

Tavolo confronto «L’emergenza sanitaria e la crisi economica e turistica che ha colpito anche la nostra regione – sottolinea Bori – ci impone uno sforzo straordinario per riposizionare l’immagine dell’Umbria nel mondo, quale regione d’eccellenza per benessere, stile di vita, sicurezza, offerta turistica e culturale. Il potenziamento delle funzioni e delle attività dell’Umbria Film Commission, reso possibile attraverso il percorso già avviato per una sua trasformazione in Fondazione, può diventare il perno di una nuova gestione pubblico-privata in grado di ampliare la mission e concentrare le risorse adeguate per un definitivo salto di qualità della promozione e valorizzazione del brand Umbria». «Per questo – aggiunge il capogruppo Dem – è necessario che la Regione apra un tavolo di confronto con il comprato umbro della produzione audiovisiva, culturale, artistica e dello spettacolo, con il mondo socio economico e con i professionisti ed operatori del turismo, per condividere le modalità di gestione e le azioni che si intendono intraprendere attraverso la nuova Film Commission per recepirne le istanze, idee e i contributi utili alla costruzione di uno strumento così importante per lo sviluppo e l’attrattività del nostro territorio». «A tal proposito – precisa Bori – riteniamo importanti gli spunti emersi nell’ambito dello studio effettuato da Anci Umbria, riguardante la fattibilità della costituzione della Fondazione Umbria Film Commission, dando attuazione alle linee guida ed alle azioni contenute in esso e agli obiettivi per il futuro». «Tanto più in questa fase di ripartenza e riprogettazione del futuro dell’Umbria – conclude – lo sviluppo della Film Commission e conseguentemente delle industrie creative e culturali favorirebbe il rafforzamento dell’intero sistema Umbria, fatto di imprese e territorio, collocandolo in un quadro di maggiore competitività internazionale».

Film sul lockdown «Serve un accordo che dia riconoscimento e dignità all’Associazione dei Mestieri del Cinema Umbri, che negli anni ha dimostrato di tenere al territorio con generosità e professionalità». Così la consigliera regionale del Pd Porzi, che spiega come l’Associazione sia impegnata nel «girare un film a Perugia, a suo completo carico, raccogliendo varie e illustri testimonianze e partecipazioni sul lockdown. Lavoro che andrà in visione nei prossimi festival cinematografici». «L’Associazione e il movimento che genera – spiega Porzi – aspettano da tempo di avere il giusto riconoscimento e il giusto ruolo all’interno di un coordinamento con il territorio che l’Umbria non può più rimandare. Un movimento che si presenterà comunque ai prossimi festival, con o senza partnership con le Istituzioni locali». «Ecco quindi – rimarca Porzi – la necessità di un accordo con questa realtà, che di fatto ha tenuto sulle sue spalle il ruolo di catalizzatore al posto di una Film Commission. Un movimento al pari di quello di tante altre regioni. Un movimento – conclude – che deve essere utilizzato come energia positiva, anche all’interno della Film Commission».

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