mercoledì 30 settembre - Aggiornato alle 08:12

Uj, tra nomine del cda e futuro: mese di aprile decisivo. Annullato l’ultimo live del Jazz club

Melissa Aldana non suonerà il 30 aprile con la stagione che si conclude in anticipo causa coronavirus. Quali gli effetti sullo Spring a Terni e sul festival di luglio a Perugia?

©️Fabrizio Troccoli

di Danilo Nardoni

Ormai è inevitabile. Anche se non c’è ancora l’ufficialità governativa gli eventi dal vivo e i concerti saranno fermi anche dopo il 3 aprile, visto che il blocco totale di scuole e molte attività proseguirà oltre quella data causa coronavirus. Ma fino a quando? E’ questa la domanda che pure gli organizzatori e gli operatori culturali si fanno. E non solo. Anche Umbria jazz sta a guardare con trepidazione, mentre annuncia intanto la chiusura in anticipo della stagione del Jazz club Perugia con l’annullamento dell’ultimo concerto in programma il 30 aprile. E per il festival estivo quindi? I dubbi iniziali ormai si stanno trasformando giorno dopo giorno in forti preoccupazioni. Mentre per la sezione ‘Spring’ a Terni bisognerà aspettare per la decisione finale almeno fino a dopo Pasqua (cartellone già pronto, in programma a fine maggio e tutto gratuito), Umbria jazz si trova anche alle prese con le nuove nomine del cda. Per un periodo di fine marzo e aprile che quindi è decisivo per il futuro, imminente e non solo, del festival.

Incertezze per i festival In fase di pandemia globale è chiaro che sarà prorogata anche la questione dei live. In momenti di incertezza si spera e si punta tutto sulla bella stagione all’aperto. Ma ci si potrà subito assembrare? E in quali Paesi prima? I tour dei musicisti con queste incertezze sono in grado di ripartire a breve? Intanto molte tournée internazionali si stanno annullando, di artisti che dovevano passare anche in Italia per Lucca summer festival, Rock in Roma e Firenze Rocks che per il momento resistono. I festival più importanti in Europa stanno iniziando a fare i conti con i primi annullamenti: dopo l’Eurovision Song Contest anche il Glastonbury in Inghilterra ha alzato bandiera bianca (stessa sorte per il Coachella negli Stati Uniti che prova però a rilanciare per ottobre) e in Italia iniziano a tremare le Agenzie Live per i Festival e i concerti. Così Assomusica, l’associazione degli organizzatori e dei produttori di spettacoli di musica dal vivo: «La situazione dei concerti live in Italia è vicina al default. In questo momento circa 3.000 concerti sono stati rinviati o cancellati: di questi, il 60% è stato riprogrammato e il 17% è stato annullato. Dalle stime fatte in questi giorni ci troveremo ad affrontare una perdita di circa 40 milioni di euro, dal periodo dell’inizio delle ordinanze fino al 3 di aprile». Un 3 di aprile che sappiamo, purtroppo, non sarà una linea spartiacque. Le parole del premier Conte poi non lasciano scampo a interpretazioni: «E’ ovvio che quando raggiungeremo un picco e il contagio comincerà a decrescere, almeno in percentuale, speriamo fra qualche giorno, non potremo tornare subito alla vita di prima. È chiaro quindi che i provvedimenti presi non potranno che essere prorogati alla scadenza». Sembra avvicinarsi quindi anche l’ipotesi che eventi e festival potrebbero essere posticipati ai mesi successivi o al prossimo anno direttamente. Con i festival che vedono la presenza di artisti internazionali che devono fare i conti anche con la conferma di presenza in caso di spostamento. Con l’aumentare e il protrarsi dell’emergenza coronavirus questioni di questo tipo saranno ancora purtroppo all’ordine del giorno e anche per altri eventi non solo della primavera. In Umbria, dopo il Festival del Giornalismo che ha inaugurato la sequenza di annullamenti (doveva svolgersi ad aprile), è arrivata anche la prima ‘vittima’ illustre tra gli appuntamenti musicali più attesi dell’estate in Umbria: il ‘Trasimeno music festival’ a malincuore ha infatti annunciato il suo stop (era in programma tra giugno e luglio). Ce ne saranno altri? Alcuni timori stanno nascendo anche per altri importanti festival in programma a giugno, luglio e agosto.

Jazz Club, annullato ultimo live Intanto Umbria jazz ha fatto la prima mossa che era inevitabile visti i tempi ristretti. Il concerto del 30 aprile del Jazz Club Perugia di Melissa Aldana è stato infatti cancellato. La stagione 2019-2020 quindi si conclude purtroppo in anticipo, nell’impossibilità di concludere come da programma con le celebrazioni dell’International Jazz Day previste proprio per il 30 aprile. Il jazz club dà quindi appuntamento al prossimo autunno informando gli abbonati che, a causa della cancellazione degli ultimi due eventi in programma, avranno diritto ad uno sconto sull’abbonamento della stagione 2020-2021.

Nomine del cda I giorni a cavallo tra marzo e aprile saranno decisivi per Umbria jazz. C’è infatti un cambio al vertice. A fine marzo scade infatti l’attuale cda della Fondazione di partecipazione con la Regione Umbria che quindi è in cerca anche dell’erede di Renzo Arbore, presidente che si è dimesso ancora prima dell’inizio dell’entrata in vigore della nuova Giunta regionale. L’attuale consiglio di amministrazione è in proroga fino all’approvazione del bilancio consuntivo e di quello preventivo che dovrebbe avvenire entro il 31 marzo. Il condizionale è d’obbligo perché a quanto pare non c’è una data fissa e il cda si rinnoverà quando Uj riuscirà, anche visto il periodo non facile per la nazione, ad approvare il bilancio. Mentre Arbore comunque rimane come presidente onorario, per la presidenza già circola qualche nome così come per gli altri membri del cda in quota Regione Umbria e Comune di Perugia. Scelte e nomine importanti quindi, visto anche che con questa “squadra” Uj si avvierà verso il traguardo importante dei 50 anni (2023).

Spoleto Ed in un certo senso Umbria jazz dovrà “rispondere” ad un altro festival, il Due Mondi, che da poco ha nominato come direttrice del futuro una persona di prestigio come Monique Veaute. Festival di Spoleto che così fa un ulteriore salto di qualità, parlando al panorama della cultura europea e diventando ancora di più di respiro internazionale. Ed in questo senso è già pensabile una ripresa del festival anche nel campo delle arti visive e visuali e non solo del teatro. Intanto proprio sabato sera l’attuale direttore artistico del Festival, Giorgio Ferrara, ha presentato il programma di Spoleto 63 quasi come un antidoto alla paura. Il suo ultimo Due Mondi che poi, come già deciso dal Consiglio di amministrazione, passerà quindi alla Veaute. Un cartellone che era pronto e che quindi è stato comunicato durante un momento di angoscia ma per dare comunque un segnale di speranza. Anche Spoleto quindi, come Perugia, incrocia le dita in attesa di buone notizie.

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