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venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 10:38

Trevi piange il suo Vittorio Paris, pittore d’impronta naïf: «Artista dallo stile unico e inconfondibile»

Appassionato della sua città che tante volte ha rappresentato nelle sue opere. Fuori dai circuiti d’elite e dal percorso ‘classico’, è stato letteralmente scelto dall’arte e non viceversa

Il pittore trevano Vittorio Paris (foto Pierpaolo Metelli)

di Dan. Nar.

Fuori dai circuiti artistici d’elite e dal seppur minimo percorso “classico”, è stato letteralmente scelto dall’arte, e non viceversa, quando aveva già raggiunto la quarantina e senza alcuna esperienza alle spalle. Trevi piange il “suo” pittore e scultore, riconosciuto – non solo nel borgo umbro – per lo stile originalissimo e d’impronta naïf che gli apparteneva.

Saluto della comunità La comunità trevana, e non solo, perde così uno dei più interessanti pittori naïf del nostro tempo, nato a Montefalco nel 1934. Il sindaco Bernardino Sperandio e l’Amministrazione comunale, facendosi interpreti del sentimento di tutti i cittadini, si sono uniti al dolore della famiglia per la scomparsa del “caro Vittorio”, come hanno rimarcato: “Artista dallo stile unico e inconfondibile. Cittadino attento e appassionato della sua città che tante volte ha rappresentato nelle sue opere. La sua perdita rende più povera la nostra comunità”. Come una persona pura, selvaggia, visionaria e buona lo ricordano inoltre alcune persone che lo hanno conosciuto bene. Non amava vendere i suoi quadri, come a volte confidava alle persone più vicine a lui, per lasciarli in eredità ai figli. Lontano dalla modernità, stretto poi era il suo legame con la terra e gli ulivi. Lo si poteva poi incontrare, appena sotto il borgo, nel suo uliveto, dove costruiva sempre con mano d’artista vari marchingegni per coltivare.

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