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venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 10:48

Tracce di Dante in Umbria: itinerari, mostre e Festival del Mediovevo 2021 per i 700 anni della morte

Anno Dantesco per celebrare il Sommo Poeta con varie iniziative anche in alcuni luoghi della regione legati, per vari aspetti, alla Divina Commedia

Dante

di Danilo Nardoni

Anche l’Umbria, come il resto d’Italia, si prepara a celebrare nel corso di tutto il 2021 il settimo centenario della morte di Dante Alighieri. Perugia, Gubbio, Foligno e Orvieto le città al momento coinvolte con varie iniziative, da mostre a festival fino ad itinerari ad hoc, per l’Anno Dantesco. A Perugia le attività messe in campo dal Comune vanno sotto il titolo ‘Dante, Porta Sole… e l’Umbria’: al momento una mostra itinerante on line che si sviluppa tra la Biblioteca Augusta (inaugurata già prima di Natale), San Matteo degli Armeni e palazzo della Penna, con le conessioni tra Dante e Capitini, Dante e Dottori. Sarà ‘Il tempo di Dante’ invece il tema della settima edizione del Festival del Medioevo a Gubbio per settembre. Infine, si potrà anche percorrere un itinerario sulle tracce del Sommo Poeta partendo dal Castello di Colmollaro vicino Gubbio dove, secondo la tradizione, il Sommo Poeta soggiornò, fino a Foligno, dove fu stampata la prima copia della Divina Commedia. Passando anche per Orvieto dove si possono ammirare le scene tratte dai canti del Purgatorio dipinte dal Signorelli in Duomo.

Il tempo di Dante a Gubbio ‘Il tempo di Dante’ sarà il tema della settima edizione del Festival del Medioevo (Gubbio, 22-26 settembre 2021). Storia e letteratura, intrecciate, nel racconto di cruciali vicende dell’età medievale, dal Duecento fino alla prima metà del Trecento. Su tutto, le parole e i versi scolpiti di Dante, l’esule che nel suo girovagare sperimenta “come sa di sale lo pane altrui, e come è duro calle lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale”. E gli immortali personaggi della Commedia, da Beatrice, donna reale e guida del poeta nei nove cieli del Paradiso al “dolcissimo patre” Virgilio fino ad Ulisse, che con Dante ci ricorda ogni giorno la sfida della condizione umana: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. Un viaggio tra storia, arte e cultura, accompagnati dai versi e le opere in prosa del grande poeta. Papato ed Impero, Guelfi e Ghibellini, Bianchi e Neri. Bonifacio VIII e Arrigo VII. Francesco d’Assisi e Domenico di Guzman. Federico II, Manfredi, Pier Damiani e Tommaso d’Aquino. La cronaca politica e la vita intellettuale, dal Dolce Stil novo alla rivoluzione di Giotto, fino alla “invenzione” del Purgatorio. A Gubbio protagoniste poi lezioni di storia gratuite e aperte a tutti. Uno sguardo sul passato per provare a capire meglio le grandi questioni della società contemporanea. E per scoprire con occhi nuovi e senza pregiudizi un’epoca vilipesa e spesso liquidata in modo frettoloso attraverso stereotipi, frasi fatte e incredibili luoghi comuni. Protagonisti dell’evento, come ogni anno, saranno i maggiori storici italiani e europei, insieme a docenti di letteratura, scrittori, saggisti, storici dell’arte, filosofi, scienziati, architetti e giornalisti. Il Festival del Medioevo offre anche mostre, eventi teatrali, recital, concerti di musica medievale, lezioni-spettacolo, laboratori di danza e visite guidate alla scoperta dell’Umbria medievale insieme a spazi particolari dedicati alla rievocazione storica, all’artigianato e agli antichi mestieri.

Dante e Perugia In ragione delle restrizioni legate all’emergenza sanitaria in atto, tutte le iniziative dal titolo ‘Dante, Porta Sole… e l’Umbria’ saranno rigorosamente on line, in attesa che si possa tornare a goderne in presenza. Le celebrazioni in onore di Dante partono a Perugia con una mostra itinerante on line. Si tratta, inizialmente, di video che mostrano le “spigolature” delle varie mostre. Successivamente verrà, invece, realizzato un video professionale che darà contezza dell’intero progetto diffuso. “Nonostante le restrizioni, in alcuni casi assurde (si pensi alla chiusura di musei ed all’impossibilità di visitare mostre dal vivo) – spiega l’assessore Leonardo Varasano – abbiamo voluto proseguire con le nostre iniziative culturali. Nel caso di specie diamo avvio alle celebrazioni del settimo centenario della morte di Santa Alighieri, una ricorrenza che vogliamo onorare al meglio in quanto la nostra città era profondamente legata alla Divina Commedia, all’interno della quale viene citata, e per tante altre ragioni”. L’iniziativa, virtuosa tanto da aver ottenuto il finanziamento da parte del comitato nazionale per le celebrazioni, prevede in avvio una mostra diffusa, la cui prima parte è stata inaugurata presso la Biblioteca Augusta, e poi proseguita anche a San Matteo degli Armeni e a palazzo della Penna. Nel blocco principale, ossia presso la biblioteca Augusta, ci sarà una selezione di alcune “primizie” dantesche grazie alla gentile concessione di soggetti pubblici e privati. L’esposizione ospiterà preziosi manoscritti e rarità, frutto di una attenta ricerca scientifica. Ci saranno approfondimenti sul Dante patriottico, sulle riletture di Dante fatte dagli stranieri e rivisitazioni in chiave moderna (pop) dell’Alighieri. A San Matteo degli Armeni, la mostra riguarderà, invece, la connessione che intercorre tra Dante ed Aldo Capitini. Infine a palazzo della Penna, con curatore Andrea Baffoni, si approfondiranno le connotazioni tra Dante e Dottori, ma non solo. Ed infatti qui saranno presenti varie sezioni, una delle quali, con circa 30 pannelli descrittivi, cercherà di restituire il volto di Dante e le rappresentazioni della Divina Commedia da Giotto ad oggi. Ne è venuta fuori quindi una mostra diffusa che, purtroppo, a causa delle restrizioni per ora non è visibile di persona; tuttavia l’auspicio degli organizzatori è che nei prossimi mesi la morsa del covid si allenti e torni ad essere possibile godere della cultura fisicamente. “Si tratta, in sostanza, di una mostra prestigiosa non solo per gli studiosi, ma soprattutto per i giovani, con un’intenzione – conclude Varasano – chiara da parte del Comune, ossia celebrare Dante nel migliore dei modi”.

Da Colmollaro Itinerari Danteschi Per chi è appassionato di letteratura e di storia, ma soprattutto del Sommo Poeta, si possono anche suggerire alcuni luoghi ideali per celebrare nel 2021 i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Quasi a delineare un itinerario di visita. Prima tappa è quella del Castello di Colmollaro, a circa 10 km da Gubbio dove, secondo la tradizione, il Sommo Poeta soggiornò. Il castello in pietra arenaria si apre alla vista lungo la strada per Galvana e Serra Brunamonti, a sud est di Gubbio, circondato da boschi silenziosi e da una cinta muraria di forma poligonale lunga oltre 400 metri in cui numerose feritoie sembrano puntare come occhi la stretta valle circostante incisa dal torrente Saonda. Il complesso difensivo un tempo faceva parte del feudo di una nobile famiglia eugubina, i Raffaelli. Uno dei suoi componenti, il conte Bosone Novello, ai tempi in cui era podestà di Arezzo (1315 e 1316-17), si narra avesse stretto amicizia con Dante, esiliato in quella città, e in seguito lo avesse ospitato nella sua fortezza. I due avevano lo stesso orientamento politico: erano ghibellini. Secondo la tradizione letteraria il Sommo Poeta, padre della lingua italiana, scrisse a Colmollaro, intorno al 1318, una terzina dell’XI canto del Paradiso, dedicato a San Francesco, in cui descrisse anche il territorio che stai visitando: “Intra Tupino e l’acqua che discende del colle eletto dal beato Ubaldo, fertile costa d’alto monte pende (…)”. Un particolare che rende più emozionante la visita al fortilizio medievale, anche se lo stato delle ricerche attesta che i primi documenti sul castello vero e proprio risalgono alla seconda metà del XIV secolo, periodo che pone dubbi sull’antecedente presenza di Dante nel luogo. Comunque siano andati i fatti, il castello riesce a riportarvi a quell’epoca con il cupo e misterioso fascino della sua torre quadrangolare alta circa 20 metri, ancora intatta, a cui si aggiungono l’ampio cortile e il maschio composto da due piani, quello nobile per gli ambienti signorili, quello inferiore destinato ai magazzini. Fa parte del complesso anche una minuscola chiesa dedicata all’Arcangelo San Michele, risalente al XII secolo, che conserva al suo interno pochi frammenti degli antichi affreschi. Il Castello di Colmollaro è di proprietà privata e apre di solito in occasione della Giornate di primavera organizzate dal Fai.

Castello di Colmollaro (foto Alessandro Volpi)

A Foligno prima copia della Divina Commedia A distanza di un’ora di macchina c’è il Museo della Stampa a Foligno, seconda tappa del ipotetico tour sulle tracce di Dante. Qui, l’11 aprile 1472, fu stampata la prima copia della Divina Commedia, che ebbe sin dall’inizio uno straordinario successo editoriale. Gli artefici della prima edizione a stampa del poema furono il tipografo di Magonza Johannes Numeister, allievo di Gutenberg (il padre della stampa) che lavorò insieme ad Evangelista Angelini, di Trevi, e allo zecchiere pontificio folignate Emiliano Orfini. Del prezioso volume si può ammirare una sola pagina – l’unica a disposizione del Museo – esposta al terzo piano: è la terzina dell’XI canto del Paradiso. Museo della Stampa: Foligno, via Pertichetti n.6 – tel. 0742 330584.

Foligno, pagina della prima copia della Divina Commedia

Affreschi del Signorelli Anche con una visita ad Orvieto si può rendere omaggio a Dante Alighieri. Sono diverse e significative le tracce del Somma Poeta sulla Rupe. L’immagine di Dante è ripresa dall’affresco di Luca Signorelli che si trova nella Cappella di San Brizio in Duomo. Nella Cappella il Signorelli non ha raffigurato solo il ritratto di Dante ma anche scene tratte dai primi undici canti del Purgatorio dipinte in altrettanti monocromi. Il significato spirituale del Purgatorio dantesco trova l’accezione più elevata, infine, nel Pozzo di San Patrizio al quale è legata la leggenda del santo irlandese e dell’accesso al Purgatorio, tanto che per un periodo l’opera di ingegneria di Antonio da Sangallo venne chiamata “Purgatorio di San Patrizio”.

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