martedì 16 luglio - Aggiornato alle 10:14

Tomba etrusca di Città della Pieve, potrebbero esserci altre sepolture. Reperti presto al museo

Un sarcofago dentro la tomba etrusca di Città della Pieve

Le sepolture all’interno della tomba etrusca rinvenuta per caso pochi giorni fa a Città della Pieve potrebbero essere più di una. A rivelarlo, in una nota, è la Soprintendenza archeologia dell’Umbria in cui si spiega che «data la conformazione del terreno e gli indizi rilevati non si esclude la presenza di altre sepolture». Una conferma in tal senso potrebbe venire però soltanto «dai risultati delle rilevazioni attuate con georadar». Nel frattempo sul sito proseguono i lavori di scavo e messa in sicurezza, che vanno avanti con un semplice piccone per non compromettere con mezzi più potenti l’area, presidiata 24 ore su 24 dalle forze dell’ordine per scongiurare l’arrivo di qualche tombarolo.

FOTOGALLERY: LA TOMBA

I lavori Sul sito è costante la presenza di personale tecnico della Soprintendenza, ed entro la prossima settimana è prevista l’estrazione delle urne e dei sarcofagi con relativo trasferimento (prima saranno però fatti interventi conservativi sul posto) nel museo civico di Santa Maria dei Servi. Attualmente si sta scavando il dròmos, cioè il corridoio di accesso alla tomba profondo 12 metri; un’operazione preliminare all’apertura del luogo di sepoltura attraverso la porta costituita da due ante di travertino. A quel punto l’area verrà svuotata dell’intero contenuto e poi si procederà al rilevamento di tutti i reperti.

LA SCOPERTA DELLA TOMBA

Il grazie del sindaco «Voglio ringraziare – ha detto il sindaco di Città della Pieve Fausto Scricciolo – tutti quelli che stanno operando sullo scavo. A cominciare dalla Soprintendenza con la quale la collaborazione è ottima, senza dimenticare i volontari archeologi che stanno operando sul posto grazie al coinvolgimento nel progetto “Beni comuni”, quelli della Protezione civile che hanno allestito un presidio sul posto, le forze dell’ordine, ovvero carabinieri, Corpo forestale dello Stato, polizia provinciale, questura di Perugia e polizia municipale che costantemente presidiano il sito archeologico».

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