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sabato 24 ottobre - Aggiornato alle 11:04

Todi, appello di 60 artisti da tutto il mondo: «Le arti aiutano l’economia locale, il Recovery Plan si ricordi di loro»

Nel borgo umbro per il ‘Festival delle arti’ lanciato un monito ai decisori italiani ed europei: «Nella scelta dei comparti cui destinare i fondi non vanno dimenticati gli eventi artistici»

Un incontro a Todi per il Festival delle arti

di D.N.

Sono scultori, cantanti, attori, pittori, musicisti, performers, orafi, mastri vetrai. Provengono da Paesi e continenti diversi. Ma si sono trovati uniti a Todi, in 60 e durante il ‘Festival delle arti’, nel sostenere con convinzione un’esigenza cruciale: i fondi che l’Europa e l’Italia avranno a disposizione grazie all’ambizioso Recovery Plan approvato dall’Unione europea non possono dimenticare di sostenere arti e cultura. Dal borgo umbro è stato così lanciato un monito ai decisori italiani ed europei: “Le arti aiutano l’economia locale, il Recovery Plan si ricordi di loro. Nella scelta dei comparti cui destinare i fondi non vanno dimenticati gli eventi artistici”

Appello “Qui a Todi in questo momento abbiamo oltre sessanta artisti. Tutti hanno sottolineato l’esigenza che l’arte in tutte le sue forme abbia spazi adeguati nei quali esprimersi” spiega Elisa Veschini, vicepresidente della Fondazione Progetti Beverly Pepper, che ha organizzato nel borgo umbro il 1° Festival delle Arti inaugurato sabato 19 settembre. “Al contrario, negli anni, la cultura è uno dei comparti che, a causa delle politiche di austerity, ha sofferto di più per tagli e restrizioni. A ciò si è aggiunto il lockdown, che ha inibito l’accesso agli spazi pubblici impedendo ai cittadini di poter fruire di piazze e strutture dedicate alla vita culturale. Ora è il momento di invertire la rotta. I fondi che sarà possibile distribuire ai settori produttivi grazie al Recovery Plan offrono una chance imperdibile. La cultura e l’arte non possono essere dimenticati dal governo, perché permettono al nostro Paese di crescere sotto tutti i punti di vista, anche a livello di economia locale”.

Arti contro il degrado Sono numerosi gli esempi in grado di evidenziare come gli investimenti nella promozione delle arti si siano trasformati in uno strumento che ha dato nuova vita ai territori. “I casi di Tribeca a New York, di Belleville a Parigi o di Kreuzberg a Berlino hanno dimostrato che quartieri un tempo degradati si sono riqualificati grazie alla presenza di artisti e attività culturali. E oggi questo rilancio è suffragato dall’aumento dei prezzi delle case e dell’aumento dell’attrattività di quelle aree urbane” spiega Michele Ciribifera, presidente della Fondazione Progetti Beverly Pepper. “Anche a Todi, alcune parti del borgo hanno aumentato il loro appeal e hanno attirato turisti e nuovi cittadini dopo essere diventate punto di riferimento per gli artisti. Il medesimo approccio può essere riprodotto in molte altre città grandi e piccoli, con vantaggi in termini sociali ed economici. Serve solo un po’ di lungimiranza nelle scelte dei nostri decisori politici locali e nazionali”.

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