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giovedì 24 settembre - Aggiornato alle 16:10

‘The young Beethoven’, alla Sagra musicale umbra la prima del nuovo racconto-concerto del duo Cappelletto-Scolastra

Nel Chiostro di San Pietro a Perugia un incrocio di musica e parole per la nascita dell’ideale filosofico del compositore, proprio quello che rende la sua musica ancora attuale

Marco Scolastra

di D.N.

Una nuova opportunità per approfondire l’uomo e il musicista Ludwig van Beethoven è offerta il 10 settembre alle ore 19 presso il Chiostro di San Pietro a Perugia, con l’anteprima assoluta del racconto-concerto «The Young Beethoven», con testo e drammaturgia di Sandro Cappelletto e musiche di Beethoven eseguite da Marco Scolastra. Prosegue così, fino al 13 settembre, la Sagra Musicale Umbra 2020 che quest’anno è dedicata al grande compositore a 250 anni dalla nascita: ‘Ludwig. La libertà sopra ogni cosa’.

Prima e dopo Beethoven Nella musica colta c’è un prima e un dopo Beethoven. Un autore con il quale tutti i compositori e musicisti dopo di lui non possono non confrontarsi, anche a distanza di più di due secoli dalle sue opere. Per spiegare le origini della sua attualità, i motivi della costante ammirazione che suscita, generazione dopo generazione, dovremmo forse scomodare dei saggi di antropologia culturale. Più banalmente, forse, è il concetto di bellezza che viene racchiuso nella magica combinazione delle sue note a renderle sempre sorprendenti e struggenti.

Musica e parole Dopo gli spettacoli su Rossini, Mozart e Schubert, il duo Cappelletto-Scolastra sceglie la Sagra Musicale Umbra per il debutto del suo nuovo atteso lavoro. Un incrocio di musica e parole ci racconta la nascita dell’ideale filosofico di Beethoven, proprio quell’ideale che rende la sua musica ancora tanto amata e attuale. Il monologo di Cappelletto, uno dei suoi biografi, attinge ad alcune pagine rare e sorprendenti del suo catalogo musicale e umano, tra prime conquiste e folgoranti anticipazioni del genio che verrà, il primo viaggio a Vienna, la morte della madre e il ritorno a Bonn, la durezza della vita familiare, la decisione di ritornare a Vienna per sempre. Il racconto, insieme al pianoforte di Marco Scolastra, traccia la via che porta Ludwig a diventare Beethoven: gli studi di filosofia e l’ammirazione intellettuale per il coetaneo Hegel (entrambi sono nati nel 1770), la massima autorità filosofica del tempo; l’artista e il filosofo, geniali personalità della musica e del pensiero, sono stati illustri contemporanei nella Germania dell’epoca, senza mai però incontrarsi fisicamente. Lo spettacolo si immerge nella vastità degli orizzonti culturali beethoveniani e ci restituisce il profilo di un musicista umanista dalla curiosità inesauribile, in ascolto della storia e sempre aggiornato sullo sviluppo del pensiero contemporaneo. Un amante della libertà che proprio tra la Rivoluzione Francese e la Restaurazione assume i connotati arrivati ai nostri giorni.

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