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sabato 26 novembre - Aggiornato alle 11:07

«Tesori» della Fondazione Cr Perugia, inaugurata mostra: «Esempio di valorizzazione del patrimonio»

Un momento dell'inaugurazione

Cinquanta dipinti di grande rilievo rappresentativi non solo delle esperienze artistiche che si affermano in Umbria nell’arco di quattro secoli, dal Trecento al Settecento, ma anche di altri aspetti della cultura figurativa italiana dal Rinascimento al Barocco, sono in mostra fino al 20 novembre nel Palazzo Lippi Alessandri a Perugia. La mostra, aperto domenica dopo l’anteprima di venerdì per la stampa, è una sorta di «biglietto da visita» di una collezione, quella creata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, di livello «notevolissimo», come ha voluto riconoscere Vittorio Sgarbi, nel presentarla nel corso di un evento che si è tenuto nella la Sala dei Notari alla presenza del sottosegretario del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Ilaria Borletti Buitoni. Quest’ultima – riferisce una nota della Fondazione – ha sottolineato l’importanza di iniziative di questo genere per valorizzare il patrimonio artistico di cui è ricco il nostro Paese. Sgarbi – prosegue la nota – ha indicato la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia ad esempio positivo della gestione pubblica di un grande patrimonio culturale.

LA MOSTRA
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Le scelte Apprezzate anche le scelte che la Fondazione ha fatto nella individuazione e selezione delle opere d’arte da far confluire nella propria collezione, con i nomi di massimo rilievo dell’arte umbra dal periodo medievale, come nel caso del paliotto, che Sgarbi definisce «intenso», di Matteo da Gualdo, passando per Perugino e Pinturicchio e per gli altri grandi interpreti del Cinquecento Umbro. Per svelare poi la qualità del Cerruti, e confrontare il «Cavalier Perugino» con l’Alunno, Federico Zuccari, il Pomarancio e di altri interpreti del manierismo. Non un percorso – ha sottolineato Sgarbi – dedicato esclusivamente alle «grandi firme» ma una indagine scientificamente inappuntabile che non tralascia di indagare anche momenti interessanti ma meno noti della pittura umbra come il paesaggismo di Pietruccio Montanini o i capricci di Alessio De Marchis. Umbria ma non solo, perché nella Collezione sono entrati anche dei grandi nomi «fuori territorio»; come Guercino, Carracci, Pier Francesco Mola o lo svizzero-romano Serodine. Mostra che non è esaustiva di quanto la Fondazione ha riunito in anni di acquisizioni, come ha sottolineato il curatore, il professor Francesco Mancini.

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