domenica 20 agosto - Aggiornato alle 19:10

Terni, storici locomotori abbandonati. «Schiaffo all’archeologia industriale»

Il consigliere Melasecche incalza l’amministrazione, uno dei veicoli ferroviari era attivo all’interno dell’acciaieria di viale Brin

Due storici locomotori elettrici restaurati poi rinchiusi e abbandonati nel capannone di Ferrovie dello Stato, a ridosso della stazione. A denunciare il fatto è il capogruppo di I love Terni Enrico Melasecche che sollecita la giunta a rinnovare i due veicoli ferroviari e a musealizzarli per essere apprezzati da tutti, essendo due pezzi di archeologia industriale: «Uno di questi – precisa – era attivo all’interno delle acciaierie nella prima metà del secolo scorso; l’altro sembra fosse utilizzato quando era in funzione la linea Terni-Ferentillo».

Il vecchio diventa nuovo «Il tema dell’archeologia industriale è stato al centro di molti dibattiti negli ultimi tempi e dei risultati sono arrivati – ricorda il consigliere – come il salvataggio della pressa in piazza Dante o l’inizio della ristrutturazione della ex Siri che attualmente ospita il Caos. Tra gli obiettivi che l’amministrazione comunale si era posta, c’erano anche questi due storici locomotori elettrici».

Su il sipario al sentiero 5 della Cascata Archeologia industriale al centro anche della quinta rassegna teatrale in vernacolo organizzata dalla proloco di Marmore tenutasi nello splendido scenario del belvedere superiore della Cascata. Gli spettacoli hanno incantato tutti gli spettatori in un connubio perfetto tra arte, allegria e natura. «Miriamo a dare il giusto valore alle nostre risorse – dichiara Manola Conti, presidente della proloco  – questa terra è ricca di arte, archeologia, storia e tradizioni».

La lingua come patrimonio culturale La scelta del dialetto è stata fortemente voluta dagli organizzatori poiché rappresenta e custodisce le origini, gli usi ed i costumi di un territorio che si riconosce in essa. Un’affluenza così alta con un pubblico divertito e coinvolto che rende felice l’associazione tanto da raccogliere idea, già da ora, per la prossima edizione. «Vogliamo far crescere – continua il presidente – le realtà economiche locali e far conoscere le nostre tradizioni attraverso la migliore forma artistica: il teatro».