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martedì 17 maggio - Aggiornato alle 03:27

Briccialdi ammesso alla statalizzazione: attestati di stima per Pellegrini e Gatti

Intenso lavoro dal 2017 e obiettivo raggiunto, tira e molla fra parti politiche per intestarsi i meriti sull’istituto musicale di Terni

Risuonano ancora come un mantra le parole della presidente Letizia Pellegrini: «Storta o morta, io il Briccialdi lo salvo». La sua tenacia, in sinergia con la caparbietà e la passione del direttore Marco Gatti, hano consentito dal 2017 a oggi di mettere in fila tutta una serie di azioni propedeutiche a quella che è sempre stata l’ambizione finale: mettere in sicurezza l’istituto musicale attraverso la statalizzazione. Il treguardo è stato raggiunto.

Briccialdi «La notizia – commentano da Palazzo Giocosi Mariani – si è fatta attendere molto più a lungo di quanto previsto; segna il compimento di un processo storico che per il Briccialdi è stato reso possibile dalla parificazione (nel 1974) e che a livello nazionale è diventato possibile con lo stanziamento previsto dalla finanziaria del 2017. In questi cinque anni l’istituto Briccialdi si è preparato a questo traguardo attivando tutti i fattori (risanamento finanziario, organizzazione interna, relazioni pubbliche e istituzionali) indispensabili allo scopo. Ha anche allargato gli orizzonti dell’istituto e le forme di coinvolgimento cittadino e regionale: fronti che sarà altrettanto indispensabile continuare a coltivare a addirittura incrementare, con il concorso di studenti, docenti, personale, cioè le risorse umane di grande talento e generosità che costituiscono il primo punto di forza del nostro conservatorio. Possiamo a questo punto dire che Terni ha una propria istituzione cittadina di tradizione secolare elevata al rango di istituto statale di alta formazione, con tutte le prospettive di sviluppo che questa acquisizione potenzialmente permette. Una ottima notizia, dunque, oltre che per l’Istituto, per la Città tutta, alla quale il Briccialdi riserva grande cura, consapevole della propria mission civica e sociale, oltreché formativa».

Statalizzazione «Siamo estremamente soddisfatti rispetto alla ammissione alla definitiva statalizzazione del nostro istituto Briccialdi, che garantisce sicurezza alla vita amministrativa del conservatorio e lustro a docenti, studenti ed alla nostra città». Queste le parole del capogruppo del Pd, Francesco Filipponi. «È opportuno ricordare – continua il Dem in una nota – che nel 2019 il nostro gruppo consiliare, pur da forza di minoranza, votò positivamente in consiglio comunale al rinnovo del contratto con il comune. Tale traguardo della definitiva statalizzazione, va sottolineato, è inoltre possibile, dopo quanto già avvenuto in sede di legge di bilancio nel 2017 (per il 2018) per i passaggi preliminari al traguardo oggi raggiunti e le convenzioni tra il Comune di Terni e l’Istituto fino al 2018. Prima del 2016, il Comune versava all’istituto oltre un milione di euro, poi in seguito 700mila euro per il 2016-17 oltre il comodato gratuito della sede. Senza questi sforzi, oggi saremmo di fronte ad un altro percorso. Occorre un ringraziamento – chiosa – alla attuale presidente, al direttore, ai precedenti cda, ai docenti, agli studenti, ai sindacati e alle rsu che hanno seguito con determinazione questo lungo, ma proficuo iter, per arrivare al risultato odierno».

Terni E lo scontro politico non si fa attendere, neanche quando le notizie sono buone: «A vincere non sono i partiti di sinistra, che solo adesso fanno la corsa ad accaparrarsi il merito, ma è la città di Terni che giunge ad un traguardo storico e prestigioso. Come Lega, a tutti i livelli, dalla giunta Latini fino ai colleghi parlamentari, abbiamo fatto la nostra  parte, seguendo con attenzione le delicate e lunghe fasi del percorso di statalizzazione, non facendo mai mancare il nostro appoggio all’Istituto Briccialdi». Così il segretario regionale della Lega Umbria, Virginio Caparvi e il vicesegretario, la senatrice Valeria Alessandrini, membro della commissione cultura di Palazzo Madama.
«Costante  – aggiungono – è stata l’interlocuzione con i già ministri Matteo Salvini e Marco Bussetti, che fin da subito avevano capito l’importanza dell’Istituto, per Terni e per il suo comprensorio. In ogni tappa dell’iter abbiamo offerto il nostro concreto sostegno, ascoltando, partecipando agli incontri e portando avanti le istanze del Briccialdi, che sono indissolubilmente legate a quelle del territorio. Da oggi parte una nuova fase, consapevoli che l’opera di rilancio della città, che sta portando avanti la giunta Latini, non possa prescindere dalla valorizzazione della cultura e delle sue eccellenze, e il Briccialdi ne è sicuramente l’esempio più calzante».

Palazzo Mariani Ecco che nel dibattito si inserisce allora il consigliere di Senso civico Alessandro Gentiletti: «La statalizzazione del Briccialdi è il risultato di un percorso condiviso e risalente, che parte dal basso fino ad arrivare in Parlamento: per questo è ingiusto che se ne appropri una parte politica. Non è corretto anzitutto verso le lavoratrici e i lavoratori dall’istituto, che hanno tenuto duro e condotto in prima linea, insieme ai sindacati, una battaglia che si è rivelata essenziale e determinante. Un ruolo parimenti decisivo lo ha giocato la dirigenza dell’istituto, che si è rivelata determinata e caparbia. Innegabile poi il contributo anche delle precedenti amministrazioni regionali, soprattutto nell’ultima parte del mandato, che hanno investito e permesso ad una delle punte di diamante del nostro territorio di sopravvivere e andare avanti. Le tante iscrizioni di studenti, anche provenienti da fuori città, rappresenta un valore su cui investire. Sarebbe finalmente il momento, ora che è intervenuta la statalizzazione e l’istituto è più al sicuro, di avviare un concreto percorso e dotarlo di strutture adeguate che gli permettano al meglio di svolgere la sua missione e accogliere docenti e allievi. Predisporre protocolli interistituzionali finalizzati a ciò dovrebbe essere la preoccupazione di chi governa invece che concentrarsi ossessivamente sul voler mettere bandierine e intestarsi i meriti altrui».

 

 

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