martedì 21 novembre - Aggiornato alle 03:46

Terni, scheletri di bambini nella necropoli di Lugnano: studenti di Yale e Tucson per scavi

Nuova campagna nell’area archeologica di Poggio Gramignano, finanziata dall’Università dell’Arizona

Ricominceranno a giugno, a più di vent’anni dalla scoperta di una necropoli, gli scavi nell’area archeologica di Poggio Gramignano, nel comune di Lugnano in Teverina. Lo rende noto il sindaco, Gianluca Filiberti, dopo aver ottenuto il rinnovo dell’autorizzazione dalla direzione generale archeologica del ministero per i Beni culturali. A condurre la nuova campagna sarà ancora il professor David Soren, lo stesso che per primo scoprì i reperti.

Poggio Gramignano Nell’’area archeologica era venuta alla luce un’importante necropoli ricavata, nel IV° sec. d.C., in alcuni locali ormai in disuso della villa. Durante i primi scavi riemersero i resti di circa 47 infanti deceduti a causa di una epidemia di malaria, come è risultato dall’esame osteologico e dai successivi esami genetici effettuati dall’università di Tucson (Arizona) e condotti dal professor Soren. Tale ritrovamento è stato ritenuto di importanza europea.

Necropoli a Lugnano L’Università di Tucson ha quindi intrapreso una nuova collaborazione con la Yale University Archeology Laboratory Malaria Project per portare avanti un progetto multidisciplinare di indagine sulle origini della malaria e i suoi effetti sulla dinamica delle popolazioni antiche. Lo scorso anno, a luglio, al termine della campagna di scavi, fu organizzato dal Comune un open day nell’area del sito archeologico alla quale parteciparono centinaia di persone tra cui molti bambini che poterono vedere la villa oggetto delle ricerche attraverso visite guidate da parte degli archeologi. «La nuova campagna di scavi sarà finanziata dall’Università dell’Arizona e vedrà all’opera gli studenti universitari di Tucson e Yale. Siamo molto felici della possibilità di riprendere i lavori – dice il sindaco Filiberti – Poggio Gramignano ah infatti un altissimo valore scientifico che può aprire nuove prospettive per il futuro del nostro paese».

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