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Terni, Orneore Metelli, il calzolaio-artista in mostra. Fondazione Carit: «Raccontiamo la città che c’era»

Terni ritratta da Metelli

di Francesca Mancosu

Terni a cavallo fra Ottocento e Novecento, fra tradizioni contadine e prima industrializzazione, belle epoque e fascismo. Sarà lei il fulcro della mostra ‘Orneore Metelli. Il racconto della città che c’era’, in programma nella sede della Fondazione Carit a palazzo Montani dal 27 settembre all’11 gennaio 2015. In un percorso espositivo che si dipana attraverso 70 opere dipinte, fra acquarelli, oli su tela e cartone, curato da Paolo Cicchini e Maurella Eleonori.

Calzolaio-artista A raccontare la mostra dedicata al ‘pittore-calzolaio’ è lo stesso Cicchini. «È da vent’anni che abbiamo in mente di rendere omaggio a Metelli e finalmente, grazie al sostegno della Fondazione, possiamo realizzare questo sogno». Un sogno corredato da un catalogo di 290 pagine, che assume i contorni di una vera e propria monografia, dove vengono approfonditi vari aspetti della poetica dell’artista ternano. Di professione calzolaio – non un ciabattino, come dicono molti -, creatore di scarpe civili, militari e teatrali, esportate anche all’estero, e premiate alle esposizioni campionarie nazionali e internazionali. Tanto da dargli notarietà nel settore e da procurargli la nomina di membro della giuria d’onore all’Esposizione internazionale di Parigi del 1911. Ma pure musicista, primo trombone nell’orchestra del teatro Giuseppe Verdi di Terni e primo bombardino nella banda cittadina nei primi anni del Novecento.

Il rapporto con i ‘primitivi’ e con Dottori «Questa mostra – racconta Cicchini – ci ha dato l’occasione di scoprire il vero volto di Metelli, che si è rivelato non un semplice pittore naif – come viene comunemente definitio – ma un vero e proprio ‘primitivo’, vicino al mondo del surrealismo e della metafisica. Un genio che conteneva dentro di sé ‘l’umbrità’ di Giotto, del Perugino e del Pinturicchio, capace di conservare ‘la geometria salda della realtà’ descritta nel Filebo di Platone. Metelli può essere considerato naif solo per il suo ‘candore’ e tantomeno può essere ritenuto parte di una ‘scuola ternana’, insieme a Mirimao e a Fatati. In più, insieme al critico Massimo Duranti, abbiamo trovato un carteggio che prova il rapporto esistente fra Metelli e Gerardo Dottori, testimoniato dalla presenza nelle sue opere di tecniche di aeropittura».

La collaborazione con il liceo Metelli L’esposizione ruoterà attorno ad  opere provenienti da collezioni private, dalla pinacoteca comunale di Terni e dalla stessa Fondazione Carit,  materiali d’archivio, fotografie ed oggetti provenienti dalla raccolta De Felice e della famiglia del pittore e saranno in dialogo con una mostra allestita nella sala del pianterreno dagli studenti del liceo artistico Metelli.

La Fondazione Carit omaggia l’arte umbra Una mostra che si inserisce nella volontà perseguita dalla Fondazione di palazzo Montani di omaggiare i maestri della pittura umbra – da Fatali a Fabbri, da Aguzzi a Spazzani – fino alla fotografia di Enrico Valentini nell’aprile 2013, come ricorda anche il presidente Mario Fornaci «È tempo di dare il giusto riconoscimento all’artista più prestigioso prodotto dal nostro territorio nel secolo scorso, e che forse ha avuto più successi all’estero, con opere esposte in Giappone, in Germania, in Svizzera, grazie allo scultore Aurelio De Felice, che per primo credette in lui e contribuì alla sua rivalutazione critica».

La fontana Ma l’ormai prossima mostra su Metelli è l’occasione per chiedere al presidente Fornaci di fornire ragguagli anche sulle altre attività della Fondazione, da sempre in prima linea nella promozione della cultura e non solo. La questione più calda, nel giorno in cui riaprirà al traffico pedonale piazza Tacito è sicuramente lo stato dei lavori di risistemazione e restauro della fontana di piazza Tacito, ormai bloccati da diverso tempo. «Le opere delle fucine, quelle inerenti il riciclo delle acque e naturalmente il pennone, sono stati compiuti. Lo stop attuale, che riguarda i lavori sui mosaici, è dovuto a questioni tecniche che fanno capo alla sovrintendenza e non sono dipendenti dalla Fondazione. In sintonia con il sindaco Di Girolamo, stiamo ragionando sulla posa dei nuovi mosaici, mentre i resti di quelli di Cagli probabilmente saranno esposti a palazzo Primavera». Con un aumento della spesa prevista per l’operazione di circa il 20%, con una cifra che però «è ancora da definire», e che dovrebbe far slittare l’inaugurazione della fontana al prossimo gennaio.

I progetti innovativi e la ricerca Sono invece scaduti il 31 agosto i termini per partecipare al bando della Fondazione Carit per la richiesta di contributi. «Saranno esaminate tutte entro il 31 dicembre – assicura Fornaci – da un  gruppo di studi, che valuterà il loro grado di interesse, ma la decisione del consiglio sarà sovrana». Molte le domande di finanziamento pervenute in materia di iniziative culturali, attività di volontariato; poche quelle relative a start-up e progetti innovativi. «Ne sono arrivate tante anche in tema di ricerca scientifica, visto che una delle nostre priorità, in accordo con il Comune, è sempre stato il mantenimento del polo scientifico-didattico di Terni».

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