martedì 23 luglio - Aggiornato alle 20:32

Terni, lavoratori del Briccialdi senza stipendio da tre mesi: statalizzazione lumaca

Anno accademico al via con Turriziani, ma l’istituto soffre: appello alle istituzioni, soldi o sciopero

 

Denuncia e appello sono le azioni per ora intraprese dalla Rsu dell’Istituto musicale di Terni Giulio Briccialdi, ma se le cose non prenderanno una piega diversa, il prossimo passo sarà la mobilitazione. La situazione è difficilissima, «mai verificatasi in precedenza – commentano i prof -. Ad oggi tre mensilità e metà della tredicesima mancano a ciascuno dei lavoratori del Briccialdi, un disallineamento che crea difficoltà non più procrastinabili eppure nessuna garanzia viene offerta». L’appello: «A tutte le istituzioni, il MiUR ma anche quelle locali, che maggiormente risentono dei benefici dell’attività del Briccialdi, chiediamo la massima celerità nell’erogazione di trasferimenti già accordati, quelli del Comune di Terni (oggi in ritardo) e della Regione dell’Umbria. Il Briccialdi si rispetta rispettandone in primis i suoi lavoratori».

Lavoratori del Briccialdi senza stipendio In occasione della festività di San valentino uno degli appuntamenti più importanti dell’anno accademico, la sua stessa inaugurazione formale, con una produzione concertistica che, peraltro, vede la partecipazione di un ospite illustrissimo, Enzo Turriziani, ex allievo del Briccialdi e oggi primo trombone dei Wiener Philarmomiker, una delle orchestre più prestigiose del mondo e che rappresenta un esempio di ciò che l’istituto può costruire. Chi partecipa a questo concerto, così come chi nelle aule di Briccialdi e nei suoi uffici continua a lavorare, lo fa oggi nonostante gli stipendi arretrati. Lo stato in cui versa l’iter della legge di statizzazione, che procede a passo di lumaca, crea conseguenze gravissime che rischiano di avere conseguenze altrettanto gravi sulla stabilità del corpo docente, sulla didattica, sulla qualità che da sempre ha caratterizzato le attività del Briccialdi.

L’appello «Sollecitiamo – scrivono i delegati sindacali dell’istituto – atti di responsabilità istituzionale, che sono peraltro necessari, ora più che mai, ad accompagnare l’Istituto in quell’iter di statizzazione che appare tutt’altro che semplice e immediato, pur protetto da una legge e da uno stanziamento del Mef. Concludiamo annunciando che nei prossimi giorni, in assenza di risposte e di atti utili a modificare una siffatta situazione, valuteremo le azioni di mobilitazione necessarie, azioni che finora abbiamo evitato nel rispetto dell’utenza e per l’imbarazzo che questa situazione ci crea, correndo anche il rischio di indurre a una percezione falsata della realtà dei fatti. Al Briccialdi non va tutto bene. Ci sono cose che vanno benissimo, come potrete a breve ascoltare, e cose che invece vanno male, come mai si immaginerebbe in un luogo che piace a molti definire ‘il fiore all’occhiello’ della città (e uno dei pochi fiori rimasti)».

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