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Terni, il lato oscuro di un padre e la ricerca di verità: ecco “Il sogno finisce all’improvviso”

Giovedì 4 gennaio la presentazione del romanzo di Massimo Colonna edito da Letteratura Alternativa con la prefazione di Pablo T

E’ in programma giovedì 4 gennaio la presentazione del romanzo ‘Il sogno finisce all’improvviso’, scritto dal giornalista Massimo Colonna ed edito da Letteratura Alternativa, con la prefazione del noto scrittore Pablo T, autore di “Verrà qualcuno a salvarti” e in questi giorni in libreria con la trilogia Bloody Comedy.

Il programma L’evento, a cura dell’associazione Musicarte Adottaunartista, è fissato alle 18 nella sede dell’Accademia del tempo libero, in via della Stazione 46 (dietro al bar Malù). Sarà presente l’autore e a moderare l’incontro sarà il content editor di Letteratura Alternativa Riccardo Merlini, con letture di Sabrina Longari, Mauro Nannini, Federico Piccirillo e musiche di Francesco Monni (chitarra) e Roberto Andreucci (voce).

La storia ll romanzo racconta la storia di un padre inquieto, alle prese con la sua parte oscura e con la volontà di emergere da questo stato di buio. Anche attraverso la fede e il rapporto con suo figlio. «Un uomo – si legge nella prefazione di Pablo T – si addentra all’interno della navata buia e umida di una chiesa. E’ agitato, pieno di dubbi, esitante. Il suo nome è Emanuel Dahmer. Quel luogo sacro è divenuto per lui l’emblema della cattiva sorte, il ricordo di una dottrina che ha influito foscamente sul suo destino. Eppure egli continua a credere fermamente alla sua fede, come un naufrago che, tra i flutti di un mare in tempesta, persista nel cercare tracce della riva. L’unico che sembra comprendere quel suo urlo soffocato è Padre Echad, apparso tra la penombra del confessionale, proprio come la sua stessa coscienza. I segreti chiusi a doppia mandata e i sogni lontani, come il suono di un batacchio dentro una campana,danzano senza tregua nella nebbia della sua mente insieme al profondo timore di non essere stato un buon padre né un buon marito per Ave Dahmer».

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