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Terni, 109 anni fa moriva Virgilio Alterocca: l’imprenditore moderno di fine ‘800

La scuola professionale, il telefono, le prime cartoline illustrate d’Italia e quella tipografia da 50.000 copie al giorno

Photo by Elena Ferrer on Unsplash

Il suo vissuto e la sua straordinarietà sono oggi quasi impalpabili, complice probabilmente una toponomastica (e l’argomento non è nuovo) che non gli rende giustizia. Solo una piccolissima via della città, poco trafficata e piuttosto ben nascosta, porta il nome di un personaggio tanto importante per lo sviluppo culturale e forse anche morale di Terni; un imprenditore moderno, lungimirante ed esemplare di fine ‘800, ma anche maestro, giornalista, editore, dirigente politico del partito socialista, un uomo che chiese che alla sua morte venissero effettuate donazioni alla scuola professionale ternana che lui stesso fece fondare: Virgilio Alterocca.

Virgilio Alterocca Se l’Italia ha conosciuto le cartoline illustrate lo si deve proprio a lui. Fu assessore comunale alla Pubblica istruzione e da insegnante ricevette il titolo di Cavaliere del lavoro. A lui si devono l’installazione della prima linea telefonica a Terni, il teatro Politeama, la nascita della scuola professionale e la diffusione dell’immagine di Terni e della Cascata in Italia e nel mondo. Con le cartoline illustrate, Alterocca, contribuì anche alla diffusione delle principali opere letterarie dell’epoca. Nel 1886, grazie all’acquisto di nuovi macchinari, nella tipografia è in grado di stampare 50.000 copie al giorno. Con l’acquisizione di ulteriori e innovative tecnologie, l’industria decolla davvero dopo la sua morte (10 agosto 1910 ad Arrone). Nel 1930 nella tipografia e nel laboratorio fotografico, si dice  lavorassero duecento persone.

Il museo della cartolina Un grande deposito di cartoline è ancora oggi conservato a Palazzo Carrara ma appartiene a privati. «È una miniera ancora inesplorata – scrive Repubblica nel 2007 – l’ archivio fotografico Alterocca, magnifica raccolta di un milione di negativi su lastre di vetro al bromuro e lastre di zinco. Con questi negativi sono state stampate centinaia di milioni di cartoline illustrate che in un’Italia dove l’unico viaggio era quello per andare a fare il soldato, raccontavano ad amici e parenti luoghi mai visti. Anche il Vaticano era cliente della tipo-litografia Alterocca. Tra le numerose ambizioni dell’assessore Enrico Melasecche c’è anche quella di un museo da dedicare a questo personaggio.

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