domenica 31 maggio - Aggiornato alle 11:34

Teatro stabile, stagione annullata: come richiedere i vouchers o ‘donare’. Appello al governo

In accordo con i Comuni e le Compagnie teatrali non si svolgeranno più, causa Covid-19, gli spettacoli che erano ancora previsti per gli ultimi mesi di programmazione

Teatro Morlacchi (foto Pier Nicola Bruno)

di D.N.

Il Teatro Stabile dell’Umbria, nonostante i tentativi fatti per recuperare gli spettacoli in programmazione, visto il prolungarsi dell’emergenza e la conseguente chiusura dei teatri, in accordo con le Amministrazioni Comunali e le compagnie teatrali, ha deciso di annullare definitivamente tutti gli spettacoli previsti per questa stagione.

Al lavoro per la prossima stagione «Siamo molto dispiaciuti di essere stati costretti a prendere questa decisione – dice il direttore dello Stabile Nino Marino – ma con tenacia proseguiamo a lavorare per essere presenti anche attraverso i nostri canali social, per continuare a svolgere il nostro ruolo e la nostra missione anche in questo momento delicato. In attesa di rivederci dal vivo, senza rinunciare a provare ad interpretare questo tempo, stiamo già lavorando alle nuove stagioni teatrali, stiamo elaborando nuovi progetti e ci prepariamo per gli spettacoli che realizzeremo. Anche a nome di tutto lo staff ringrazio ancora una volta il pubblico e tutti gli artisti per l’affetto e la vicinanza che ci stanno dimostrando».

Voucher annuale Il Teatro Stabile dell’Umbria comunica agli spettatori che, ai sensi dell’art. 88 del DL del 17/03/2020 n. 18, i tagliandi degli abbonamenti e i biglietti degli spettacoli, che non sono potuti andare in scena, saranno sostituiti da un voucher della durata di 1 anno dal rilascio. I vouchers potranno essere richiesti, entro e non oltre il 16 aprile, tramite mail all’indirizzo [email protected] oppure tramite WhatsApp al numero 393/9139922 specificando: nome e cognome; titolo e data dello spettacolo annullato; foto o scansione del biglietto/i, fronte e retro, per il quale si richiede il voucher. Coloro che non avessero modo di utilizzare le mail o WhatsApp possono telefonare per accordi al Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. Quando sarà possibile riprendere le attività, gli spettatori potranno andare a ritirare i vouchers presso i botteghini dei teatri, dietro consegna del biglietto originale. Lo stabile raccomanda pertanto di conservare i biglietti perché in mancanza della consegna di questi, il voucher non potrà essere rilasciato.

Solidarietà al teatro «L’articolo del decreto pone il limite di 30 giorni per la richiesta, ciò significa che, salvo proroghe specifiche, le richieste pervenute oltre il 16 aprile non potranno essere accettate e verranno quindi considerate una forma di donazione al teatro» sottolineano dal Teatro Stabile. Alcuni spettatori per solidarietà hanno già rinunciato alla richiesta dei vouchers e per questo il Teatro Stabile dell’Umbria e le Amministrazioni Comunali interessate «ringraziano tutti coloro che hanno deciso di sostenere il teatro in questo momento di difficoltà».

Art bonus Il Teatro Stabile ricorda anche un altro modo per fare di più e diventare un mecenate del teatro. Con lo strumento ARTBonus diventare mecenate è infatti una realtà: un sostegno conveniente e alla portata di tutti. Infatti sia i privati che le aziende potranno recuperare il 65% della donazione come credito di imposta nella propria dichiarazione dei redditi. Per saperne di più è possibile visitare la pagina del sito o scrivire una mail a Carlo Formica, [email protected], che darà così tutte le spiegazioni necessarie.

L’appello Giovedì intanto la Federazione italiana artisti ha lanciato un appello al governo al quale hanno aderito finora 220 fra teatri (compreso lo Stabile dell’Umbria), attrici, attori, registi, produttori: «Migliaia di piccole realtà locali che pullulano in tutta Italia – è detto nell’appello – col prolungarsi del blocco scompariranno per sempre. Siamo scuole di musica, teatro e danza, piccole sale o teatri. Siamo gli animatori culturali territoriali, dislocati capillarmente in tutta Italia, che garantiscono occasioni di aggregazione, coesione sociale, senso di comunità. Siamo volano di economia, garantiamo un presidio e Una formazione culturale evoluta e aperta a tutti». E ancora: «Siamo noi. Siamo stati i primi a chiudere le porte. Saremo gli ultimi a riaprirle, ma siamo importanti. Siamo strangolati da affitti con proprietari privati, da tasse locali, da quote di iscrizione e abbonamenti da restituire». Poi, la richiesta: «Per noi che ci fondiamo sull’aggregazione fisica sarà difficile ripartire. Non lasciateci soli. Non ce la facciamo! Create un fondo speciale salva spazi culturali da inserire nell’annunciato decreto governativo di aprile, che ci aiuti a non chiudere».

I commenti sono chiusi.