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sabato 26 settembre - Aggiornato alle 08:28

Teatro Stabile, nuove produzioni e ‘avanprogramma’ per il Morlacchi: Unipg entra come socio sostenitore

Una ripartenza «passo dopo passo». Coinvolte istituzioni culturali cittadine. Per un ‘Guerra e pace’ quasi «cinematografico» attori in platea e pubblico sui palchi

Oliviero, Cucinelli e Marino alla presentazione dei progetti Teatro Stabile

di Danilo Nardoni

Il Teatro Stabile dell’Umbria questi mesi di lockdown e durante le prime settimane di riaperture non è stato con le mani in mano. Ha lavorato. E pure molto. Difficile infatti per il mondo del teatro e dello spettacolo dal vivo ripensarsi e riprogrammarsi in questi tempi ancora incerti. “Bravo Nino, complimenti”, sono le parole che a fine presentazione con i calici in mano per brindare Brunello Cucinelli, il presidente, rivolge al direttore Nino Marino. “Ci siamo confrontati con registi, attori, amministratori, tecnici e maestranze, per lavorare insieme a un progetto artistico che possa far riscoprire la potenza del teatro e che sia capace di misurarsi con le più qualificate esperienze nazionali e internazionali, come nella migliore tradizione della nostra regione fertile e creativa”: così invece aveva commentato Marino alla stampa poco prima all’interno Teatro Cucinelli di Solomeo.

Ripartenza Un ricco progetto di produzioni 2020/2021 (nove in tutto) e “l’avanprogramma” del Teatro Morlacchi di Perugia, composto da tre spettacoli che andranno in scena da settembre a dicembre e che anticipano una stagione che svelerà poi anche il suo programma completo. Riparte intanto così il Teatro Stabile dell’Umbria, “passo dopo passo” come ha detto Cucinelli, e soprattutto dopo lo stop delle attività e delle stagioni teatrali a causa dell’emergenza sanitaria. Il presidente e il direttore hanno così annunciato alcune importanti novità affiancati dal rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Maurizio Oliviero, dall’assessore alla cultura del Comune di Perugia, Leonardo Varasano, e dall’assessore regionale Roberto Morroni.

Guerra e pace Per questa “riapertura”, come ha spiegato Marino, sono stati coinvolte importanti istituzioni culturali, dai musei (Museo civico di Palazzo della Penna, Galleria nazionale dell’Umbria, Museo archeologico nazionale dell’Umbria) all’Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci fino all’Università degli studi di Perugia (annunciata inoltre come nuovo socio sostenitore del Teatro Stabile dell’Umbria). In questi luoghi si svolgerà, tra settembre e ottobre, ‘Vorrei scrivere in tratti di fuoco’ a cura di Andrea Baracco e con gli attori umbri della Compagnia dei giovani dello Stabile che hanno sperimentato anche nuove strade nella scrittura e nella forma. Uno spettacolo non tradizionale, che verrà presentato quindi in queste sedi culturali perugine, studiato per accompagnare con dei “ritratti sonori” il progetto ‘Guerra e pace’. Lo Stabile, infatti, ha anche “osato” per questa ripartenza portando in scena al Teatro Morlacchi per un mese (28 ottobre – 22 novembre) un’opera maestosa come ‘Guerra e Pace’ in un inedito palcoscenico. La platea del teatro diventerà così un grande palco, con gli spettatori che potranno assistere allo spettacolo unicamente dai palchi. “Cambia la forma dello spettacolo con un teatro che si trasformerà quasi in un set cinematografico” ha commentato Marino. Andrea Baracco (regia) e Letizia Russo (riscrittura), dopo il successo de ‘Il maestro e Margherita’ accompagneranno così lo spettatore nel magico mondo di uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale. Una vera e propria immersione nel capolavoro di Lev Tolstoj.

Altre produzioni Entrambi i progetti sono due delle nove produzioni messe in piedi dallo Stabile. Alla Biennale Venezia sono in programma altre tre: ‘La tragedia è finita, Platonov’ di Liv Ferracchiati (20 settembre, Teatro delle Tese), ‘La città morta’ da Gabriele D’Annunzio per adattamento e regia di Leonardo Lidi (22 settembre, Teatro Goldoni) e ‘Niente di me, uno studio’ di Arne Lygre con traduzione e regia di Jacopo Gassmann (23 settembre, Teatro Piccolo Arsenale). “Abbiamo lavorato – ha spiegato Marino – per offrire la possibilità a giovani registi e autori di concorrere con il meglio del teatro internazionale, dandogli l’occasione di proporre i propri lavori in prestigiosi e importanti teatri e festival come la Biennale di Venezia”. Completano le produzioni anche ‘Raffaello, il figlio del vento’ di e con Matthias Martelli (in scena il 16 ottobre al Teatro Sanzio di Urbino); ‘Chi ha paura di Virgina Woolf? di Edward Albee per la regia di Antonio Latella (Teatro Nuovo di Spoleto, 21 marzo 2021); ed infine i progetti ‘Corale 2020’, un viaggio a piedi tra Roma e Preci che si è concluso lo scorso 30 agosto, e ‘Per aspera ad astra’ con l’attività dello Stabile al Carcere di Capanne che riprenderà da settembre insieme ai partecipanti del corso di teatro della sezione penale maschile. “La nostra azione – ha proseguito Marino – è come sempre mirata a coniugare arte e crescita artistica collettiva intervenendo anche in luoghi apparentemente più marginali, come il carcere e le aree del terremoto”.

Morlacchi Oltre a ‘Guerra e pace’, inoltre, il Teatro Morlacchi per il suo ridotto “avanprogramma” ospiterà altri due spettacoli: ‘Dall’inferno all’infinito’ di e con Monica Guerritore (4-9 dicembre) e ‘Moving with Pina’ di e con Cristiana Morganti per una conferenza danzata sulla poetica, la tecnica, la creatività di Pina Bausch (18-19 dicembre). Per gli spettacoli al Morlacchi la capienza del teatro è stata ridotta a 200, con una disposizione a posti e file alternate in platea e con i posti nei palchi destinati solo ai congiunti. Tutto per mettere in atto le necessarie misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 a salvaguardia degli spettatori, degli artisti e dei tecnici.

Poltrona vuota Con ‘Guerra e pace’, ha inoltre annunciato l’assessore Varasano, partirà anche il progetto ‘Una poltrona vuota’ per occupare al Teatro Morlacchi solo in maniera figurata i posti che devono restare vuoti per questioni di sicurezza. In questo modo, grazie ai Lions Club, si andranno a sostenere gli operatori dello spettacolo con le associazioni che grazie ad una raccolta andranno a comprare idealmente biglietti per spettatori che non possono entrare a teatro.

Altri teatri umbri “Una stagione da ricordare quella del Teatro Stabile dell’Umbria, che nasce dalla necessità di ridare voce agli artisti, di far rivivere gli splendidi teatri della nostra regione e mantenere la relazione con un pubblico che, anno dopo anno, si rinnova e cresce insieme a noi” ha infine affermato Marino annunciando che anche per gli altri teatri arriveranno presentazioni di “avanprogrammi” per una prima ripartenza. “Ci siamo preparati come si fa per le grandi occasioni, per accogliere pubblico e cittadini e riscoprire insieme, sempre nel rispetto dei protocolli sanitari, la gioia e il piacere di tornare a teatro” ha aggiunto.

Unipg nuovo socio Durante la presentazione è stato anche dato un importante annuncio. L’Università degli studi di Perugia diventa il secondo socio sostenitore del Teatro Stabile dell’Umbria. Ad affiancare la Fondazione Brunello e Federica Cucinelli ora quindi ci sarà anche l’Ateneo perugino (i soci fondatori dello Stabile sono invece la Regione Umbria e i Comuni di Perugia, Terni, Foligno, Spoleto, Gubbio e Narni). Una collaborazione istituzionale che per Oliviero servirà anche “a far sentire gli studenti un po’ più a casa loro quando andranno a teatro”, per un’università “come luogo che va vissuto sempre”. “Il mio grande desiderio – ha detto il rettore – è quello di ridare alla città e all’Umbria l’orgoglio di avere una istituzione con sette secoli di storia, una delle più importanti del Paese, e di farci partecipi di una visione culturale che non si ferma al territorio ma si dà una dimensione nazionale”. “È importante avere un giovane rettore che crede nei grandi valori della cultura” ha poi commentato Cucinelli. Mentre il direttore Marino ha sottolineato che “la presenza dell’Università rende lo Stabile ancora più forte”.

Progettare a piccoli passi Cucinelli durante la conferenza non ha mancato di lanciare il solito messaggio di speranza: “In questa fase affrontiamo la pandemia cercando di progettare giorno dopo giorno un tempo nuovo, pur sapendo che lo smart working è l’uccisione della creatività e che dobbiamo tornare presto ad avere un sano rapporto con il lavoro”. Parlando dell’emergenza Covid ha poi sottolineato che “bisogna affrontare la pandemia convivendoci ogni giorno e avendo sempre meno paura, accettando tutto quello che il creato ci manda”. “Lavoriamo meno e non lasciamoci affascinare da tutte queste ore lavorative, pure di notte, come conseguenza anche dello smart working” ha poi aggiunto Cucinelli per poi spiegare cosa ci lascia la pandemia: “Passata la fase della paura da ora in avanti non saremo più propensi ad ascoltare gli arroganti, ma aperti alle persone piacevoli. Ci lascia poi l’idea che non dobbiamo consumare ma utilizzare”.

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