martedì 7 aprile - Aggiornato alle 07:16

Teatro stabile dell’Umbria, un progetto ‘Corale’ per le zone del terremoto con artisti umbri

Il presidio artistico a Preci coinvolge realtà del teatro umbro per rimettere in moto la vita sociale e comunitaria. Il 17 giugno il «rituale collettivo» in attesa della ‘Casa degli artisti’

Corale, presidio artistico a Preci per il progetto del teatro stabile dell'umbria per il terremoto
Corale, presidio artistico a Preci

di Danilo Nardoni

Incontrare gli abitanti dei luoghi colpiti dal terremoto. Ricucire la ferita che li ha strappati dai loro punti di riferimento quotidiani. Proporre la creazione di un presidio culturale che li veda partecipanti attivi di un progetto artistico. Questo è l’intreccio di idee che stanno alla base di ‘Corale’, il nuovo progetto del Teatro Stabile dell’Umbria che vede coinvolte le realtà più innovative del teatro umbro unite da una comune volontà: contribuire a rimettere in moto la vita sociale e comunitaria delle aree del sisma. Arte quindi per sconfiggere la paura, per ridare un senso di comunità e per guardare al futuro, con la partecipazione attiva degli abitanti di Preci, luogo scelto per il presidio artistico, come elemento chiave del progetto. Un obiettivo è anche quello di arrivare a costruire in futuro una ‘Casa degli artisti e della comunità’.

Il gruppo di lavoro Quindi un’iniziativa “corale” di solidarietà per le aree del terremoto, nel nome dell’arte e del teatro, da parte di un collettivo di artisti umbri e nata da un’idea di Leonardo Delogu e Linda Di Pietro. Tutto sviluppato poi da una collaborazione tra le compagnie Dom- (Leonardo Delogu, Helene Gautier, Daria Menichetti), Zoe (Emiliano Pergolari, Michele Bandini) ed Opera (Vincenzo Schino, Marta Bichisao). Questo il gruppo di lavoro formato da professionisti nell’ambito artistico in particolare in quello performativo e architettonico – insieme agli altri anche Carolina Balucani, Mael Veisse e la consulente al progetto Barbara Raes – che in parte è intervenuto a Perugia per la presentazione dell’iniziativa che si tenuta alla presenza dell’assessore alla cultura della Regione Umbria Fernanda Cecchini e del direttore del Teatro stabile dell’Umbria Franco Ruggieri.

Delicatezza «Era giusto che lo Stabile – ha detto Ruggieri – desse un segnale non solo di solidarietà ma di intervento concreto, con un progetto artistico caratterizzato dalla ‘delicatezza’, parola chiave di lavoro che è stata scelta». Un progetto, quello di ‘Corale’, «come altro anello – ha aggiunto Ruggieri – di un ragionamento da parte del Teatro Stabile dell’Umbria fatto sul territorio colpito dal sisma che prevede anche la realizzazione di una stagione teatrale a Norcia, per la quale stiamo lavorando con l’impegno del presidente Brunello Cucinelli, e tutto sempre in collaborazione con la Regione Umbria, socio dello Stabile». L’assessore Cecchini, sottolineando prima «la conferma dell’impegno del Tsu a portare avanti la sua missione di essere un teatro per l’Umbria», ha affermato: «Mentre la stagione teatrale di Norcia, anche se senza il suo teatro, consentirà comunque di non retrocedere nella crescita culturale di un territorio, con questa iniziativa a Preci si va ad interloquire con i bisogni della comunità».

Presidio artistico a Preci Con l’obiettivo «di non fare sentire abbandonata la comunità di riferimento, di attivare diverse forme di socialità nel territorio in maniera trasversale rispetto alle fasce d’età, attraverso gli strumenti dell’arte, e di trasformare il punto di vista sull’evento catastrofico del terremoto», come hanno ricordato i realizzatori del progetto, dal novembre del 2016 ha preso il via la prima tappa del progetto. Tutto si è concluso con un mese di presidio artistico a Preci dopo aver frequentato la zona «in punta di piedi, semi-invisibili cercando di leggere le dinamiche che abitano questo territorio». Così Delogu e Di Pietro hanno raccontato l’esperienza fatta: «Sono stati giorni d’ingresso nella comunità che ci ha accolto con un entusiasmo senza pari. Abbiamo lavorato su molti livelli, ascoltando le storie delle persone legate all’esperienza del terremoto, organizzando pomeriggi di gioco con i bambini, costruendo tavoli e sedie che abbiamo distribuito nei luoghi pubblici del paese, trasformando un campo abbandonato in un giardino, facendo i camerieri e contribuendo con dj set alle feste patronali: abbiamo condiviso con loro un pezzo di vita». Nel gruppo sono presenti attori, danzatori, registi, drammaturghi, architetti, curatori d’arte. «Tutti i componenti del gruppo, seppur con professionalità e competenze diverse, sono uniti dal desiderio di mettere il proprio sapere a disposizione della comunità ospitante e allo stesso tempo di contribuire come uomini e donne alla rinascita della comunità locale. In quanto artisti, sentiamo il bisogno, in momenti d’emergenza come questo, di poter dare una mano, di essere utili oltre il confine del nostro specifico lavoro».

Rituale collettivo Ora gli artisti coinvolti, sabato 17 giugno realizzeranno una festa conclusiva, un sorta di “rituale collettivo” con le persone del luogo per raccontare e condividere questo tempo di lavoro, «sperando che questo primo gesto contribuisca energeticamente e concretamente a costruire un orizzonte possibile».

Casa per artisti Orizzonte che si potrebbe concretizzare, secondo quanto evidenziato, con la costruzione di una ‘Casa per artisti e per la comunità’, uno spazio di residenze artistiche che, di volta in volta, verrà abitato da artisti che verranno a Preci per ideare e proporre alle persone e alla comunità il proprio lavoro. Ci sarà un nucleo che abiterà costantemente la casa per garantirne la manutenzione, il buon funzionamento e allo stesso tempo un quotidiano condivisibile con le persone che tutti i giorni abitano il paese, e poi un gruppo mobile di artisti che si succederanno durante il periodo del progetto, per periodi di circa una settimana di lavoro. Gli artisti invitati saranno sia artisti umbri che nazionali ed internazionali. Gli abitanti della casa proporranno attività culturali aperte al pubblico sia dentro che intorno la casa, che nel paese. Anche il Teatro Stabile dell’Umbria proporrà la partecipazione di alcuni attori coinvolti nella programmazione della stagione di prosa corrente che, durante il periodo del progetto, verranno nelle zone del terremoto per partecipare alla vita della comunità e proporre alle persone alcuni pezzi del loro repertorio. Il progetto intende inoltre supportare tutte le iniziative già presenti nel territorio mettendo a propria disposizione le competenze e le energie del gruppo di lavoro. «Alla fine del progetto – hanno concluso gli ideatori – sarà importante valutare con l’amministrazione locale quale destinazione dare alla casa e al progetto: la casa potrebbe essere regalata al comune che potrebbe utilizzarla per iniziative proprie o identificare un gruppo di cittadini per gestirla continuando cosi il lavoro».

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