martedì 17 settembre - Aggiornato alle 19:47

Teatro lirico, al via la 73esima stagione pensando anche al futuro dello spettacolo dal vivo regionale

Il 6 settembre il debutto con l’opera ‘Re di Donne’. Per Spoleto e l’Umbria si auspica la costituzione di un consorzio strategico per attirare produzioni teatrali

Le cantanti liriche Bockova e Marcone durante le prove

di Dan. Nar.

Ancora una volta Villa Redenta apre i suoi cancelli per popolarsi di cantanti, maestri e teatranti. Un luogo di pace dove i giovani talenti dello Sperimentale si dilettano ogni anno tra prove d’insieme e lezioni individuali e così la Villa, popolata di musica e arte, torna ancora una volta all’antico splendore. E proprio in questi giorni continuano le prove dell’opera nova Re di Donne, che debutterà nel primo weekend di settembre al Teatro Caio Melisso, e che vede impegnate diverse tra i più importanti artisti e tecnici spoletini per la realizzazione di scene, luci e costumi. Come ogni anno il sostegno della cittadinanza alle attività del Teatro è davvero significativo e rende questa Istituzione uno dei pilastri culturali della città e della regione. Proprio da Spoleto parte la proposta per razionalizzare le professionalità dello spettacolo e per mettere la città e la regione sempre più al centro di una scena per lo spettacolo dal vivo.

‘Re di Donne’: una storia di femminicidio Re di Donne, l’opera del compositore John Palmer, su libretto di Cristina Battocletti e John Palmer, debutta in prima mondiale al Teatro Caio Melisso di Spoleto nei giorni venerdì 6 e sabato 7 settembre 2019 alle ore 20.30 e domenica 8 settembre 2019 alle ore 17.00. Lo spettacolo inaugurale della 73ma Stagione Lirica Sperimentale di Spoleto sarà diretto dal Maestro Vittorio Parisi, con la regia di Alessio Pizzech, scene di Andrea Stanisci, costumi di Clelia De Angelis e luci di Eva Bruno. Protagonisti vocali i vincitori del Concorso Comunità Europea per giovani cantanti lirici del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli” – ed. 2012, 2017 e 2018 – Lada Bočková (Ivana), Marco Rencinai (Rocco), Miryam Marcone (Martina) e Daniela Nineva (Frida). Ormai da anni il Teatro Lirico Sperimentale inaugura la propria stagione con un’opera appositamente commissionata per l’occasione, una carta che nel tempo si è rivelata vincente. Infatti, il dialogo con la contemporaneità è un elemento fortemente caratterizzante di parte dell’attività del Teatro che ogni giorno promuove la formazione di giovani artisti e stimola una riflessione su tematiche di attualità e non solo. Dunque, anche Re di Donne è un’opera liberamente ispirata a fatti di cronaca che hanno destato grande interesse nell’opinione pubblica, tra i quali anche il giallo/delitto di Avetrana. L’opera – afferma il compositore e coautore del libretto John Palmer – racconta il fenomeno del femminicidio «investigando gli aspetti psicologici emersi da un pericoloso triangolo amoroso che coinvolge due donne e un uomo di una cittadina della provincia Toscana. Una serie di eventi scatenati dalla gelosia e dal desiderio di controllo che distruggeranno la vita di tre donne, legittimati dal maschilismo di un giovane uomo che alla fine resterà incolume da qualsiasi condanna». La musica del Maestro Palmer è innovativa, a volte stridente, come stridenti sono le situazioni teatrali che scaturiscono dal libretto con vasto uso dell’elettronica e amplificazione di tutto l’ensemble orchestrale degli interpreti. Passando necessariamente attraverso un’accurata indagine della psiche dei personaggi, Re di Donne offre una lettura della realtà annebbiata da modelli culturali malati, portando in scena un’umanità priva di strumenti di analisi introspettiva, che ha perso la propria direzione. «Tutto avviene come in uno studio televisivo – ribadisce il regista livornese Alessio Pizzech – tra cellulari e corpi discinti, tra giovani vestiti e truccati come quarantenni, ma con il cuore e l’emotività di un quindicenne, in un costante giudicare ed essere giudicati, in un cercare un bacio o un gesto osceno che confonde la dimensione del privato e del pubblico alterando e desacralizzando la relazione tra gli esseri umani».

Altre opere La 73ma Stagione Lirica Sperimentale continuerà poi con Intermezzi del ‘700 Drossilla e Nesso (Teatro Caio Melisso | 13 – 14 settembre 2019, ore 20.30 e 15 settembre 2019, ore 17.00); Operalieder Liebeslieder su musiche di Brahms, Schubert e Schumann (Villa Redenta | 18 settembre 2019, ore 21) e il Barbiere di Siviglia con regia di Paolo Rossi (Teatro Nuovo | 17 settembre 2019, ore 18 (anche per le scuole) | 18 – 19 settembre 2019, ore 10 (anche per le scuole) | 20 – 21 settembre 2019, ore 20.30 e 22 settembre 2019, ore 17). Sarà poi in scena anche ad Assisi (Teatro Lyrick, lunedì 23 e Martedì 24 Settembre – ore 20.30, Mercoledì 25 Settembre – ore 10 anche per le scuole), a Città di Castello (Teatro degli illuminati, Giovedì 26 Settembre 2019 – ore 20.30), a Todi (Teatro Comunale, Venerdì 27 Settembre 2019 – ore 20.30) e Orvieto (Teatro Mancinelli, Sabato 28 Settembre 2019 – ore 20.30). Per acquisto biglietti: rivendite Ticket Italia www.ticketitalia.com (a Spoleto Box 25 – Piazza della Vittoria, 25 0743.47967) cell. 338.8562727. Per informazioni: Teatro Lirico Sperimentale 327.2174453. Sito web: www.tls-belli.it.

Spoletoscena «Perché non razionalizzare e strutturare le figure tecniche professionali del Teatro di Spoleto?». Questo afferma lo scenografo e regista triestino Andrea Stanisci, in questi mesi impegnato su più fronti con il Teatro Lirico Sperimentale firmando le scenografie di tre produzioni della 73ma Stagione Lirica Sperimentale: El Retablo de Maese Pedro, Re di Donne e Il Barbiere di Siviglia. Stanisci – affermato scenografo triestino giunto a Spoleto nel 1995 come stretto collaboratore di Giorgio Pressburger – affronta e riflette sulle capacità e sulle risorse che la città ha nel campo tecnico teatrale con proposte concrete: «Ho potuto in questi anni apprezzare l’estrema professionalità di direttori di scena, macchinisti, elettricisti e sarte teatrali a Spoleto (tra cui Paolo Zappelli, Massimiliano Marotta, Fabio Pibiri, Leonardo Bellini, Marco Marcucci, Andrea Bisaccioni, Lucio Mazzoli, Davide Baldoni, Gianluca Lancia, Enrico Calabresi, Paolo Pannaccio, Umberto Giorgi, Massimo Andrea Guarnotta, Irene Lepore, Lisa Nava, Luca Starpi, Clelia De Angelis, Serenella Orti, Giuliana Rossi e molti altri), ma anche di alcune aziende che forniscono servizi illuminotecnici, fonico/illuminotecnici (Opera 26 e SoundStore, SpanEnsemble e altri), e – dallo scorso anno – la società Publi2M di Marcello Moroni, la Media Production di Alessandro Pratelli. Tutte risorse che – se fossero coordinate tra loro – potrebbero accentuare la propria offerta sul mercato dello spettacolo e attirare a Spoleto, come mi dicono gli stessi operatori, produzioni Teatrali così come accadeva negli anni ‘80». Aggiunge Claudio Lepore, responsabile della programmazione e responsabile organizzativo dell’istituzione di Spoleto: «Occorrerebbe anche “organizzare” singole professionalità che troppo spesso debbono lasciare Spoleto durante il periodo invernale e primaverile per svolgere altrove il proprio lavoro. Perché non prefigurare un consorzio strategico a Spoleto? Lo stesso consorzio potrebbe inoltre offrire sevizi all’Amministrazione locale e non solo. Acquisire un nuovo laboratorio per la realizzazione scenografica e iniziare sinergie con alcuni studi di ingegneria e architettura, leader in Italia nella progettazione di restauri e ristrutturazioni di Teatri. Un consorzio a cui potrebbe partecipare lo stesso Teatro Lirico Sperimentale (agenzia formativa accreditata per professionalità artistiche e tecniche dello spettacolo), sempre che lo voglia l’organo amministrativo dell’ente, il Consiglio Direttivo». Il consorzio, o altra tipologia di associazione da definire, potrebbe ricomprendere società già presenti a Spoleto di vendite biglietti su piattaforme internet, di fornitura di servizi teatrali di accoglienza e per la sicurezza teatrale. «Spoletoscena, in un ipotetico domani, potrebbe affermarsi come consorzio di supporto allo spettacolo in primis, ma anche gestire attività di formazione professionale per figure teatrali dello spettacolo sino a prefigurare la stessa attività formativa e artistica per il teatro di prosa articolando realtà qualificate presenti a Spoleto (Teodolapio) e in Umbria come il Centro di Santa Cristina, il Centro Universitario Teatrale e Fontemaggiore di Perugia. Lo spettacolo può essere e deve essere per Spoleto e per l’Umbria una realtà produttiva nel territorio, fornendo servizi di qualità e nel rispetto delle leggi». E “nell’utopia” prefigurata da Stanisci e da Lepore, anche la nascita di un laboratorio per la ricerca musicale e del suono, di musica applicata (videogames, sound branding, ecc). «Tutto ciò anche per approfittare di opportunità di sostegni pubblici regionali, nazionali, europei. Anche questa è cultura». E nelle riflessioni di Stanisci e di Lepore pensare anche alla presenza a Spoleto di un Dipartimento di Discipline dello Spettacolo di un’Università (come Perugia, Viterbo, La Sapienza o altre), è necessario infatti anche il supporto scientifico, didattico e di ricerca e ingegneria. «Una formidabile opportunità quale contributo al settore economico della cultura: Spoleto e l’Umbria come città e regione dello Spettacolo dal vivo», per superare le esperienze precedenti che nel tempo si sono dissolte. Stanisci e Lepore, quindi, propongono un incontro in ottobre con tutti i soggetti interessati.

Fondi legge regionale A pochi giorni dall’inizio della stagione, inoltre, da parte del Comitato Lavoratori Artisti e Tecnici del TLS per gli artisti del Coro e Orchestra del TLS di Spoleto è stata inviata una lettera aperta alle istituzioni in merito ai tagli decisi dalla Regione Umbria. «Non abbiamo avuto nessun diretto riscontro ufficiale alla richiesta di avere notizie in merito al dimezzamento da parte della Regione Umbria dei fondi della legge regionale 17/2004 per le attività dello spettacolo dal vivo, ma abbiamo saputo da politici regionali e nazionali che, quanto da noi paventato sarebbe purtroppo realtà», sottolinea il Comitato con una nota. «In altri termini anche il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, di cui siamo dipendenti a tempo determinato, e solo alcuni a tempo indeterminato, vedrebbe dimezzato il contributo da parte della Regione Umbria così come accadrà ad altre realtà». A quanto pare, quindi, la stessa condizione sulla carta anche per le altre manifestazioni finanziate dalla legge 17/2004 quali il Festival delle Nazioni di Città di Castello, la Cooperativa Fontemaggiore, il Teatro di Figura di Perugia, la Sagra Musicale Umbra, l’Associazione Amici della Musica di Foligno, l’Associazione Filarmonica Umbra di Terni, il Festival di Todi, l’Associazione In canto, Umbria Ensemble, l’Associazione Te.Ma di Orvieto, Cut/Centro Universitario Teatrale di Perugia, Centro Teatrale Santa Cristina di Gubbio, La MaMa Umbria International di Spoleto, ecc…
«Nel richiedere al Teatro Lirico Sperimentale quali saranno le ripercussioni di tale provvedimento regionale per i lavoratori nella corrente stagione – prosegue la nota -, chiediamo anche al personale sia tecnico, artistico e amministrativo delle altre associazioni sopra citate ed eventuali ulteriori associazioni di costituire insieme a noi un comitato allargato dei lavoratori dello spettacolo dell’Umbria in modo da presentare ai candidati presidente che si presenteranno alle prossime elezioni una piattaforma con richieste condivise».

Richieste alla Regione Questi i punti e le richieste ai candidati: effettuare una riflessione generale sull’attuale geografia dello Spettacolo dal Vivo in Umbria, indipendentemente dalla natura giuridica di costituzione dei soggetti operanti e da eventuali leggi regionali ad hoc disposte negli anni passati; effettuare una revisione della legge regionale 17/2004 “Norme in materia di spettacolo” e impegno da parte dei candidati Presidente di finanziare la stessa con almeno 1,5 milioni di euro, individuando quindi tutte le risorse necessarie affinché la cultura, e in questo caso lo Spettacolo dal Vivo, siano effettivamente soggetti propulsivi per l’Umbria; privilegiare i soggetti con costante attività sul territorio regionale; individuare quegli organismi che abbiano rilevante interesse regionale; sostenere in via primaria e in modo proporzionale gli organismi che per qualità artistica, quantità di manifestazioni, oneri contributivi e assistenziali versati, numero di giornate lavorative e personale assunto a tempo determinato e indeterminato sono sostenuti dal MIBAC, Fondo Unico per lo Spettacolo; creazione di un ”Osservatorio dello Spettacolo allargato” nel quale vengano ricomprese le organizzazioni sindacali di categoria, eventuale organizzazione di rappresentanza degli organismi dello Spettacolo dal Vivo, ANCI Umbria, Comitato artisti e tecnici del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli” e il Comitato artisti e tecnici dello spettacolo dal vivo dell’Umbria in modo da poter anche interloquire costantemente con la Giunta Regionale e con la Direzione Regionale del settore spettacolo; prevedere ulteriori fondi aggiuntivi destinati alle attività di formazione professionale nell’ambito artistico per i soggetti accreditati e certificati (fondi POR-FESR, Fondo FSC). Tali attività sono state attivate costantemente per oltre 20 anni in Umbria e inspiegabilmente cancellate dalla attuale Giunta Regionale. Anche il settore della cultura e dello spettacolo ha bisogno di formazione e specializzazione. I musicisti, gli attori, i tecnici, il personale organizzativo da formare sono anch’essi parte del tessuto sociale e da considerarsi lavoratori a tutti gli effetti; pevedere da parte della Regione una promozione organica e diversificata, attraverso media nazionali, di tutte le attività di Spettacolo dal Vivo di rilevanza regionale attraverso le risorse U.E. e di promozione turistica; contrastare il lavoro irregolare nel campo dello Spettacolo dal Vivo anche con appositi accordi e protocolli tra Regione Umbria, Anci Umbria, singoli comuni, Organismi dello Spettacolo, Organizzazioni Sindacali e Comitati lavoratori dello spettacolo.

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