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mercoledì 28 ottobre - Aggiornato alle 09:34

Teatro, a Venezia menzione speciale per lo spettacolo di Liv Ferracchiati. Migliore autrice under 40 è Caroline Baglioni

Bel riconoscimento per una delle produzioni del Teatro stabile dell’Umbria alla Biennale 2020 e vittoria per l’attrice-autrice che ha debuttato con il suo nuovo testo

Lo spettacolo 'La tragedia è finita, Platonov'

di Danilo Nardoni

Lo spettacolo di Liv Ferracchiati ‘La tragedia è finita, Platonov’, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria e presentato al 48° Festival internazionale del Teatro di Venezia, è stato premiato il 25 settembre alla Biennale Teatro 2020, da una giuria internazionale composta da quattro critici e studiosi di teatro, con una menzione speciale. Ma le belle notizie da Venezia per il teatro umbro non finiscono qua. La trentacinquenne Caroline Baglioni, nata a Perugia e residente a Foligno, ha vinto poi la prima edizione della Biennale Autori under 40 e il suo testo ha debuttato in forma di spettacolo il 15 settembre scorso sempre alla Biennale Teatro, ottenendo un grande successo. Entrambi, Ferracchiati a Baglioni, sostenuti fin dagli esordi da parte dello Stabile umbro.

Menzione speciale per Ferracchiati Così recita la menzione per lo spettacolo di Ferracchiati andato in scena il 20 settembre al Teatro delle Tese: “Liv Ferracchiati affronta in modo semplice, ma convincente e toccante, il protagonista di un testo classico (Platonov di Cechov) con i suoi propri pensieri autobiografici come lettore della storia. Nell’indagare i personaggi e le loro motivazioni da un punto di vista attuale, emerge un testo nuovo che non solo mette in discussione il ruolo del testo classico nel teatro di oggi, ma libera i personaggi dalla ‘prigionia’ dell’epoca nella quale sono stati creati. Liv Ferracchiati non è soltanto autore e regista del spettacolo. Interpreta anche la figura di un nuovo personaggio, il Lettore del testo, con una tale e straordinaria e dedicata autenticità, che come personaggio diventa essenziale per il successo dell’opera, impostando un dialogo ironico e illuminante tra se stesso e l’autore russo. Nell’eliminare alcuni personaggi maschili e mettendo invece quattro donne al centro della scena, gli spettatori del 2020, che potrebbero trovare antiquata la politica sessuale e di genere di Cechov, possono immediatamente ritrovarsi nei commenti satirici ed imperturbabili del Lettore su ciò che accade in scena. È ovviamente un valore aggiunto il fatto che Liv sia anche un attore straordinario. Quindi la menzione speciale della Biennale Teatro 2020 va a Liv Ferracchiati per aver reso attuale il repertorio nel modo più intelligente possibile: non solo rendendolo attuale, ma avviando anche una riflessione che parte dal qui e ora, gettando una nuova luce su ciò che dobbiamo fare per vivere una vita significativa, come dobbiamo relazionarci con il mondo, come dobbiamo agire, tutte questioni che oggi sono urgenti. Grazie Liv”.

Commento dello Stabile Con grande emozione il direttore del TSU Nino Marino presente alla cerimonia commenta: “Liv Ferracchiati è un artista umbro che il Teatro Stabile ha sostenuto fin dai suoi brillanti esordi, producendo i suoi spettacoli e accompagnandolo nella sua crescita artistica. La menzione della Biennale testimonia l’importanza del ruolo delle istituzioni culturali nell’incoraggiare e offrire opportunità ai giovani talenti, così da consentire loro il maturare una propria solidità poetica e dunque dare un contributo al rinnovo della straordinaria tradizione culturale del nostro Paese. Mi rende particolarmente felice che la menzione arrivi a un artista che si è distinto in primo luogo per il suo lavoro di drammaturgo. Il TSU ha sempre considerato la promozione della drammaturgia contemporanea una delle proprie mission fondamentali, ritenendola strumento imprescindibile per la costruzione di una narrazione del presente e lente preziosa per una più profonda lettura della realtà”.

Altre produzioni a Venezia Alla Biennale Venezia sono andate in scena anche altre due produzioni del Teatro stabile, a conferma della grande attività messa in piedi in questi mesi in cui i teatri erano chiusi: ‘La città morta’ da Gabriele D’Annunzio per adattamento e regia di Leonardo Lidi (22 settembre, Teatro Goldoni) e ‘Niente di me, uno studio’ di Arne Lygre con traduzione e regia di Jacopo Gassmann (23 settembre, Teatro Piccolo Arsenale). “Abbiamo lavorato – aveva spiegato Marino durante la presentazione – per offrire la possibilità a giovani registi e autori di concorrere con il meglio del teatro internazionale, dandogli l’occasione di proporre i propri lavori in prestigiosi e importanti teatri e festival come la Biennale di Venezia”.

Baglioni, miglior autrice under 40 Caroline Baglioni, come detto, ha poi vinto la prima edizione della Biennale Autori under 40. Ha affidato poi il suo testo ‘Il Lampadario’ alla regia di Leonardo Lidi. Un lavoro che, traendo ispirazione dalla tragedia del ponte Morandi a Genova, si situa nel labile confine tra vita e morte. Tante le congratulazioni arrivate all’artista, tra cui quella della Cgil, visto anche il suo fattivo impegno nel difendere i diritti dei lavoratori del mondo del teatro. “Siamo orgogliosi e molto felici per Caroline, che ha ottenuto un riconoscimento di altissimo valore – commenta Enrico Bruschi, segretario generale della Slc Cgil Umbria -. Caroline infatti, oltre ad essere una bravissima artista, è anche una nostra iscritta, impegnata nella battaglia che stiamo portando avanti per il riconoscimento dei diritti di chi lavora nello spettacolo”. “Nei mesi successivi al lockdown – continua Bruschi – è nato in Umbria, con il sostegno della Cgil, un coordinamento di lavoratrici e lavoratori del teatro, della danza e di altre specialità, che ha iniziato un intenso lavoro di monitoraggio e ricomposizione, con l’obiettivo di far uscire dalla zona grigia centinaia di professionisti che spesso non vedono riconosciuti i propri diritti e la propria dignità di lavoratori. Con Caroline e con tutti gli altri e le altre – conclude Bruschi – continueremo a portare avanti questa importante battaglia per il riconoscimento del lavoro artistico e culturale in Umbria”.

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