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lunedì 6 dicembre - Aggiornato alle 01:00

Stagioni di prosa, ora tocca al cartellone del Teatro Torti di Bevagna: l’anteprima è dedicata alla danza

Per la prima volta insieme le nuove coreografie di Simona Bertozzi e Lucia Guarino. A seguire sono attesi, tra gli altri, Debora Caprioglio, Ugo Dighero e il Raffello di  Matthias Martelli

Lucia Guarino, Superstite (foto Luca Del Pia)

di D.N.

Mercoledì 24 novembre parte la Campagna Abbonamenti della Stagione di Prosa del teatro Torti di Bevagna. “La nuova stagione teatrale assume un significato particolarmente importante – annuncia il sindaco di Bevagna Annarita Falsacappa – vuol dire sostenere e ridare la scena a tutti gli artisti e ai tanti lavoratori della macchina organizzativa per troppo tempo fermi dal loro lavoro. Sostenerli significa credere nel futuro e nella cultura. Non vediamo l’ora di rivivere la magia dello spettacolo dal vivo, in sinergia col Teatro Stabile dell’Umbria, all’interno del nostro Teatro Francesco Torti, abbiamo elaborato una stagione brillante e variegata”.

Anteprima Venerdì 26 novembre la Stagione inizia con un’anteprima di Stagione, una serata di danza con due spettacoli, SUITE ZERO della pluripremiata coreografa e danzatrice Simona Bertozzi, accompagnata dal violoncello di Claudio Pasceri, e SUPERSTITE con la coreografia e la danza di Lucia Guarino. Costruita in sei movimenti, con un’anticamera e un congedo che li incorniciano e, al contempo, ne segnano la provenienza e la proiezione, Suite Zero si dispiega come una raccolta di eventi, un’antologia di brani scanditi dal dialogo tra corpo e violoncello soli. Pur rispettando la struttura tipica della suite, ovvero il susseguirsi di preludio, allemande, corrente, sarabande, minuetti, gigue, la tessitura dell’andamento coreografico e musicale intende costruire un paesaggio inedito di compresenze, rimandi e interazioni che scompagina il confine di un ordine precostituito, incidendo sulla percezione ritmica e temporale delle azioni. Superstite è una riflessione su ciò che rimane dopo una mutazione, un cambiamento e si fa carico di una storia che a tratti appare sbiadita o mutilata. Un’azione coreografica dove il movimento, tramite di vita, si pone in relazione a una dinamica più grande che appartiene alla costante instabilità e precarietà dello stato di sopravvivenza. Ed è proprio in questo tendere credere, attraversare, aprire il corpo al vuoto, allo spazio non conosciuto, che appare la danza. Movimento misterioso, presente nell’intensità e nella qualità, che vive in quel limite tra specificità, forma, postura, spazio, tempo. Un continuo riassestamento del corpo nel vuoto, vero spazio vitale, come tensione a un possibile esserci.

Cartellone Mercoledì 15 dicembre in Cartellone il capolavoro di Carlo Goldoni LE SMANIE PER LA VILLEGGIATURA una commedia in cui si ride tanto non solo per l’attualità dei temi trattati, ma anche per i personaggi ben delineati e per l’abilità drammaturgica con cui l’autore costruisce situazioni esilaranti e ad incastro. Martedì 4 gennaio Debora Caprioglio, Pino Quartullo e Gianluca Ramazzotti sono i protagonisti del bellissimo testo di Gianni Clementi BUONI DA MORIRE. La storia racconta di una coppia borghese, che decide di passare una vigilia di Natale diversa, unendosi a dei volontari che portano dei generi di conforto ai barboni sparsi sui marciapiedi o sotto i colonnati della città. Venerdì 11 gennaio, Ugo Dighero porta in scena uno dei racconti di amicizia più celebri della letteratura mondiale, PLATERO Y YO del Premio Nobel Juan Ramon Jimenez. Una fiaba filosofica che parla anche ai bambini, dove le grandi doti espressive dell’artista vedono il massimo campo d’azione, tra parole e musica. Matthias Martelli, accompagnato dalle musiche dal vivo del Maestro Castellan, sabato 12 marzo con ‘RAFFAELLO il figlio del vento’ riprende la tradizione del teatro giullaresco e di narrazione e trascina lo spettatore all’interno di un viaggio appassionante rendendo vivi i personaggi, entrando con le immagini e le parole dentro i capolavori di Raffaello, scoprendo le curiosità, i suoi amori e immergendosi nel clima dell’epoca. La Stagione si conclude venerdì 8 aprile con SETTANTA VOLTE SETTE un testo che racconta la vita di due famiglie i cui destini s’incrociano in una sera. Racconta del rimorso che consuma, della rabbia che divora, del dolore che lascia fermi, del tempo che sembra scorrere invano, affrontando il tema del perdono e della sua possibilità nelle relazioni umane.

Info e biglietti Costo dei biglietti 7 euro, con una riduzione speciale per gli abbonati alla Stagione di Prosa 2019/2020 a 5 euro. Per accedere a teatro è necessario il Green Pass. Si può prenotare telefonicamente, al Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria 075/57542222, tutti i giorni feriali, dalle 16 alle 20. I biglietti prenotati vanno ritirati mezz’ora prima dello spettacolo, altrimenti vengono rimessi in vendita. E’ possibile acquistare i biglietti anche on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria www.teatrostabile.umbria.it. Info 0742 361667/379 [email protected]

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