venerdì 18 gennaio - Aggiornato alle 13:39

Spoleto, appello della associazioni: «Tutelare e valorizzare il muro del III secolo»

Il muro scoperto in via Palazzo dei Duchi

di C.F.

«Non rinterrate quei reperti del III ac». Dal Rotary a Italianostra, dal club Unesco a Bruno Toscano, l’appello della città alle istituzioni è unanime: «Il muro rinvenuto in via Palazzo dei Duchi deve essere tutelato e valorizzato». E per farlo una pluralità di soggetti propongono a palazzo municipio e alla Soprindentenza di lanciare un «pubblico concorso di idee» aperto a professionisti del settore chiamati a proporre soluzione che garantiscano la visibilità del manufatto archeologico.

Il muro La scoperta è stata fatta all’inizio dell’ottobre scorso durante i lavori di rifacimento dei sottoservizi nella centralissima via Palazzo dei Duchi, tra il Duomo e piazza del Mercato. Gli scavi hanno portato alla luce «un muro in opera poligonale di importantissima rilevanza archeologica». Il cantiere è stato immediatamente bloccato e ora occorre trovare la quadra per salvaguardare i reperti risalenti ad oltre 2300 anni fa.

Programma comune La proposta della associazionismo cittadino è quella di concordare con le istituzioni un «programma d’azione» che rapidamente porti all’avvio di un «intervento per la permanentemente fruibilità del manufatto archeologico e, al contempo, consenta la sistemazione della strada in tempi ragionevoli, così da non creare disagi ai commercianti della zona». Per la sistemazione definitiva dei luoghi Lions, Rotary, Legambiente, Italianostra, per citarne alcuni, invitano «le istituzioni a lanciare un pubblico concorso di idee indirizzato ai professionisti del settore» chiamati a proporre formule che garantiscano la visibilità del ritrovamento, ma anche la funzionalità della via.

L’auspicio Nell’appello, sottoscritto anche da illustri spoletini, Bruno Toscano e Duccio Marignoli, si chiede la programmazione di «iniziative per la valorizzazione dei reperti, come l’allestimento di un centro documentazione in prossimità dello scavo». L’auspicio di tutti è che Comune, Soprintendenza e Direzione regionale per i beni culturali, rispondano alla chiamata «convocando in tempi rapidi un primo tavolo di confronto», quale strada decideranno di imboccare le istituzioni è presto per dirlo. Di certo su tutta la partita già pende il rebus delle risorse.

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