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venerdì 3 dicembre - Aggiornato alle 01:53

‘Il sogno finisce all’improvviso’, nel libro di Colonna l’energia di una Terni in cerca di riscatto

Il primo romanzo del giovane cronista: «Dopo l’omicidio Raggi in città qualcosa è cambiato e c’è grande vivacità culturale»

Massimo Colonna

di Sebastiano Pasero

Massimo Colonna è un giovane cronista che pure ha maturato una lunga esperienza di lavoro a Terni. Il passo sicuro, l’attendibilità, la serietà, lo hanno fatto diventare un cronista affidabile, un punto di riferimento. I suoi pezzi sono caratterizzati dalla logica e dalla essenzialità. Il suo stile è chiaro. Le notizie, spesso inedite, sono in mani robuste. I suoi articoli danno risposte.

Massimo Colonna ha recentemente pubblicato un romanzo, Il sogno finisce all’improvviso, edizioni Lettura Alternativa, caratterizzato, sono sue parole, da «uno stile psichedelico e claustrofobico, il racconto si snoda anche attraverso articoli di giornale e inserti pubblicitari, previsioni meteo e oroscopi. Ne esce un quadro fosco e stracolmo di interrogativi, gli stessi che il lettore alla fine sarà costretto a porsi».

Un romanzo incentrato sulle paure, sui sentimenti, sul rapporto tra padri e figli, sul rapporto tra l’uomo e il divino. Un romanzo ricco di spunti, che anzi vuole far nascere nel lettore spunti e riflessioni. Un testo ambizioso, che miscela stili, tecniche, notizie, con un senso che è solo complessivo.

Nel romanzo di Massimo Colonna non ci sono riferimenti a Terni. Eppure Terni ha fatto sentire la sua presenza, alla divulgazione del romanzo, nei giorni scorsi. Troppo piccola la sede dell’Accademia del Tempo libero, in viale della Stazione, per i tanti rappresentanti delle associazioni, della comunicazione, della politica, del volontariato. Una presentazione guidata da Riccardo Merlini, intervallata da brani del romanzo, letti da Sabrina Longari, Mauro Nannini, Federico Piccirillo, con brani musicali eseguiti da Francesco Monni e Roberto Andreucci.

Ma come è la Terni vista dal cronista? «Una città che vive momenti difficili, complicati, caratterizzati da una situazione economica frustrante, da una offerta di lavoro scarsa, da una crisi nazionale che qui si è avvertita pesantemente e che non sembra ancora superata. Ci sono poi difficoltà proprie, lo sbandamento della politica, i gruppi dirigenti poco incisivi, un senso di rassegnazione che riguarda vecchie e nuove generazioni».

Come è la Terni della cronaca? «La giudiziaria è protagonista in questo ultimo anno. La nera è tornata protagonista già da qualche anno, considero l’omicidio Raggi lo spartiacque, da lì il tema della sicurezza è divenuto centralissimo e tutto quello che dà insicurezza è oggetto di grande attenzione».

E invece come è la Terni del romanziere? «In questa città c’è una grande energia culturale, magari non ci sono appuntamenti e iniziative di rilevanza nazionale, mancano i grandi eventi, ma dal basso c’è tanta voglia di esprimersi, che è stata anche la mia. La voglia di dire qualcosa è sostenuta dalla rete dell’associazionismo culturale, a me ha aiutato molto. A Terni c’è una vivacità nell’espressività che è rilevante. C’è voglia di dire qualcosa, di andare oltre lo stare fermi».

Ma è possibile far incontrare la Terni sfiduciata e incerottata della cronaca con quella vivace e brillante della sua vita culturale? «Dipende molto dalla voglia di mettersi in gioco, la Terni della cultura sembra alla ricerca di nuove identità, di nuove espressioni, è disposta a prendersi dei rischi, quella invece della politica, del mondo del lavoro, dell’economica, sembrano meno disposte a fare cose nuove», conclude Massimo Colonna, rigirandosi tra le mani Il sogno finisce all’improvviso. E viene da pensare che non sempre i sogni si spengono all’alba, sempre, invece,  le certezze hanno una fine.

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