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mercoledì 28 ottobre - Aggiornato alle 09:53

Romano Ugolini ci ha insegnato la centralità del Risorgimento per la storia europea: un ricordo

Il professore, morto tre mesi fa, era noto a livello internazionale per i suoi studi sul Risorgimento e sulla particolare esperienza umana, politica e militare di Garibaldi

Romano Ugolini

di Alberto Stramaccioni

La scomparsa di un apprezzato storico non fa normalmente notizia e purtroppo anche quella recente di Romano Ugolini, oramai tre mesi fa, non costituisce un’eccezione. È venuta invece a mancare una personalità conosciuta a livello internazionale per i suoi studi sull’età risorgimentale e sulla particolare esperienza umana, politica e militare di Giuseppe Garibaldi. È stato un docente universitario rimasto sempre molto legato a Perugia, divenendo un costante punto di riferimento per tanti ricercatori e studenti. Premiandolo con il baiocco della città nel 2015 «per l’alto contributo scientifico e il servizio reso all’Università e all’Italia intera», il sindaco Romizi ha inteso apprezzare la sua quasi quarantennale attività di insegnante nell’ateneo perugino di Storia contemporanea e Storia del Risorgimento, culminata con l’incarico a preside della Facoltà di Scienze della formazione dal 2000 al 2013. Ma Ugolini è stato insieme un apprezzato insegnante e un rigoroso ricercatore, a cui dopo tanti riconoscimenti accademici, l’anno scorso gli è stato attribuito il prestigioso Premio Acqui Storia anche per essere giunto a realizzare oltre duecento pubblicazioni in Italia e all’estero tradotte in inglese, francese e cinese.

L’importanza della ricerca Inoltre, proprio per le sue riconosciute competenze di studioso dell’età risorgimentale è stato chiamato dal 2010 al 2017 a presiedere l’importante Istituto per la Storia del risorgimento italiano con sede al Vittoriano a Roma, e il Centro internazionale di studi risorgimentali garibaldini di Marsala. La sua notorietà internazionale deriva soprattutto dagli studi su Garibaldi che lo hanno condotto alla pubblicazione di alcuni volumi e alla cura degli atti di diversi convegni destinati a rimanere testi di riferimento fondamentali per tutti quegli studiosi che intendono approfondire le ricerche. A differenza di molti altri accademici non ha mai sottovalutato l’importanza della ricerca storica, cosiddetta locale, partecipando a molti convegni nelle nostre città con interventi e relazioni approfondite, contribuendo a sviluppare diversi filoni della storia risorgimentale umbra, nel contesto nazionale e internazionale, con una particolare attenzione al ruolo esercitato da alcuni personaggi e alle vicende del XX giugno 1859 a Perugia. Negli ultimi tempi manifestava spesso una certa amarezza per l’atteggiamento di molti storici tendenti a marginalizzare gli studi sull’età risorgimentale, mentre lui li riteneva invece fondamentali per capire realmente la storia italiana ed europea. La sua prematura e improvvisa scomparsa ci priva non solo di un importante studioso ma anche di un uomo cordiale e generoso.

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