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mercoledì 20 ottobre - Aggiornato alle 02:57

Renzetti a Terni per i ragazzi del Briccialdi sulle note di La Bohème e VII di Beethoven

Appuntamento domenica nella chiesa di Sant’Antonio, il maestro: «Più cultura e conoscenza della musica classica indispensabile»

di Maria Sole Giardini

Domenica 3 ottobre alle ore 21, nella chiesa di Sant’Antonio, si terrà il concerto-saggio di fine laboratorio di direzione d’orchestra tenuto dal maestro Donato Renzetti nei giorni 30 settembre-3 ottobre, organizzato dall’istituto musicale Afam ‘Giulio Briccialdi’ e da Acea ambiente. In programma la VII Sinfonia di Beethoven e La bohème di Puccini. I vertici dell’istituto Briccialdi esprimono grande soddisfazione per l’iniziativa che incrementa significativamente l’offerta formativa e pone un ulteriore punto nella rete di rapporti istituzionali sul territorio. Anche Giovanni Vivarelli presidente Acea ambiente, che non era presente alla conferenza di presentazione ha voluto esprime apprezzamento per l’evento: «Siamo lieti come Acea ambiente – ha scritto in una mail – di contribuire a questa masterclass poiché riteniamo che la musica sia sempre stata e debba continuare ad essere, soprattutto in questo momento storico, linguaggio della ripartenza». Il concerto è ad ingresso libero con verifica green pass.

Il laboratorio La masterclass, iniziata oggi 30 settembre e che si concluderà con il saggio domenica 3 ottobre, era rivolta a studenti interni delle scuole di Direzione d’orchestra, canto e strumento, oltre ad allievi uditori ed effettivi esterni selezionati con bando specifico e si è articolata in 4 giorni di lezioni teoriche e prove di sala al pianoforte e con l’Orchestra sinfonica dell’Istituto Briccialdi. Il laboratorio si è potuto realizzare grazie al contributo di Acea Ambiente, società presente a Terni, che anche attraverso il sostegno ad attività cultuali di spessore, qual è questa, cerca di soddisfare bisogni e interessi della cittadinanza. Obiettivo è fornire agli allievi una esperienza di grande impatto artistico con la presenza di uno dei maggiori direttori d’orchestra italiani, offrendo la possibilità di lavorare con un ampio organico orchestrale per affrontare il grande repertorio lirico-sinfonico. L’attività, per le sue peculiarità, per la presenza di un grande direttore e per l’importanza e la notorietà del repertorio affrontato, costituirà un momento di particolare valore artistico e culturale per la città di Terni.

Donato Renzetti Donato Renzetti è uno dei direttori italiani più rinomati al mondo. Dirige sia concerti che opere e registra dischi. È stato premiato al concorso Diapason d’argento (1975).Nel 1978 vince la medaglia di bronzo al I concorso Ernst Ansermet di Ginevra e nel 1980 vince assoluto il X concorso Guido Cantelli al Teatro alla Scala. Renzetti dirige alcune delle più importanti orchestre del mondo, tra cui la London Philharmonic, l’Orchestra del Teatro la Scala di Milano e l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia (Roma). Ha collaborato con solisti come Salvatore Accardo, Lazar Berman, Mario Brunello e Alexis Weissenberg; si è esibito nei più grandi teatri d’opera del mondo, tra cui l’Opéra de Paris, il Covent Garden di Londra e il Metropolitan Opera di New York, il Teatro Colón di Buenos Aires, il Teatro Bunka di Tokyo, il Megaron di Atene, il Teatro alla Scala di Milano e tutti i principali teatri d’opera d’Italia. Il direttore è stato ospite di festival a Glyndebourne, Spoleto e Pesaro e al Festival Verdi di Parma. Nel 1987 ha diretto l’opera Aida con l’Arena di Verona a Luxor (Egitto). Nel 2015 è stato nominato Direttore Principale della Filarmonica Gioachino Rossini.

La musica classica non ha colore politico «Sapevo della serietà di questo istituto prima di accettare l’incarico – ha dichiarato Renzetti nelle conferenza stampa di presentazione del concerto del 3 ottobre -. La scuola deve fare di più, oggi conosciamo il grande fratello ma se chiedi chi è Falstaff ancora si stenta a rispondere e non deve più accadere. La cultura della musica classica è indispensabile, ho ascoltato i cantanti che studiano qui al briccialdi e non sono da scuola, 40 anni fa già avrebbero trovato lavoro nei più importanti teatri se non lo trovano è perché manca la cultura. Quante sigle di pubblicità conosciute appartengono alla musica classica e nemmeno ce ne accorgiamo. La musica classica non ha colore politico,è al di sopra, ma è importante fare cultura e farla conoscere sempre di più. Se sono qui è per la serietà dell’istituto e dare la mia esperienza ai giovani augurandomi che sia solo il primo di una lunga serie di eventi per far apprezzare e conoscere l’opera a più persone possibili».

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