Currently set to Index
Currently set to Follow
mercoledì 24 febbraio - Aggiornato alle 19:18

Quel barcaiolo perugino che veniva pagato in natura per farti attraversare il Tevere

Chi conosceva questa storia? C’era un traffico di mugnai, renaioli, cordai, lavandaie e contadini

A Parlesca, vicino alla Torre Strozzi (sec.XIV), si trova una barca di ferro riapparsa alcuni anni fa a Tavernacce. Ma di cosa si tratta? E’ un barcone costruito con i resti di un aereo inglese della II° Guerra Mondiale. Ma perché? Perché lungo il Tevere era frequente trovare dei punti di passaggio da una riva all’altra del fiume, proprio grazie ad un barcaiolo con la sua barca (che era di legno). Una grande zattera agganciata a delle funi, dove potevano salire le persone per andare a Perugia, o per andare al treno della Fcu, oppure le lavoratrici del tabacco, ma questo barcone riusciva a trasportare anche un carro con i buoi! Alcune di queste barche, con i vari punti di attracco sono state utilizzate dalla popolazione locale, fino alla fine degli anni ’50. Insomma dove non c’erano i ponti c’era il barcaiolo, il quale veniva pagato in natura con grano, vino, olio, uova, galline e oche. Lungo il Tevere si potevano incontrare contadini e artigiani ma anche mugnai, renaioli, cordai, lavandaie oltre ad altre figure e professioni ormai a noi sconosciute.

 

Il fiume e la vita La cosa bella è che tutte queste piccole storie sono confluite nel sito www.ecomuseodeltevere.it e chiunque ora può andare a leggere, consultare, per conoscere i luoghi e le persone. E’ proprio questo il ruolo dell’Ecomuseo del Tevere, far riemergere avvenimenti più o meno lontani, dove risulta evidente come si vivesse quasi in simbiosi con il fiume. Un sito davvero molto utile soprattutto oggi che ci apprestiamo a riprogettare questo modello di sviluppo, senza annullare la memoria sul nostro recente passato. L’Ecomuseo del Tevere in questi anni ha fatto ricerche incontrando la popolazione, gruppi, associazioni, realizzando un vero e proprio censimento dei beni materiali ( il patrimonio storico – artistico e monumentale ) e immateriali ( il patrimonio produttivo-manifatturiero, le tradizioni, i mestieri, la cultura popolare) di un intero territorio compreso tra Perugia ed Umbertide, suddividendolo in sei aree di studio diventate altrettante “mappe di comunità”.

Approfondimento Ogni area è presente con alcune storie ed alcuni progetti che sono la testimonianza del lavoro svolto fino ad oggi, ma soprattutto rappresentano uno stimolo per altre persone e gruppi per orientarsi in una seria azione di recupero e valorizzazione di personaggi e di luoghi, o magari diventare un punto di raccolta per eventuali segnalazioni. Ad esempio la sezione “Itinerari” è strutturata per tutti coloro che amano scoprire l’ambiente a piedi o in bicicletta oltre ad indicare vari punti di particolare interesse del nostro territorio come il Bosco didattico di Ponte Felcino ed anche itinerari tematici, dedicati ai siti archeologici di Civitella d’Arna e dell’ Ipogeo dei Volumni di Ponte San Giovanni e le Chiese Templari, corredati da illustrazioni a matita che ricordano gli “Appunti di Viaggio” di fine ‘800.

Una traccia per altre ricerche La sezione “Progetti”, espone i temi che spaziano dall’archeologia industriale alle tradizioni popolari, dai vecchi mestieri al patrimonio ambientale e in fondo a ciascun progetto si trova il pdf con tutti i dettagli. Questo perchè chiunque può diventare “protagonista” e partecipare utilizzando non solo i ricordi e i racconti dei nonni, ma anche, magari, sollecitare l’interesse per un viale di gelsi perché venga tutelato, oppure valorizzare un sentiero lungo il fiume perché non venga cancellato. Inoltre è molto ricca la sezione “Multimediale” dove sono raccolti filmati con interviste, canti popolari della Brigata Pretolana e video delle numerose passeggiate realizzate alla scoperta della sentieristica nell’ambiente fluviale.

I commenti sono chiusi.