sabato 25 maggio - Aggiornato alle 17:28

Il Post di Perugia chiude a tempo indeterminato, raccolti mille euro. Il 29 gli «stati generali»

Niente più aperture neppure nei weekend «fino a nuova comunicazione». A fine mese soci a confronto sul futuro

Il cancello chiuso del Post (foto F.Troccoli)

di Dan.Bo.

Cancelli chiusi al Post di Perugia fino a nuova comunicazione. Il Museo della scienza di Perugia, che da settimane attraversa una grave crisi di liquidità, giovedì sulla sua pagina Facebook ha annunciato che, «visto il perdurare della situazione di difficoltà», da sabato rimarrà chiuso al pubblico anche nei weekend. Nelle settimane scorse il museo aveva deciso lo stop alle aperture dal martedì al venerdì, salvando solo i fine settimana. Per discutere della situazione in cui versa l’istituzione che si occupa di divulgazione scientifica, sono stati convocati per il 29 marzo gli «Stati generali del Post», ai quali parteciperanno il presidente della Fondazione Post Luca Gammaitoni, il sindaco Andrea Romizi il presidente della Provincia di Perugia Luciano Bacchetta, la presidente della Regione Catiuscia Marini, la Fondazione Cassa di risparmio di Perugia e i sostenitori del Post. L’appuntamento è alle 17 alla sede del Post e, dopo gli interventi degli ospiti, chi vorrà potrà prendere la parola.

GAMMAITONI: «SIAMO IN CRISI DI LIQUIDITÀ»

Stati generali «All’incontro – spiega il museo – sono invitati tutti coloro che hanno a cuore questa preziosa istituzione che opera a Perugia dal 2003 e che in più di quindici anni ha costituito un punto di riferimento nell’educazione alla scienza e alla tecnologia per molte migliaia di cittadini, dai bambini della prima infanzia, ai ragazzi delle scuole, ai giovani, fino agli adulti e agli anziani. La diffusione della cultura scientifica è un imprescindibile baluardo della civiltà e il Post è un luogo fortemente impegnato in questa missione. Recentemente, anche in ragione delle mutate condizioni economiche degli enti fondatori e sostenitori (Comune di Perugia, Provincia, Fondazione Crpg) e dell’incertezza dei fondi ministeriali, la sostenibilità e la stessa sopravvivenza del Post sono messe a rischio. Invitiamo tutti i soggetti interessati, istituzioni, aziende, scuole, privati cittadini, a partecipare a una discussione aperta e propositiva sul futuro del Post».

Raccolti mille euro I problemi sono causati in particolare dal ritardo nell’erogazione dei fondi ministeriali, grazie ai quali ogni anno il Post può programmare la sua attività; ritardi di cui si è discusso anche alla Camera, dove il sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano rispondendo alla dem Anna Ascani non è riuscito a chiarire quando la situazione si sbloccherà. A creare ulteriori difficoltà anche la riduzione dei fondi da parte di alcuni soci, tanto che i vertici del Post stanno cercando di ampliare la compagine societaria così da ottenere maggiori garanzie, in particolare per quanto riguarda i costi fissi. Nei giorni scorsi il museo ha anche lanciato una campagna – #IostoconilPost l’hashtag scelto – volta alla raccolta fondi: al momento sono cinque le persone che hanno donato complessivamente mille euro e tante quelle che hanno dimostrato silidarietà.

Twitter @DanieleBovi

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