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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 16:23

«Poesia antidoto al presente», al Manini di Narni va in scena la ‘Teoria del Cracker’

Spettacolo della compagnia ‘Occhisulmondo’, scritto e diretto da Daniele Aureli. Appuntamento il 19 gennaio

«Quando mastichiamo un cracker, il rumore che percepiamo dentro di noi è maggiore rispetto al rumore che sentono le persone che ci sono accanto. E così quando proviamo dolore». Un piccolo estratto dello spettacolo Teoria del Cracker che andrà in scena al teatro Manini di Narni il prossimo 19 gennaio alle 21. Una rappresentazione della compagnia teatrale Occhisulmondo, scritta e diretta dall’attore e autore Daniele Aureli. Lo spettacolo prende spunto da alcuni fatti di cronaca avvenuti in Italia e pone una lente di ingrandimento sulla regione Umbria rielaborando gli accadimenti attraverso il processo artistico-creativo.
Teoria del Cracker Dopo una tournée – iniziata nel 2018 – che ha visto varie tappe in Italia, Teoria del Cracker torna anche in Umbria. Lo spettacolo indaga le contraddizioni dell’essere umano, esplorandone legami e separazioni. «È la ricerca dell’invisibile – spiegano gli organizzatori -. Un racconto intimo e privato che arriva a sfiorare, a depositarsi – come la polvere presente in scena – sulla storia di ognuno. Un confronto incalzante, serrato, con il dolore e la malattia, che si muove tra le pieghe del  testo e, nello stesso tempo, all’interno di un corpo. La malattia, in particolare, vestita di amianto, detriti industriali, fumo, nuvole tossiche. Perché il nero non passa mai di moda. Ma Teoria del Cracker è anche un racconto ironico, corale – pur se affidato ad un solo attore in scena – che parla di vita e di poesia, come antidoto e alternativa possibile alle crepe del presente». Ecco la sinossi: «In un piccolo paese di 900 abitanti una donna si ammala. ‘È lu bruttu male’, qualcuno dice in giro. Una storia di nuvole tossiche e di amianto che coinvolge e sconvolge una nazione, un paese, una famiglia. Ambientato in una provincia italiana, una delle quarantaquattro aree inquinate oltre ogni limite di legge, lo spettacolo scava all’interno di una società apparentemente silente, per far risuonare le urla nascoste di un’umanità ferita. La Teoria del cracker indaga l’invisibile e il suo paradosso. Un pugno stretto pieno di rabbia e poesia che, con violenta intensità, sbriciola tutto, lasciando tracce di un inno di-sperato alla vita».

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