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martedì 7 febbraio - Aggiornato alle 00:26

Perugia, restaurati i bronzi della Fontana Maggiore: «Servirebbero interventi annuali per proteggerla»

A finanziare l’intervento con 21.900 euro attraverso Art bonus è stata l’azienda perugina Kimia

Un particolare della Fontana Maggiore (foto U24)

di Danilo Nardoni

A conclusione di alcuni lavori di restauro il monumento simbolo di Perugia e orgoglio della città, la Fontana Maggiore, è tornato già da qualche giorno a farsi ammirare in tutta la sua bellezza da cittadini e visitatori. Lunedì mattina – nella vicina Sala della Vaccara di Palazzo dei Priori, con taglio del nastro poi a seguire – si è tenuta la presentazione del restauro finanziato con l’Art Bonus dalla società perugina Kimia Spa. L’intervento durato due mesi è stato illustrato dal restauratore Giacomo Perna alla presenza, tra gli altri, del sindaco Andrea Romizi, dell’assessore Otello Numerini, dello staff comunale di Art Bonus, di rappresentanti dell’azienda finanziatrice, tra cui i proprietari Maurizio e Marco Bisciotti e l’amministratore unico Alessandro Belli.

VIDEO – I BRONZI DELLA FONTANA TORNANO A SPLENDERE

Il restauro Quest’ultimo risanamento della Fontana Maggiore (datata 1275, i precedenti restauri sono stati fatti nel 1348, 1948/49, 1995/99, 2012, 2016) ha interessato nel dettaglio gli apparati bronzei, ossia le undici protomi animali che erano ancora in attesa di restauro, ma anche la conca (o coppa) e le tre ninfe portatrici d’acqua, il cui autore è il fonditore perugino Rosso Padellaio. Lavori necessari per contrastare i fenomeni corrosivi del bronzo e i problemi di statica che riguardavano alcune protomi, come ha ricordato Perna: «È stato rimosso il degrado dovuto soprattutto all’azione dell’acqua derivante direttamente dalla fontana e in parte dalle piogge meteoriche. Si è quindi proceduto con una pulitura principalmente meccanica e operazioni volte a proteggere il metallo con l’obiettivo di stabilizzare lo stato di conservazione affinché il bene duri nel tempo e sia tramandato alle generazioni future». Secondo la valutazione del restauratore a questo punto sarebbero necessari altri interventi periodici annuali, soprattutto per le superfici lapidee «perché la presenza dell’acqua fa sì che ci sia sempre un substrato favorevole per crescita dell’attacco biologico». Il restauratore ha anche sorpreso i presenti facendo ascoltare «la voce della fontana», ossia la registrazione del suono prodotto dalla conca battuta da un martelletto, «a riprova che la lega con cui è stata costruita è del tutto simile a quella delle campane».

Il mecenate A rendere possibile il risanamento è stata quindi la società perugina produttrice di materiali per il recupero edilizio Kimia, con un contributo di 21.900 euro nell’ambito del progetto Art Bonus. Impegnata con le proprie tecnologie nel restauro e nel consolidamento strutturale del patrimonio edilizio e storico-artistico locale e italiano da oltre 40 anni, questa volta l’azienda, come sottolineato dall’amministratore unico Alessandro Belli, «ha voluto non essere solamente un “tramite” attraverso il quale conservare il costruito, ma essere essa stessa promotrice di un intervento di recupero».

Romizi e Numerini Il sindaco Romizi, ringraziando Kimia per aver sostenuto l’intervento, ha poi ricordato che Art Bonus «reca in sé un’alchimia dove i protagonisti sono sempre due, il bene restaurato e il mecenate, e finora abbiamo potuto approfondire la conoscenza di splendide realtà». L’assessore Numerini, infine, ha ricordato che finora a Perugia con Art Bonus sono stati raccolti 2.167.000 euro grazie a 537 mecenati tra cittadini, imprese e associazioni. Trenta sono i beni restaurati e per altri tre i lavori inizieranno a breve. «Perugia – ha spiegato – è considerata un capofila a livello nazionale per l’utilizzo dell’Art Bonus a dimostrazione del fatto che vi è un gran desiderio da parte dei perugini di appropriarsi dei beni della propria città».

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