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mercoledì 14 aprile - Aggiornato alle 22:32

Perugia, quale futuro per gli eventi dal vivo? Un ‘piano straordinario’ per ragionare su spazi, mezzi e risorse

L’interrogazione del gruppo consiliare di opposizione Idee Persone Perugia ha visto in aula la risposta dell’assessore Varasano. L’obiettivo è consentire le attività all’aperto

Incontro tra Fofi e Giacchè all'Edicola 518 a Sant'Ercolano

di Dan. Nar.

In arrivo per l’estate di Perugia un ‘piano straordinario’ per organizzare gli eventi in sicurezza. Dal Frontone a San Matteo degli Armeni, dal Manu al Barton Park, da Sant’Ercolano a piazza Cecilia Coppoli, sono alcuni degli spazi individuati ed annunciati dall’assessore Leonardo Varasano in risposta ai consiglieri Croce e Maddoli (Idee Persone Perugia) che hanno presentato un’interrogazione a risposta orale. La richiesta era quella di un impegno dell’amministrazione comunale “a creare le condizioni tecnico-giuridiche per rendere possibile una programmazione continuativa di attività ed eventi da parte di soggetti pubblici e privati, all’aperto nel corso della prossima estate, alla luce del perdurante stato emergenziale”. Interventi che quindi, con l’arrivo della bella stagione e alla luce del periodo di forti limitazioni alla vita sociale che si sta vivendo da oltre un anno, assumono un significato particolare.

Interrogazione In particolare, sostengono i proponenti, la forzata interruzione di fatto di attività o eventi a partire dallo scorso 10 marzo 2020, a causa della situazione di emergenza, ha generato enormi incertezze in tutti coloro che operano a livello professionale ed amatoriale in tali ambiti, dalle istituzioni culturali alle agenzie di spettacolo, dagli artisti di strada alle compagnie di teatro e danza, dai musicisti ai deejays, dal mondo dell’associazionismo a quello delle Pro-Loco, dai gruppi folkloristici alle rappresentanze di categoria del commercio e dell’artigianato. “Festivals, Rassegne, Sagre, rappresentazioni storiche, Mostre-Mercato e molti altri tipi di manifestazioni, che generano un importante indotto lavorativo a livello territoriale o, in alcuni casi, rappresentano il risultato dell’impegno volontario di tanti cittadini uniti da interessi, passioni, hobby o legati dall’appartenenza a piccole comunità, -ha spiegato il consigliere Croce- rappresentato peraltro, per un Comune di medie dimensioni come quello di Perugia, una percentuale consistente del programma di attività estive offerte ai cittadini”.

Teatro a cielo aperto Sarebbe opportuna inoltre, per i proponenti, la tempestiva predisposizione di aree “sicure” ed agibili da parte del Comune, dotando così la città di un numero minimo di “Teatri” a cielo aperto, e dando un supporto concreto a tutto il comparto, creando le condizioni perché più operatori possano tornare a svolgere il loro lavoro e l’intera città possa tornare a beneficiarne. Il tutto in considerazione dei tempi tecnici legati all’organizzazione di questo tipo di eventi, soprattutto nelle fattispecie in cui si configurano attività di Pubblico Spettacolo, soggette ad iter complessi sotto il profilo della documentazione richiesta, dei sopralluoghi tecnici e delle procedure di autorizzazione, nonché in considerazione dei costi di adeguamento delle aree oggetto di attività a carico del soggetto organizzatore, che peraltro sono lievitati in modo consistente in ragione delle necessità di sanificazione delle aree e delle attrezzature, e di metterle in sicurezza secondo le norme di settore; ed in considerazione, infine, dello stato di disagio in cui si trova l’intero comparto lavorativo, che rischia di far venire meno un importante pezzo di tessuto economico del territorio e alcuni importanti presidi della socialità e della vita culturale dei cittadini. Inoltre, la tempestiva concertazione delle prescrizioni con le autorità competenti potrebbe consentire comunque di svolgere alcune delle attività programmate o di adeguarne lo svolgimento alle nuove indicazioni. “La Regione Umbria, -ha concluso Croce.- essendo tra le poche in Italia a non godere di sbocco a mare e dovendo fare leva prevalentemente sul proprio potenziale turistico-culturale e naturalistico, soprattutto nella stagione estiva, su sollecitazione dei comuni e facendosi portatrice delle loro istanze, potrebbe provare ad esercitare una pressione su Governo e Ministeri competenti al fine di accelerare la manifestazione degli intendimenti e delle linee guida riguardo alla regolamentazione della materia in questa fase post-emergenziale”.

Piano straordinario L’assessore Varasano ha annunciato che il Ministro Franceschini presenterà un protocollo specifico da proporre alle istituzioni locali per le attività all’aperto. “Avremo modo – ha detto Varasano – di misurarci con questa nuova prospettiva. In questi mesi, comunque, ci siamo mossi con l’intento di ripartire da ciò che di buono è stato fatto. Il fulcro di quanto organizzato la scorsa estate -e spero anche nella prossima – saranno luoghi all’aperto che presentano condizioni favorevoli, in cui via siano piani sicurezza già predisposti dal comune e la possibilità di accogliere un numero di presenze accettabili. Penso, quindi, di nuovo al Frontone e a San Matteo degli Armeni, che si è rivelato un ottimo punto di accoglienza. Intendiamo potenziare -ha spiegato ancora l’assessore- le collaborazioni avviate, come quella con il Manu o il Barton Park, mentre vi sono già delle interlocuzioni in corso per una collaborazione con Edicola 518 per l’organizzazione di eventi a Sant’Ercolano”. Varasano ha anche ipotizzato la possibilità di utilizzare le potenzialità di ospitare eventi all’aperto di piazza Cecilia Coppoli, una volta che siano risolte alcune criticità presenti nell’area. In ogni caso, ha ribadito la disponibilità dell’amministrazione a ricevere idee e suggerimenti dai cittadini e dagli operatori.

Ottimizzare risorse e mezzi In replica, il capogruppo Croce ha invitato l’amministrazione a ottimizzare le risorse e i mezzi accorpando in alcuni luoghi i progetti e le idee proprio in consapevolezza dell’aumento dei costi dovuto alle prescrizioni anti Covid.

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