mercoledì 20 marzo - Aggiornato alle 18:31

Nuda, con una fascia: ecco la donna nella scultura esposta a Perugia per la sua ricorrenza

In occasione delle celebrazioni dell’ 8marzo ‘Senza catene’: rigorosamente su una panchina rossa

di Maurizio Troccoli

L’hanno voluta completamente nuda, compìta, aggraziata, gentile e orgogliosa. Su una panchina rossa. Cinta soltanto da una fascia dorata sui seni, come un ultimo orpello di cui sembrerebbe volersi liberare. O, al contrario, adornare. E’ la donna degli studenti del liceo Artistico perugino Bernardino Di Betto, esposta nel cuore della città, a Palazzo Penna, nel giorno dell’8 marzo. Catalizza tutti i temi, le domande e anche le accettazioni o le proteste di un giorno di rivendicazione. Ma, per sua grazia, ha il carattere di qualcosa che è destinato a perdurare sulla contingenza.

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Da un punto di vista Questa scultura è un simbolo di quanto una contemporaneità operosa, entusiasta ed esordiente, sia in grado di partorire attorno alla donna che diventa tema, argomento, discussione e confronto. Scolastica quanto si vuole, ma con accenni di ricercatezza che valgono di essere colti. Il rosso e l’oro le appartengono non soltanto per il carattere della lotta, della rabbia o del sopruso e la preziosità dell’elevarsi o il vanto dell’adornarsi, piuttosto perché, unitamente alla sua sagoma e ai morbidi lineamenti, ristabiliscono armonia. Che è piacere e domanda. Insomma ‘Senza catene’ (il nome attribuito alla realizzazione), continuerà a suonare come un interrogativo, ma lo farà con garbo. Oltre questo giorno.

L’appuntamento di esposizione si è tenuto a palazzo della Penna, venerdì mattina, alla presenza degli autori e degli insegnanti, oltre che delle rappresentanze istituzionali e sindacali.    

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