domenica 16 febbraio - Aggiornato alle 23:47

Perugia, il celebre pianista Alexander Lonquich torna per gli Amici della musica

Il concerto alla Sala dei Notari: in programma Beethoven e Charles Ives. Il giorno prima secondo Family Concert della stagione

Alexander Lonquich

di A.G.

Pianista celebre e particolarmente amato dal pubblico degli Amici della musica di Perugia, Alexander Lonquich torna domenica 9 febbraio (ore 17.30) per un concerto alla Sala dei Notari. In programma le ‘Variazioni Diabelli’ di Beethoven e la ‘Concord Sonata’ di Charles Ives, capolavoro visionario della musica statunitense. Alle 16.30, sempre in Sala dei Notari, lo stesso Lonquich presenterà al pubblico il programma del concerto al pianoforte (l’incontro è a ingresso libero).

Il programma Iconoclasta ed eccentrico, Charles Ives è generalmente indicato come il “padre” della musica americana moderna, precursore delle generazioni successive, con la sua scrittura politonale e dissonante, spesso di una cacofonia provocatoria. Il titolo ‘Concord’ si riferisce alla cittadina del Massachusetts dove a metà Ottocento risiedevano i cosiddetti “trascendentalisti”. I quattro movimenti della Sonata sono i ritratti di quelli più noti: i filosofi e scrittori Ralph Waldo Emerson, Henry David Thoreau, Nathaniel Hawthorne e Bronson Alcott. A seguire, Lonquich eseguirà le ‘Trentatré Variazioni in do maggiore su un valzer di Diabelli op. 120’ di Ludwig van Beethoven, definita da Alfred Brendel «la più grande opera di tutte per pianoforte».

Alexander Lonquich è nato a Trier, in Germania. Nel 1977 ha vinto il primo premio al Concorso Casagrande dedicato a Schubert. Da allora ha tenuto concerti in Giappone, Stati Uniti e nei principali centri musicali europei. La sua attività lo vede impegnato con direttori d’orchestra quali Claudio Abbado, Kurt Sanderling, Ton Koopman, Emmanuel Krivine, Heinz Holliger, Marc Minkowski. Particolare in tal senso è stato il rapporto mantenuto in passato con Sandor Vègh e la Camerata Salzburg, di cui è tuttora regolare ospite nella veste di direttore-solista. Nell’ambito della musica da camera, Lonquich ha avuto la possibilità di collaborare con artisti del calibro di Christian Tetzlaff, Nicolas Altstaedt, Vilde Frang, Joshua Bell, Heinrich Schiff, Steven Isserlis, Isabelle Faust, Carolin Widmann, Jörg Widmann, Boris Pergamenschikov, Heinz Holliger, Frank Peter Zimmermann. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti dalla critica internazionale quali il “Diapason d’Or”, il “Premio Abbiati” (come miglior solista del 2016) e il “Premio Edison” in Olanda. Con la moglie Cristina Barbuti, nel 2003 Lonquich ha formato un duo pianistico che si è esibito in Italia, Austria, Svizzera, Germania, Norvegia e USA. Inoltre, nei suoi concerti appare spesso nella doppia veste di pianista e fortepianista, spaziando da C.P.E. Bach a Schumann fino a Chopin, del quale ha inciso, su un pianoforte Erard insieme a Philippe Herreweghe, il ‘Concerto in fa minore’ per il Frederick Chopin Institute. Nel ruolo di direttore-solista, Alexander Lonquich collabora stabilmente con l’Orchestra da Camera di Mantova – con cui in particolare ha svolto un lavoro di ricerca e approfondimento sull’integrale dei ‘Concerti per pianoforte e orchestra’ di Mozart – e, tra le altre, ha lavorato con l’Orchestra della Radio di Francoforte, la Royal Philharmonic Orchestra, la Deutsche Kammerphilarmonie, la Camerata Salzburg, la Mahler Chamber Orchestra, l’Orchestre des Champs Elysées e la Filarmonica della Scala di Milano. Di particolare rilievo è stato, nella primavera 2009, il progetto con l’Orchestra Sinfonica Nazionale RAI nel quale, in cinque differenti concerti, è stata presentata l’integrale delle ‘Sinfonie’ di Schubert accostate ai ‘Concerti per pianoforte’ di Beethoven. Si esibisce regolarmente per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con la quale dalla stagione 2011/12 collabora anche come direttore-solista. A partire dal 2014, Alexander Lonquich è direttore principale dell’OTO – Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza, con la quale si esibisce durante ogni stagione anche come solista, contribuendo alla formazione dei giovani musicisti e all’ampliamento del repertorio dell’ensemble. Nel 2013, insieme alla moglie Cristina, ha creato nella propria abitazione fiorentina ‘Kantoratelier,’ un piccolo spazio teatrale dove le materie a lui care – psicologia, musica e teatro – vengono approfondite grazie a laboratori, seminari e concerti.

Sabato 8 febbraio alla Sala dei Notari (ore 17.00), per il secondo Family Concert della stagione, la Fondazione Perugia Musica Classica e gli Amici della Musica di Perugia ospitano il coro di voci bianche e il coro giovanile Octava Aurea, diretti da Mario Cecchetti. Il concerto, dal titolo ‘Pardon, j’ai pas bien compris’, vedrà esibirsi nella prima parte il coro di voci bianche con pagine allegre e divertenti, tra cui ‘Il topolino’, ‘Gatto’, ‘L’orologio scassato’ e ‘Caccia caccia la stregaccia’, di compositori italiani contemporanei come Pompeo Vernile, Enrico Miaroma, Fabio Alberti, Paolo La Rosa, Sergio Pasteris e Andrea Venturini. Protagonista della seconda parte sarà il coro giovanile, con brani di lingua francese di César Franck: ‘L’Angelo custode’ e ‘Ai bambini piccoli’ e di Ivo Antognini su testi di Josiane Haas, tra cui il canto ‘Pardon, j’ai pas bien compris’ che dà il titolo all’intero programma. In finale, due brani del parigino Bruno Coulais tratti dalla colonna sonora del film ‘Les Choristes’ del 2004, per il quale il compositore ha ricevuto un terzo Premio César. Biglietti: intero 10 euro, ridotto 7 euro, giovani (dal 1993) 5 euro. Ingresso consentito fino ad esaurimento della capienza.

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