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venerdì 5 marzo - Aggiornato alle 22:41

Perugia dice addio a Franco Bozzi: una vita tra politica, storia e insegnamento

Il professore, classe 1937, è morto nei giorni scorsi: «Se ne va un attivo e prezioso intellettuale»

Franco Bozzi

Perugia dice addio a Franco Bozzi. Il professore, classe 1937, è morto venerdì ma la notizia è stata diramata solo in queste ore. «Se ne va un punto di riferimento della cultura della nostra città – dice in una nota l’amministrazione comunale – un intellettuale capace di spaziare, con i suoi studi e le sue opere, dalla storia all’arte, dalla politica e la società al teatro. Storico, insegnante e uomo di profonda cultura, il professor Bozzi è stato attivo e prezioso animatore dell’Associazione Porta Santa Susanna. Per tutta la sua vita, inoltre, è stato animato da un significativo impegno politico, che lo ha portato anche a ricoprire incarichi istituzionali».

Un socialista Bozzi, socialista, è stato esponente «dell’anima meno correntizia e più libertaria di quel partito», ricorda la Società di mutuo soccorso di Perugia, di cui il professore era socio. «Era di origine marchigiana – ricorda la Società – spesso parlando di Perugia, quasi a scusarsi, iniziava dicendo “io non sono nato qui…” ma era uno dei tanti esempi di non perugini “autoctoni” che amano Perugia più di tanti “indigeni”. I suoi tantissimi libri, saggi, articoli e le sue innumerevoli conferenze su Perugia, l’Umbria, il nostro Risorgimento lo dimostrano; è stato lui, per esempio, che ha individuato la bandiera italiana dell’internazionalista Alessandro Igi che custodiamo nella nostra sede come una bandiera che sventolò nelle barricate della Repubblica Romana».

L’impegno La Società lo ricorda con un sentimento di gratitudine anche per «la discreta attenzione e lo spirito da maestro con cui si dedicò al libro di Gianluca D’Elia su Guglielmo Miliocchi. Nella prefazione a quel volume Franco scrisse che uno dei suoi pregi era “ricordare che al successo, alla carriera e all’arrampicata personale qualcuno ha preferito in passato l’impegno a crescere insieme, e la coscienza di compiere il proprio dovere verso se stessi e verso gli altri”. Crediamo che lui come animatore culturale della nostra città si sia mosso seguendo questo solco organizzando conferenze, in particolare con il Circolo Porta Santa Susanna, sulla storia e personalità regionali sempre cercando di mettere in evidenza le altre e gli altri più che se stesso».

I sindaci «Ho appreso con profondo dispiacere la notizia della scomparsa di Franco Bozzi – dice Luciano Bacchetta, presidente della Provincia di Perugia ed esponente del Psi – a cui mi univano la passione politica e la militanza nello stesso partito di cui è stato rappresentante illustre, colto e importante punto di riferimento. Ma la sua figura andava ben oltre nell’impegno costante per la “sua” Perugia che aveva eletto a città ideale per vivere, insegnare e partecipare attivamente nelle istituzioni e nell’associazionismo». Cordoglio a nome di tutti i sindaci dell’Umbria viene espresso anche dai vertici dell’Anci: «Una figura di riferimento della cultura umbra, e più in generale italiana. Uomo colto, riservato, dalle straordinarie doti umane e capacità professionali, Franco Bozzi ha lasciato un grande segno nella nostra società, in tutti noi: l’Umbria perde un pezzo importante della sua storia. Alla moglie, alle figlie, a tutta la famiglia, giungano le nostre più sentite condoglianze».

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