martedì 31 marzo - Aggiornato alle 14:39

Perugia, borsa di studio alla memoria di Paolo Vinti: «Poeta, cittadino del mondo»

In collaborazione con l’università degli Studi nel campo della cooperazione internazionale: «La sua una ricerca per la pace»

Paolo Vinti, il "leggendario". Foto Fabrizio Troccoli

di Maurizio Troccoli

Continua, anche con segni improvvisi e inaspettati, la ricerca intellettuale, lo studio sul poeta, scrittore Paolo Vinti, sull’influenza del suo pensiero, la pervasività del suo esempio, la permanenza della sua visione, l’inimitabilità del suo attraversare le differenze, dispiegandole in dialogo. La città, gli intellettuali che la vivono, non perdono occasione per ricordarlo e riproporlo, nella memoria come nel dibattito presente, perchè Paolo Vinti sta a questa luogo come un interrogativo collettivo, ma anche come una domanda intima e personale.

PAOLO VINTI, UN RICORDO

La visione di Paolo Perugia perimetro internazionale, angolo periferico di collegamento alle culture nei continenti, questa la visione e il convincimento di Paolo Vinti, intorno a cui ha costruito non soltanto il suo messaggio intellettuale ma la sua maniera di stare al mondo. Visione che nel divenire, in assenza di Paolo, a volte, cede al provincialismo, alla città dei residenti ma, più spesso, si ravvede perché raggiunta e svegliata dalle primavere che quei ‘semi’ continuano a generare. Accade con gli appuntamenti artistici e culturali di largo respiro come Umbria Jazz, il Festiaval del giornalismo, Encuentro e altri e, accade, con gli interventi e le assemblee di chi dice ‘no’ a una idea di ripiegamento. Poi accade con la formazione, le università, come con Tamat che insieme all’ateneo perugino, al dipartimento di Scienze politiche, ha tenuto un laboratorio sulla cooperazione internazionale, che ha partorito due borse di studio, intitolate alla memoria di questo ingombrante intellettuale ‘Paolo Vinti’.

La borsa di studio per Paolo Si tratta di un assegno di ricerca per un soggiorno di studio in Burkina Faso, all’interno del progetto ‘Reti d’acquisto per la sicurezza alimentare con il supporto della Diaspora burkinabé d’Italia, cofinanziato dall’Agenzia italiana di cooperazione allo sviluppo. Paolo Vinti viene citato come ‘punto di riferimento per la cultura e la politica di Perugia e dell’Umbria. Capace di superare le differenze tra vita e politica, tra vita e cultura, tra vita e passione. Con la parola, con la poesia, con la musica. E’ stato per la gente, tra la gente, con tutti, a partire dagli ultimi, con la curiosità e l’umiltà dei suoi sorrisi, delle sue battute, delle sue analisi. Una ricerca originale e costante, la sua, per la pace, l’uguaglianza, la libertà. Ci piace ricordare il suo lavoro di giornalista in America Latina, all’inizio degli anni Ottanta, quando aveva già colto i segnali del cambiamento di un continente che sarebbe sfociato nella conferenza di Rio de Janeiro sul clima e il Forum sociale di Porto Alegre. Paolo Vinti è stato un animatore pubblico del dibattito culturale, capace di andare oltre le bandiere, gli inni e i saluti, sempre vigile sui fatti del mondo con l’approccio internazionalista del cittadino del mondo, intellettuale che ha influenzato la cultura, la politica, la società in Umbria’.

I commenti sono chiusi.