mercoledì 20 marzo - Aggiornato alle 09:14

Perugia, Andy Warhol in centro e tutto intorno il caos della spontaneità. Ma occhio a dire arte

Attorno a qualche opera di un artista si realizzano mesi di appuntamenti di varietà. Accade a Perugia e non solo

di Maurizio Troccoli

Non c’è freno inibitorio nell’abuso del termine arte, artistico, artista, il cui significato resta poco esplorato e molto sproloquiato. Arte, usato come superlativo di qualcosa. Per cui, quando si ritiene che qualcuno sia abile in una azione, diventa artista. E qualcosa presuntamente fatta bene, artistica. Così avviene con il pasticciere, con il cuoco, il ballerino e il parrucchiere. Come se non bastasse che ognuno di questi resti quello che è, ovvero un bravo pittore, piuttosto che fotografo, artigiano o pizzaiolo. O come se restare tale significhi un po’ meno di ambire alla dimensione artistica. Nulla di più falso. Anche perchè, la storia insegna, che la dimensione artistica è intrisa di miseria, sofferenza, disconoscimento.

Avviene sempre. E avviene anche attorno all’arte pop, che sembra ancora più calamitare a sé, tutto quello che è prurito creativo, rumore di sottofondo, colore, folclore, caos urbano o tricchètacche. Succede sui rotocalchi, nelle metropoli e accade, ancora di più, in provincia: fai per accostare alla ‘star’, o a sue ‘briciole’, tutto quello che ti gira per la testa e, magicamente, il resto si illumina d’incanto. A Perugia, ad esempio, viene messa insieme, qualche opera di Warhol, riconosciuto produttore seriale di immagini che hanno caratterizzato e anticipato forme espressive del secolo trascorso, per tanto artista che ha segnato un passaggio nella storia dell’arte, con writer, negozi, centri commerciali, ballerini, tatuatori e molta altra vitalità varia. Come se ci fosse un comune denominatore, un dialogo naturale, con e tra qualsiasi cosa sia immagine, forma. A maggior ragione se il soggetto d’arte diventa oggetto e viceversa. Quindi associato per infondata assonanza: così la sensibilità Pop, ovvero la strada, la propaganda, il quotidiano, il vissuto, il commercio, viene mischiato e associato alla vetrina, al tatuaggio, al carrello della spesa del supermercato e al tamburello. E, per questo, trasferibile, tutto, in una presunta dimensione artistica, concepita come un motel a ore, ovvero disponibile a ospitare qualunque evanescenza, anche solo per qualche minuto. Quanto può valere l’illusione della celebrità. Senza dover dare conto di nulla a nessuno.

Ma non è così. E le dimensioni, nella realtà come nel linguaggio: artistiche, artigianali, creative, poetiche, danzanti, mercantili, propagantistiche, cortigiane e quant’altro, possono e forse debbono, poter vivere ognuna di luce propria, senza attribuire maggior valore ad una sull’altra. Senza cioè che alcuna diventi utilizzabile come superlativo. Preservandone così ‘la biodiversità’ delle dimensioni. Insomma quando il dibattito sull’arte ha pacificato gli addetti ai lavori sul fatto che ‘creativo’ e ‘artistico’ siano dimensioni diverse, sul piano del linguaggio resta molto da lavorare. Dovute le premesse ecco quanto comunica l’organizzazione.

A meno di due settimane dall’inizio della mostra ‘Andy Warhol in the city’, in programma a Perugia dal 26 gennaio al 17 marzo 2019 (Centro servizi camerali “Galeazzo Alessi” di via Mazzini – ex Borsa Merci), è stato completato il cartellone di eventi che faranno da corollario all’esposizione, che torna nel capoluogo esattamente dopo 10 anni dalla data che segnò l’inizio di un tour italiano ed europeo. Preview venerdì 18 gennaio, dalle 17.30 alle 19.30, per gli studenti universitari perugini presso la gipsoteca del Centro di ateneo per i musei scientifici di via dell’Aquilone, dove verrà esposta la prima delle oltre 120 opere (grafiche storiche, litografie, serigrafie e offset firmate) oggetto della mostra, alla presenza del rettore Moriconi, e del direttore del Cams Cristina Galassi. Altra anteprima al Centro di intrattenimento “Gherlinda” il 22 gennaio (dalle ore 16, tutti i giorni fino al 17 marzo, ingresso gratuito), dove nel centro espositivo al secondo piano verranno esposte quattro opere di Warhol ed altre di artisti emergenti della Pop art, quali Pier Giuseppe Pesce, Alessandro Ficola, Alessia Tunesi, Isabella Caddeo Edi Babini e il fotografo Gianfranco Tomassini. Gli stessi, con altre opere e fotografie, saranno protagonisti anche nella galleria del Barton park nei sabati e domeniche a partire dal 26 gennaio e fino al 17 febbraio (anche in questo caso ingresso gratuito; orari 10-13 e 14-18). Tra i vari appuntamenti, da segnalare il 2 e 3 febbraio una performance “Pop tattoo art” di Isabella Caddeo al “Gherlinda”; il 17 febbraio (stessa location, dalle 16) il contest “Pop art music”; l’1 marzo la performance ‘Bahia street art and dance’ lungo tutto l’arco della giornata in piazza Birago; un’altra performance ‘Street art’ ancora al ‘Gherlinda’ con il writer Sebastiano Vagnetti ‘Elloboloco’ che sarà impegnato in una performance. Tornando alla mostra principale su Warhol di via Mazzini, giova ricordare che resterà aperta dal lunedì al venerdì con orario 10-13 e 14-19 e i sabati e domeniche con orario continuato 10-19 con biglietti di ingresso di varie tipologie reperibili sul sito internet www.pubbliwork.it/andy-warhol

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