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Perugia 2019 fa squadra con le altre di «Italia 2019»: una Capitale, tante Capitali

Foto di Gruppo per Italia 2019

di M.Alessia Manti

Una capitale, tante capitali. Con l’intento di fare squadra e valorizzare tutti i progetti delle città che si sono candidate a Capitale Europea della Cultura è stato presentato, martedì 14 gennaio, «Programma Italia 2019». Il progetto è stato illustrato dalla vice presidente del Senato, Linda Lanzillotta, dalla vice presidente della Camera Marina Sereni e dal segretario generale del Cidac (Associazione delle città d’arte e cultura) Ledo Prato. Alla conferenza, tenutasi nella sala stampa della Camera dei Deputati, hanno partecipato i sindaci e i rappresentanti delle sei città finaliste che si contendono il titolo di Capitale Europea della Cultura 2019 e di quelle non selezionate.

Il progetto Si tratta di un’alleanza fra città che ha come obiettivo lo sviluppo dell’industria culturale nazionale e di un modo per valorizzare il grande patrimonio artistico-monumentale delle città medie di cui anche Perugia è rappresentante. A sostegno del Programma Italia 2019 si è mosso anche il Parlamento: la Camera, il 20 dicembre scorso, ha approvato infatti un ordine del giorno collegato alla Legge di Stabilità; al Senato è stata presentata una mozione che sarà discussa il 22 gennaio. Nei documenti di Senato e Camera è esplicita la richiesta al Presidente del Consiglio Letta di individuare una sorta di corsia preferenziale, a vantaggio di questo patto tra città, per arrivare ai finanziamenti sia attraverso il ciclo di programmazione 2014-2020 che programmi comunitari come il Creative Europe o il Cultural Heritage.

L’appello al governo Le città, come ribadito in conferenza stampa e a colloquio con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Filippo Patroni Griffi, «auspicano che l’Esecutivo possa sostenere l’impegno profuso da tutte le città candidate nella sfida per diventare Capitale Europea della Cultura, valorizzando il lavoro già svolto e ancora da svolgere nei prossimi mesi, sostenendo il progetto Italia 2019 e assicurando, come da prassi del programma, appositi finanziamenti per la città che sarà designata Capitale Europea della Cultura nel 2019». Patroni Griffi ha confermato l’impegno di parlarne col Presidente del Consiglio che già vede di buon occhio il progetto per il rilancio della cultura come volano dell’economia. Inoltre, il Sottosegretario, favorirà un nuovo incontro con il Ministro dei beni e delle attività culturali Massimo Bray e il Ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia affinchè il Programma Italia 2019 venga inserito nel decreto legge sulla cultura e sul turismo entro febbraio, diventandone progetto pilota per poi poter essere presentato come «Progetto Best Practices» per il semestre italiano in Europa.

Perchè Italia 2019? «Il Programma Italia 2019 – come si legge nelle motivazioni – potrà effettivamente consentire di realizzare nel Paese un sistema di crescita economica e civile che faccia perno su infrastrutture materiali e immateriali in grado di favorire la rinascita delle città medie italiane, lo sviluppo della produzione culturale e la valorizzazione delle industrie culturali, dando una dimensione innovativa anche alla conservazione del patrimonio culturale e risultando determinante ai tini del miglioramento del benessere dei cittadini e dello sviluppo del turismo di qualità. In tale contesto, la città che sarà scelta come Capitale europea della cultura 2019 potrà porsi come capofila di una rete di città rinnovate, capaci di rappresentare in ambito internazionale il ruolo centrale dell’intero Paese nel contesto della cultura europea». Il progetto, che dovrebbe dunque valersi di fondi europei, del governo, locali e privati, è quello di fare squadra intorno alla Capitale italiana che verrà scelta per il 2019 tra le sei della short list finale (Cagliari, Lecce, Matera, Perugia con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria, Ravenna e Siena), così da non disperdere lo sforzo profuso dalle tutte le candidate nei progetti di ammodernamento del sistema culturale, turistico e infrastrutturale presentati nei dossier e «trasformare davvero la cultura nel volano del futuro dell’Italia, sostenendo e valorizzando «il patrimonio che il nostro paese è in grado di offrire».

«Tifo per Perugia» «Italia 2019 è un’occasione per passare dalla competizione alla cooperazione» ha detto Marina Sereni. La vice presidente della Camera e parlamentare umbra ha dichiarato di tifare per Perugia, ma ha sottolineato come sia essenziale che il Governo non disperda il patrimonio di progettualità di tutte le città e che s’impegni con Programma Italia 2019. «Come umbra, tiferò fino alla fine perché sia ‘Perugia con i Luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria’ il progetto vincente nella difficile selezione per la Capitale europea per la Cultura 2019, ma come italiana so che per il nostro Paese la cultura è un vero capitale è risorsa economica, è motore di sviluppo, è spazio per creare moltissime occasioni di lavoro, occasione. Lavoro qualificato, lavoro per i giovani».

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